Pubblicato il: 22 gennaio 2020 alle 7:00 am

L’acqua potrebbe diventare un bene sempre meno disponibile Con il cambiamento climatico, le piante avranno bisogno di “bere” di più, portando a una minore disponibilità di acqua per le popolazioni

di Teresa Terracciano.

Roma, 22 Gennaio 2020 – Con il cambiamento climatico, le piante avranno bisogno di “bere” di più, portando a una minore disponibilità di acqua per le popolazioni, soprattutto quelle che vivono in Nord America e in Eurasia. La ricerca suggerisce un futuro più secco nonostante l’aumento delle precipitazioni previsto per luoghi come Stati Uniti ed Europa, regioni popolose che già devono affrontare lo stress idrico.

Le nuove scoperte rivelano che la storia di piante che rendono la terra più umida è limitata ai tropici e alle latitudini più elevate, dove la disponibilità di acqua dolce è già alta e le richieste concorrenti sono basse. Per gran parte delle medie latitudini, secondo lo studio, le risposte previste delle piante al cambiamento climatico non renderanno la terra più umida ma più secca, il che ha enormi implicazioni per milioni di persone.

«Circa il 60% del flusso d’acqua globale dalla terra all’atmosfera passa attraverso le piante (traspirazione). Le piante dominano il modo in cui l’acqua fluisce dalla terra all’atmosfera. Quindi la vegetazione è un elemento determinante del ciclo dell’acqua sulla terra» ha spiegato l’autore principale Justin S. Mankin, professore di geografia a Dartmouth e ricercatore presso il Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University.

I risultati della ricerca hanno rivelato come l’interazione di tre effetti chiave dell’impatto del cambiamento climatico sulle piante ridurrà la disponibilità regionale di acqua dolce. In primo luogo, con l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, le piante richiedono meno acqua per la fotosintesi, bagnando il terreno. Tuttavia, in secondo luogo, con il riscaldamento del pianeta, le stagioni di crescita diventano più lunghe e calde: le piante hanno più tempo per crescere e consumare acqua, prosciugando la terra. Infine, con l’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica, le piante cresceranno di più, man mano che la fotosintesi si amplifica. Per alcune regioni, questi ultimi due impatti, l’allungamento delle stagioni di crescita e l’amplificazione della fotosintesi, significano che la vegetazione consumerà acqua per un periodo di tempo più lungo, prosciugando il terreno. Di conseguenza, per gran parte delle medie latitudini, le piante lasceranno meno acqua per i corsi d’acqua, anche se ci saranno piogge aggiuntive.

La ricerca mette in evidenza che non possiamo aspettarci che le piante siano una panacea universale per la futura disponibilità di acqua. Quindi, essere in grado di valutare chiaramente dove e perché dovremmo anticipare i cambiamenti della disponibilità di acqua che si verificheranno in futuro è fondamentale per poter essere preparati.

Fonte per approfondimenti: Justin S. Mankin, Richard Seager, Jason E. Smerdon, Benjamin I. Cook & A. Park Williams. Mid-latitude freshwater availability reduced by projected vegetation responses to climate change. Nature Geoscience, 2019 DOI: 10.1038/s41561-019-0480-x

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