Pubblicato il: 10 gennaio 2020 alle 8:00 am

Il telescopio spaziale TESS della NASA scopre un pianeta abitabile simile alla Terra Nel team anche gli italiani Giovanni Covone e Luca Cacciapuoti. Per l’astrofisico Covone (Università Federico II): «Non sappiamo cosa aspettarci quando avremo nuovi dati di questi mondi sconosciuti»

di Fabrizio Morlacchi.

Napoli, 10 Gennaio 2020 – Più di 3.400 astronomi, educatori, studenti e giornalisti hanno partecipato al 235° incontro dell’American Astronomical Society (AAS) che si è svolto ad Honolulu, nelle Hawaii, dal 4 all’8 gennaio 2020. Una conferenza congiunta con la Divisione Astronomia Storica AAS (HAD) e la Divisione Astrofisica delle alte energie (HEAD) che è stata considerata come la più grande e impegnata nei 120 anni di storia della Società, con ben nove briefing stampa sulle ultime scoperte di telescopi terrestri e spaziali, nonché su importanti questioni che la comunità astronomica deve affrontare nel prossimo futuro.

Tra le varie scoperte presentate, anche quella di sicura importanza per i risvolti che potrà avere sui prossimi passi dell’astrofisica, alla quale hanno contribuito tra gli altri i due italiani Giovanni Covone, docente di astronomia e astrofisica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e Luca Cacciapuoti, studente magistrale del corso di laurea in Fisica. Si tratta della prima scoperta di un pianeta extrasolare di dimensioni terrestri nella cosiddetta zona abitabile, del telescopio spaziale Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA.

Progettato e lanciato in orbita allo scopo di trovare pianeti simili alla Terra in orbita attorno a stelle vicine, TESS ha scoperto un pianeta parte di un sistema planetario triplo e tra pochi pianeti di dimensioni terrestri individuati finora nella zona abitabile (cioè la regione intorno ad una stella dove è possibile la presenza di acqua liquida sulla superficie di un pianeta), intorno alla stella TOI 700, da cui prende il nome.

Il team, guidato da Emily Gilbert (Università di Chicago), ha presentato la scoperta del pianeta denominato TOI 700 d, nel corso della conferenza. «La scoperta del pianeta TOI 700 d è un risultato scientifico fondamentale per TESS – ha affermato Giovanni Covone. I pianeti finora scoperti da TESS erano o fuori dalla zona abitabile o di massa molto maggiore di quella terrestre, sistemi gassosi più simili a Nettuno che alla Terra».

TESS rivela la presenza di un pianeta intorno ad una stella osservando la diminuzione periodica di luminosità della stella causata dal pianeta mentre transita davanti ad essa.

«Il sistema planetario di TOI 700 si trova relativamente vicino a noi, distante circa 101 anni luce. La stella è una piccola nana rossa, più piccola e meno luminosa del Sole: la sua massa è circa il 40% di quella solare. Il fatto che sia una stella tranquilla, quasi quanto il Sole, con minime variazioni di luminosità rende più interessante il pianeta appena scoperto per studi sulla sua possibile abitabilità», ha sottolineato ancora il professore Covone.

Il sistema planetario scoperto è un sistema triplo. Il pianeta più interno, TOI 700 b, è quasi esattamente delle dimensioni della Terra, è probabilmente roccioso e completa un’orbita ogni 10 giorni.  Il pianeta medio, TOI 700 c, è 2,6 volte più grande della Terra – tra le dimensioni della Terra e di Nettuno – orbita ogni 16 giorni ed è probabilmente un mondo gassoso.  TOI 700 d, il pianeta più esterno e l’unico nella zona abitabile, ha un raggio del 20% più grande della Terra e compie un giro intorno alla sua stella in soli 37 giorni.

Ad oggi le esatte condizioni fisiche sulla superficie di TOI 700 d risultano sconosciute. Gli scienziati hanno usato le informazioni a disposizione, per generare al computer modelli climatici del pianeta e confrontare con le condizioni del nostro pianeta.

«Nei prossimi anni potremo ottenere osservazioni spettroscopiche di questi pianeti e confermare o smentire questi modelli – ha concluso Giovanni Covone -. Sarà un momento ancora più emozionante perché non sappiamo affatto cosa aspettarci quando avremo nuovi dati di questi mondi sconosciuti».

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