Pubblicato il: 31 gennaio 2020 alle 8:00 am

I tifosi accaniti sono a più alto rischio di stress e infarto Lo affermano i ricercatori dell'Università di Oxford. Studiati campioni di saliva durante i Mondiali del Brasile del 2014

di Andrea D’Orta.

Roma, 31 Gennaio 2020 – Ricordate il gol con il quale Kalidou Koulibaly il 22 aprile del 2018 determinò la vittoria del Napoli in casa della Juventus? Quel gol, come riportarono poi molti giornali, probabilmente fu fatale per un anziano medico di Ercolano, colpito da un infarto subito dopo aver esultato per la rete decisiva del difensore napoletano.

Non è l’unico caso, anzi se ne contano svariati secondo le cronache. Il sito nuovaperiferia.it sostiene che l’impresa storica della Juventus, che con una tripletta di Ronaldo ha rimontato l’Atletico Madrid il 12 marzo 2019, è stata troppo per il cuore di un tifoso dei bianconeri, giunto allo Stadium di Torino da Atripalda, in provincia di Avellino.

Indietro negli anni, troviamo un’altra notizia simile nel 2005: “probabilmente non ha retto all’emozione del gol della sua squadra un tifoso del Messina di 71 anni, morto questo pomeriggio dopo essere stato colto da un malore allo stadio San Filippo”.

E così via. Ma tutto ciò che può apparire per certi versi una esagerazione viene confermato dalla scienza.

Mentre guardano la loro squadra del cuore, i tifosi più sfegatati sperimentano livelli di stress talmente alti da far aumentare il rischio di infarto. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista Stress and Health, che ha testato la presenza di cortisolo, l’ormone dello stress, nella saliva dei tifosi durante tre partite dei Campionati del mondo Brasile 2014.

Ricerche precedenti hanno mostrato un aumento degli attacchi di cuore tra i tifosi durante le partite più importanti. Nel loro studio, i ricercatori dell’Università di Oxford hanno monitorato i livelli di cortisolo nella saliva di 40 tifosi e tifose brasiliani prima, durante e dopo tre partite di Coppa del Mondo. Hanno trovato, in particolare durante la storica sconfitta casalinga in semifinale contro la Germania, finita 7-1, livelli di cortisolo schizzato alle stelle, un parametro particolarmente pericoloso, perché collegato a aumento della pressione arteriosa e affaticamento del cuore, soprattutto se è già indebolito.

“Anche i sostenitori occasionali sperimentano lo stress, ma non così forte come in coloro che si identificano con la propria squadra”, spiega la ricercatrice Martha Newson. “Non sono state riscontrate invece – sottolinea – differenze nei livelli di stress tra uomini e donne, nonostante il pregiudizio secondo il quale gli uomini siano più legati alle loro squadre di calcio”.

Gli stadi, concludono i ricercatori, dovrebbero abbassare le luci e suonare musica rilassante dopo le partite e i club potrebbero prendere in considerazione la possibilità di offrire screening cardiaci o altre misure di salute ai sostenitori più impegnati. Chissà cosa ne pensano i tifosi…

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