Pubblicato il: 24 gennaio 2020 alle 8:00 am

Da cannabis terapeutica 10mila posti di lavoro Lo stima Coldiretti. Emendamento a firma di 29 deputati chiede la liberalizzazione della cannabis light. In Sicilia farmaco gratuito per i pazienti affetti da dolore cronico e neuropatico

di Marina Monti.

Roma, 24 Gennaio 2020 – In Italia la coltivazione, trasformazione e commercio della cannabis a scopo terapeutico per soddisfare i bisogni dei pazienti potrebbe garantire un reddito di 1,4 miliardi e almeno 10mila posti di lavoro, dai campi ai flaconi. E’ quanto stima la Coldiretti nel commentare la decisione della Regione Sicilia di farsi carico delle spese sostenute dai pazienti che ricorrono alla cannabis per uso terapeutico.

La Regione siciliana, infatti, dando seguito a un decreto firmato dall’assessore alla sanità, Ruggero Razza renderà il farmaco gratuito per i pazienti affetti da dolore cronico e neuropatico e da spasticità da sclerosi multipla, e che si rivolgeranno alle strutture sanitarie pubbliche.

Spetta ai medici delle Aziende sanitarie pubbliche regionali, specialisti di anestesia e rianimazione, neurologia e dei centri di terapia del dolore prescrivere ai pazienti la terapia con la cannabis per una durata massima di sei mesi; il preparato potrà essere richiesto dal paziente nelle farmacie ospedaliere. Al momento, però, in Sicilia queste farmacie non producono il farmaco, per cui il decreto prevede che la Regione firmi convenzioni con i privati.

Sono cinque le farmacie private che producono il farmaco, si trovano ad Agrigento, Catania, Palermo, Ragusa e Siracusa. Il decreto della Regione siciliana è il punto di arrivo di un lavoro portato avanti, per oltre un anno, da un tavolo tecnico istituito dall’assessore alla Sanità e richiesto da alcune associazioni, tra cui Bister di Catania ed “Esistono i diritti” di Palermo.

In Italia la richiesta di prodotti terapeutici a base di cannabis è in costante crescita e viene soddisfatta soprattutto dalle importazioni nonostante il fatto che con decreto del Ministero della Salute dell’11 novembre 2019 lo Stabilimento Chimico farmaceutico militare di Firenze, l’unico autorizzato alla coltivazione, potrà produrre fino a 500 kg di infiorescenze di Cannabis a fronte dei 350 kg consentiti nel 2019.

Solo utilizzando gli spazi già disponibili nelle serre abbandonate o dismesse a causa della crisi nell’ortofloricoltura, la campagna italiana – sottolinea la Coldiretti – può mettere a disposizione da subito mille ettari di terreno in coltura protetta. Si tratta di ambienti al chiuso dove – precisa la Coldiretti – più facilmente possono essere effettuate le procedure di controllo da parte dell’autorità preposte per evitare il rischio di abusi. Una opportunità che va attentamente valutata per uscire dalla dipendenza dall’estero e avviare un progetto di filiera italiana al 100% che unisce l’agricoltura all’industria farmaceutica.

Una prima sperimentazione che – conclude la Coldiretti – potrebbe aprire potenzialità enormi se si dovesse decidere di estendere la produzione in campo aperto nei terreni adatti: negli anni 40 con ben 100mila gli ettari coltivati l’Italia era il secondo produttore mondiale della cannabis sativa, che dal punto di vista botanico è simile alla varietà indica utilizzata a fini terapeutici.

Anche il parlamento italiano torna sulla questione. Porta la firma di 29 deputati (M5S, Pd, Leu e +Europa) un emendamento al decreto milleproroghe che punta a chiedere la liberalizzazione della cannabis light. Primo firmatario è Riccardo Magi di +Europa.

L’emendamento chiede di inserire l’art. 34-bis (‘Misure per sostenere la filiera della canapa’) per la possibilità di ottenere “prodotti e preparati contenenti cannabidiolo (Cbd) il cui contenuto di tetraidrocannabinolo (Thc) non sia superiore allo 0,5 per cento per qualsiasi uso derivanti da infiorescenze fresche ed essiccate e oli”.

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