Pubblicato il: 28 dicembre 2019 alle 8:00 am

La caffeina è un “agente anti-obesità”, riduce l’aumento di peso Nei topi limita la conservazione dei grassi. Le conclusioni di uno studio dell'Università dell'Illinois

di Aldo Morlando.

Roma, 28 Dicembre 2019 – Ecco una notizia che fa piacere leggere tra un cenone e l’altro: la caffeina può essere considerata un agente anti-obesità.

Chi frequenta palestre – e gli sportivi in generale – sa che la caffeina è una di quelle sostanze che per i suoi effetti ergogenici, può aiutare il metabolismo stimolandone le funzioni. Dal non è più inserita tra le sostanze considerate proibite dalla WADA (World Anti Doping Agency): infatti, le fonti di caffeina e le bevande che la contenevano abitualmente erano troppe, così l’agenzia mondiale per la lotta al doping ha deciso di depenalizzare questa sostanza e di non limitarla.

I suoi effetti, secondo alcuni esperti, oltre che sulla resistenza agiscono sul tessuto adiposo, funzionerebbe, insomma come bruciagrassi. La conferma è arrivata dalla ricerca scientifica.

A dirlo è uno studio, condotto sui topi, che ha notato come proprio la sostanza contenuta in tè e caffè arrivi a ridurre la conservazione dei lipidi, la produzione dei trigliceridi e a limitare l’aumento di peso. La ricerca vede la firma dell’Università dell’Illinois ed è stata pubblicata sul Journal of Functional Foods. Per arrivare a questa conclusione, ai topi è stata fatta seguire una dieta con il 40% di grassi, il 45% di carboidrati e il 15% di proteine. Hanno anche ingerito caffeina in una quantità equivalente a quella di un essere umano che la assume in 4 tazze al giorno. Alla fine del periodo di quattro settimane, la percentuale di massa magra nei vari gruppi di ratti (divisi in chi beveva tè mate con caffeina e chi invece prendeva lo stesso prodotto ma decaffeinato) è variata significativamente. I ratti che hanno ingerito caffeina hanno accumulato meno grasso corporeo rispetto all’altro gruppo: hanno guadagnato il 16% in meno di peso e hanno accumulato il 22% in meno di grasso corporeo rispetto ai ratti che hanno consumato il prodotto decaffeinato. Gli studiosi hanno notato che la caffeina ha ridotto l’accumulo di lipidi nelle cellule adipose tra il 20% e il 41%.

In uno studio condotto su colture cellulari, invece, l’espressione di Fasn, il gene della sintesi degli acidi grassi (un composto coinvolto nella sintesi degli acidi grassi del glucosio) è diminuita tra il 31% e il 39%, mentre l’espressione di Lpl, gene della lipoproteina lipasi (che codifica per un enzima che scompone i trigliceridi) è diminuita tra il 51% e il 69%.

Dunque, tra i dolci delle feste e il cenone del 31, qualche caffè in più può servire. Ma senza esagerare e solo con l’approvazione del proprio medico.

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