Pubblicato il: 3 febbraio 2020 alle 7:00 am

Il coronavirus e la candeggina: quando le fake news sono più pericolose del virus Tra le bufale fatte circolare anche quella sul virus creato in laboratorio come arma biologica. Negli Usa sono scesi in campo gli scienziati per fare chiarezza. Ecco la mappa sulla diffusione in tempo reale dell’epidemia

da New York, Stanley Ruggiero Tucci.

3 Febbraio 2020 – Fake news. Bufale. Che corrono veloci, in rete, sui social. Raggiungono pc, case e smartphone, allarmano, condizionano, mettono a rischio la salute.

Qui negli Usa, come in tanti altri posti del mondo, la consultazione delle notizie online si sostituisce ai pareri scientifici. Purtroppo. A volte basta spararla grossa per avere un seguito. E’ successo anche che alcuni utenti abbiano proposto sui social un modo oltremodo pericolo per prevenire le infezioni da coronavirus: bere candeggina. Diversi tweet e video su YouTube, ora cancellati per fortuna, sostengono che un agente sbiancante, che è stato propagandato dagli anti-vaxxer (antivaccinisti negli Usa) e dai teorici della cospirazione come una “cura miracolosa”, che “ucciderà istantaneamente il virus mortale”. Affermazioni false, naturalmente. False e pericolose al punto che si è reso necessario l’intervento della Food and Drug Administration degli Stati Uniti che ha prontamente fatto circolare numerosi avvertimenti sugli “effetti collaterali pericolosi e potenzialmente letali” degli agenti sbiancanti della candeggina.

L’arma biologica

Ad alimentare la sensazione di smarrimento nelle persone, contribuiscono anche i dubbi insinuati dai soliti terroristi della rete, quelli che vedono spy-story e attack and destroy dovunque. “C’è un brevetto di coronavirus”, è una delle affermazioni fatte circolare sostenendo che la malattia potrebbe essere un complotto del governo per vaccinare più persone. “Il brevetto di Coronavirus è di proprietà del Pirbright Institute“, ha dichiarato Shiva Ayyadurai, repubblicano, candidato al Senato degli Stati Uniti in Massachusetts, in un post su Facebook. Ayyadurai (noto per la sua controversa affermazione di essere “l’inventore della posta elettronica”) è stato associato a una varietà di teorici della cospirazione e provocatori di destra. E come prova, a sostegno di queste affermazioni, i post si collegano a pagine per un brevetto su Google e Justia. Ma quel brevetto è correlato a una forma di coronavirus che potrebbe essere potenzialmente utilizzata come vaccino per prevenire malattie negli uccelli e in altri animali. Gli scienziati di Pirbright hanno fatto sapere che attualmente non lavorano su alcun coronavirus umano.

Tra le notizie false fatte circolare, una che ha fatto registrare un particolare seguito è quella secondo la quale Il coronavirus è stato “creato in un laboratorio” come “arma biologica per il controllo della popolazione”. Con un video, tale David Zublick – noto per essere incline a cospirazioni propagandistiche – con oltre 24.000 visualizzazioni su YouTube (158mila iscritti al suo canale), afferma: “Diversi siti Web di notizie, in particolare siti Web di notizie e di salute alternativi, stanno subendo un attacco informatico per aver segnalato quella che è una grande storia sul fatto che questo coronavirus che sta spazzando la Cina e che ora si è diffuso in altri paesi – compresi gli Stati Uniti d’America – è in realtà un attacco biologico perpetrato contro gli Stati Uniti e altri paesi”.

Il CDC (Center for Diseas Control and Prevention) ha comunicato che il coronavirus sembra aver avuto origine in un mercato ittico e animale a Wuhan, in Cina. Da lì, si è diffuso attraverso i viaggiatori in diversi paesi asiatici, Francia e Stati Uniti.

Gli scienziati e la mappa

Vari scienziati negli ultimi giorni si sono presi la briga di spiegare il fenomeno sui loro canali social, raccomandando di seguire le notizie ufficiali. “Per favore, non pensate che se un tweet è stato retwittato molto, è una fonte accurata di informazioni. Non lo è. Cercate organizzazioni affidabili e istituzionali come l’OMS per ottenere le vostre informazioni”, ha detto il dottor Mikhail Varshavski, noto online come il dottor Mike, medico celebrità russo-americano e YouTuber, che è diventato famoso dopo essere apparso nel numero 2015 di Sexiest Doctor Alive della rivista People. Avendo visto circolare molte informazioni sbagliate online sul coronavirus, è andato sul suo canale YouTube per “mettere le cose in chiaro” e offrire consigli su modi pratici per proteggersi dalle infezioni.

“C’è così tanta disinformazione là fuori – ha poi detto alla BBC -. Prendono le statistiche non convalidate dagli scienziati e le mettono online. Provocano ansia tra il pubblico e creano panico”. I pericoli? “Il motivo per cui è così pericoloso è che può portare le persone a prendere decisioni sbagliate per se stessi e le loro famiglie”, ha esclamato.

Un altro scienziato che sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione sui social media sull’epidemia è Lauren Gardner, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e dei Sistemi presso la Johns Hopkins University di Baltimora.

Uno dei suoi tweet più popolari sull’epidemia, contiene un collegamento a dati “in tempo reale” sulla diffusione del virus. Una mappa. “Inizialmente non lo abbiamo fatto perché pensavamo di contrastare la disinformazione, bensì l’abbiamo creata e condivisa come una mappa intuitiva e in tempo reale poiché ritenevamo che sarebbe stata utile alla comunità di ricerca e alle autorità sanitarie pubbliche”. Poi, però si è rivelata un utile strumento anche per stoppare le bufale sui numeri della diffusione del virus.

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