Pubblicato il: 20 dicembre 2019 alle 8:00 am

Ricomincio da t(r)e Nell’ambito dell’evento “Campioni nella vita”, la testimonianza di uno sportivo esemplare farà da cornice alla festa natalizia dell’A.S.D. Città dei Ragazzi a Telese Terme (Bn)

di Andrea D’Orta.

Benevento, 20 Dicembre 2019 – Nell’ambito dell’evento “Campioni nella vita”, la testimonianza di uno sportivo esemplare farà da cornice alla festa natalizia dell’A.S.D. Città dei Ragazzi (Telese Terme, BN). Noi di Neifatti.it, prima dello sportivo, abbiamo conosciuto ed apprezzato l’uomo. Ecco qualche simpatico parallelismo tra Sergio Catalano e Massimo Troisi.

Conosciamo perfettamente, voi lettori lo scoprirete presto, l’essenza, l’umiltà e l’immensa discrezione dell’atleta sannita, ipovedente.

Dopo quest’ invito, iniziamo ad esporvi un po’ il personaggio. Ricominciamo, esattamente come l’indimenticato Troisi, da tre:

Sergio, in primis, è un ragazzo semplice, perché la sua voglia di scherzare lo riporta al giovanotto che era qualche anno fa; è un uomo semplice, in ogni caso, vi assicuro, gli anni li ha accumulati egregiamente; è, infine, un runner ambizioso, che fa della grinta e della tenacia suoi fedeli punti di partenza (non solo podistici).

Ogni qualvolta affronta una gara, per rendervi l’idea, chiede sempre: “Qual è l’ultima posizione utile, nella classifica finale, per andare in premiazione?”. Non gli interessano altri premi, né ulteriori riconoscenze. E già qui potremmo fermarci. A riflettere.

Spesso ci lamentiamo delle cose più sciocche e frivole che possano esistere, e non è retorica. E’ la verità. Lui, invece, è sempre il primo – questo non è nemmeno un pensiero aggraziante – a fare una battuta, a cercare di strappare una risata. Di cosa stiamo parlando? Di quando Sergio, durante le sue amate gare podistiche, esclama: “Ragazzi spostatevi, fate passare Alessandro – l’amico che solitamente corre con lui – perché non vede bene”.

 

Arriva, sempre lui, lì dove solo una mente brillante ed elevata può giungere. Ha un’anima differente, cari lettori, e questo fa tutta la differenza del mondo.

Scusate il ritardo, invece, è un altro capolavoro troisiano (1983). Nel dettaglio, consideriamo la scena in cui “il comico dei sentimenti” si trova allettato e, parlando con la sorella del medico, inviterà a prendere la vita con leggerezza (sullo sfondo della lieve febbre sopraggiuntagli). Sempre nella stessa scena, l’eterno genio partenopeo – nelle vesti di Gaetano – esorterà la dirimpettaia a prendergli “un po’ di frutta”, o meglio, “un po’ di vitamina c”. Sergio, allo stesso ed identico modo, chiede – sempre al suo complice Alessandro – di prendergli un po’ di frutta, al termine di qualsiasi gara di dieci km percorsa.

E noi, caro Sergio, ci scusiamo per il ritardo. Perché ancora non intendiamo, in modo universale o globale, la differenza tra essere e apparire. Tra l’affrontare ogni tipo di problema con il giusto spirito e la giusta consapevolezza, e il rimanere intrappolati nei fili di lamentele, scuse e rimpianti. Siamo in ritardo. Questo è vero, anzi è sacrosanto (ahinoi). Ma l’auspicio migliore che potremmo fare è quello di seguire quanto prima il tuo esempio, così come quello di altri campioni: Zanardi, Borgonovo, Bortuzzo, Bebe Vio. Non me ne vogliano gli altri ma, fortunatamente, l’elenco è bello profondo. E ne siamo orgogliosi.

Speriamo, noi redazione di neifatti.it, di non aver invaso in alcun modo la tua semplicità e la tua riservatezza. Nel caso, ne siamo sicuri, avrai la bontà di perdonarci.

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