Pubblicato il: 26 gennaio 2020 alle 8:00 am

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno: un film cult al femminile, con una strana ricetta Chi non ha amato quel film? E chi non ha provato a cucinare gli improbabili pomodori?

di Caterina Slovak.

Roma, 26 Gennaio 2020 – Non dite che voi ragazze degli anni ’90 non avete amato quel film! E di certo qualcuna ha provato a replicare quegli strani pomodori verdi fritti. Uno dei pochi film che potrebbe essere eletto a manifesto femminista, ma che di femminismo non parla mai apertamente. Fa ridere, e commuovere anche. Di sicuro è un film di culto, un condensato di forza, di voglia di essere felici, lotta, solidarietà e amore. Un insieme di principi di portata universale, prima di tutto l’accettazione della diversità, non perché si deve, ma perché si riconoscono nell’altro valori e sentimenti comuni e umani.

Tratto dall’omonimo romanzo (Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop) di Fannie Flagg a suo modo scandaloso, che, uscito 1987, raccontava l’amore tra due donne contro razzismo e maschilismo nel Sud degli Stati Uniti i Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg.

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno è ormai un cult della sua epoca. Girato nel 1991 da Jon Avnet, come prima scena ci presenta Kathy Bates (Misery non deve morire) nei panni della triste signora Couch: casalinga in crisi di mezza età, naturalmente in sovrappeso, ma non ancora del tutto rassegnata, si sta recando assieme all’inutile marito a trovare la zia di lui all’ospizio. Qui, nella sala d’aspetto, incontra per caso Ninny Threadgoode (Jessica Tandy), una tenera vecchietta con una gran voglia di parlare. Inizia un’interminabile chiacchierata, che poi è il racconto della vita di Ninny attraverso i suoi ricordi di gioventù, ma anche l’occasione della nascita di un’amicizia, quella appunto tra Evelyn e Ninny.

Teatro della storia, la cittadina di Whistle Stop, nel profondo sud dell’Alabama degli anni Trenta, dove due donne diventano amiche. Sono due donne diversissime tra loro e molto moderne per l’epoca, Idgie e Ruth: Idgie è ribelle, scanzonata, appassionata, Ruth è dolce e adorabile. Innamorata del fratello di Idgie, morto prematuramente, ritrova la quasi cognata dopo qualche anno: qualche screzio iniziale, poi una grande amicizia, e forse anche qualcosa in più. Ma si sa, siamo negli Anni Trenta, e Ruth deve assecondare i suoi doveri di ragazza perbene: un matrimonio rispettabile, una casa con la veranda, e così via fino alla fine dei giorni. Solo che il marito la picchia ogni tanto, così Ruth progetta la fuga con Idgie, un cambio radicale di vita, che si concretizza nell’apertura, tra mille difficoltà, di un locale alla fermata del treno di cui i pomodori del titolo sono una specialità.

Evelyn non vede l’ora di tornare all’ospizio per ascoltare l’affascinante racconto, e alla fine decide di rilanciare la sua vita rendendosi conto che, nonostante un marito incurante e un figlio assente, niente è perduto.

Rispetto al romanzo, il film ha cancellato la storia d’amore tra le due donne sostituendola con una di pura amicizia.

Perché rivederlo?

Se siete appassionati di belle storie lo rivedrete volentieri senza bisogno di essere delle ragazze degli anni ’90: è un film che resiste all’usura del tempo con un racconto americano di ampio respiro e profondo realismo. Ancora, se vi piacciono le storie di amicizia: la continua lotta delle ragazze contro la discriminazione e il diritto di essere indipendenti che ha motivato Evelyn a riprendere in mano la propria vita e a sentirsi fiera di se stessa e della sua femminilità potrebbe dare una scossa anche a noi.

E se volessimo solo assaggiare i famosi pomodori fritti? Ecco la ricetta:

3 o 4 pomodori per insalata, 1 uovo, farina di mais e farina 00, pan grattato, sale e pepe, olio per friggere.

La preparazione è veramente semplicissima. Mentre in una padella antiaderente fate riscaldare l’olio, tagliate i pomodori a fette spesse. Sbattete l’uovo con il sale e il pepe in una ciotola, mentre in un’altra scodella miscelate le due farine. Quando l’olio è alla giusta temperatura, prendete una fetta di pomodoro, passatela prima nell’uovo, poi nelle farine e infine nel pangrattato e mettete a friggere. Nel libro la ricetta originale prevedere la frittura nel grasso bacon. La cosa interessante, nel caso utilizziate del grasso, è unire, dopo aver fritto i pomodori, un poco di farina, mescolare bene ed ottenere così una salsa dall’aria molto americana.

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