Pubblicato il: 4 gennaio 2020 alle 8:00 am

A Palazzo Barberini, finestre aperte e vista sui giardini Nuovo percorso espositivo per 10 sale dell’Ala nord delle Gallerie nazionali di Arte Antica di Roma. Focus su Caravaggio

di Tiziana Mercurio.

Roma, 4 Gennaio 2020 – Nuovo anno, altra svolta alle Gallerie nazionali di Arte Antica di Roma che riaprono al pubblico 10 sale dell’Ala nord del piano nobile di Palazzo Barberini, completamente restaurate e con un ripensato percorso espositivo (in ordine di tempo e luogo, dal tardo Cinquecento al Seicento). E se “squadra vincente non si tocca”, quella che si è occupata di questo restauro (capitanata dalla vulcanica direttrice, Flaminia Gennari Santori) è la stessa dello lo scorso aprile, quando è stata ripensata l’Ala sud.

Questo riallestimento ha interessato l’architettura, ma pure l’illuminazione e la grafica (nuovi pannelli esplicativi e didascalie ragionate) delle sale, affinché: «Fosse il naturale prosieguo dell’altro lavoro – ha sottolineato la Sartori -. Foriero di quello che, a ottobre prossimo, riguarderà le sale del Cinquecento e per concludersi, nel 2021, con il rinnovo del piano terra. Dal mio insediamento a Barberini ho voluto che il nuovo impianto muti il Museo in una ‘struttura narrativa’, dal Medioevo al Settecento, e che valorizzi, con la quadreria, anche la storia del palazzo e della famiglia da cui prende il nome».

Con l’operazione di dicembre 2019, le Gallerie nazionali di Palazzo Barberini hanno riacquistato 550 mq di spazio espositivo, offrendo un punto di vista unico su Caravaggio e la sua influenza in Italia e in Europa.

Il nuovo percorso consta di 80 opere selezionate che, al contempo, lasciano ammirare le sale in prospettiva (dallo scalone di Bernini a quello di Borromini, attraverso il Salone Pietro da Cortona e la Sala Ovale), enfatizzando il sito e donandogli nuovo respiro con la riapertura delle finestre. Cosa, questa, non da poco, visto che ora è possibile fruire di un altro impatto luminoso e della vista sui giardini: lo spettatore potrà aprirsi a nuovi spunti e visuali, senza troppe costrizioni.

In excursus: il tardo Manierismo romano e internazionale (Francavilla, Venusti, Jacob de Backer e Heintz) e i veneti (Tintoretto, Palma il Giovane e un “Venere e Adone” di Scuola di Tiziano, appena restaurato; e due opere di El Greco). In Galleria (completamente ripulita e illuminata) dipinti di genere, tra cui spicca un “Diluvio universale” di Scuola di Jacopo Bassano, quasi mai esposto; una sorta di boudoirs, aperto per la prima volta, tutto dedicato all’ “Altarolo portatile” di Annibale Carracci; una sala con affreschi di fine Cinquecento (per la prima volta) con tre paesaggi di Paul Bril dedicati ai Feudi Mattei.

Quindi, il clou: tre sale dedicate solo a Caravaggio e al caravaggismo. La prima con la blasonata “Giuditta e Oloferne”, in dialogo con opere di Borgianni, Manfredi e Saraceni.

La seconda in cui, da giugno 2020, dove sarà esposto il “Narciso” e opere di Ribera; e la terza, con il “San Francesco” e opere di Orazio Gentileschi e Strozzi. Infine, due sale, grandi e di ampio respiro: la prima con opere dei caravaggeschi europei (Bigot, Spada e altri); la seconda con la pittura bolognese: Domenichino, Guercino, Lanfranco, Reni e Simon Vouet. (Foto: Tiziana Mercurio).

Info: www.barberinicorsini.org

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