Pubblicato il: 14 gennaio 2020 alle 8:00 am

Morti e sangue sulle strade di New York City, le famiglie chiedono sicurezza Già 5 pedoni sono morti in seguito a incidenti stradali dall’inizio dell’anno. Anche un bambino di 10 anni tra le vittime, investito da un mezzo comunale. Previste manifestazione di protesta come negli anni ’50 e ‘60

da New York, Stanley Ruggiero Tucci.

14 Gennaio 2020 – I genitori a New York City chiedono strade più sicure. Ripetendo una manifestazione rimasta nella storia come quella dei “blocchi delle carrozzine” degli anni ’50 e ’60, i genitori di tutti i cinque distretti con bambini e passeggini, si sono radunati a Manhattan dopo la tragica serie di pedoni uccisi dalle auto.

L’avvocato Jumaane Williams si è fatto portavoce dei genitori per chiedere ai legislatori di approvare il Reckless Drive Accountability Act. Il disegno di legge, in lavorazione dal 2018, eliminerebbe i privilegi di guida da parte di persone che hanno accumulato violazioni multiple.

New York City ha registrato 117 incidenti mortali nel 2019, superando i 115 precedente e ha già contato cinque morti pedonali nelle prime settimane del 2020. Tra le vittime, Srijan Panthee un bambino di 10 anni (il 18esimo pedone ucciso in 30 giorni) investito da un camion del Dipartimento dei servizi igienico-sanitari cittadini, nel Queens. Ma solo qualche settimana prima, un altro bambino, di 3 anni Bertin DeJesus, è stato ucciso da un’auto mentre si trovava nel suo passeggino spinto dalla madre che attraversava la 116th Street a East Harlem.

«Dobbiamo davvero fare qualcosa. Dobbiamo ammettere che si tratta di una crisi. Non possiamo lasciare che nessun altro bambino muoia per strada», ha dichiarato Fabiola Mendieta, membro del comitato “Famiglie per strade sicure”, che ha perso suo figlio nel 2006.

«Le vittime che abbiamo visto nell’ultima settimana sono emblematiche di una città costruita per gestire il traffico anziché proteggere le persone», ha detto Danny Harris di Transportation Alternatives dopo che tre pedoni sono stati uccisi la scorsa settimana.

C’è una tragica fatalità che unisce le prime settimane di ogni anno: una mortale ripetizione che si ritrova nelle statistiche relative ai pedoni uccisi a New York City nel 2020, nel 2017, nel 2015 e nel 2014. E’ come se l’anno cominciasse sempre con le strade della città colorate del sangue di pedoni. Un quinto pedone, Yulan Lu, 68 anni, è stato ucciso venerdì sera vicino alla Queens Midtown Expressway, ha detto il NYPD. L’autista è rimasto sul posto ed è stato preso in custodia dalla polizia.

«A metà del XX secolo, donne provenienti da città e periferie di tutta l’America hanno organizzato blocchi stradali per chiedere condizioni di sicurezza per i bambini», ha raccontato Peter Norton, professore presso il Dipartimento di Ingegneria e Società dell’Università della Virginia e autore di “Combattere il traffico: The Dawn of the Motor Age in the American City”. Il blocco di qualche giorno fa potrebbe essere solo un anticipo di manifestazioni più massicce nei principali distretti della città, la prossima è stata programmata per il 22 gennaio prossimo: dalle 18.30 alle 20.00 i vari comitati per la sicurezza delle strade (riuniti nella pagina Facebook Families For Safe Streets) si ritroveranno per ribadire le loro richieste al sindaco Bill De Blasio.

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