Pubblicato il: 8 febbraio 2020 alle 8:00 am

Carlo Levi e l’arte dirompente dell’ironia Al Casino dei Principi di Villa Torlonia, una mostra per presentare la “grafica politica” dello scrittore torinese

di Tiziana Mercurio.

Roma, 8 Febbraio 2020 – Inaugurata al Casino dei Principi di Villa Torlonia di Roma (storica residenza degli omonimi aristocratici, “prestata” a Mussolini negli anni d’oro), la mostra “Carlo Levi e l’Arte della politica. Disegni e opere pittoriche”, a cura di Lorenzo Rota, Mauro Vincenzo Fontana (Fondazione Carlo Levi), Daniela Fonti e Antonella Lavorgna (Centro Carlo Levi di Matera).

Un’esposizione che presenta una bella riflessione sulla “grafica politica” di Levi tra il 1947 e 48, nata su iniziativa del Centro di Matera assieme alla Fondazione a lui dedicata, con 58 disegni e 46 opere pittoriche.

Per l’occasione, la sua personalità poliedrica (letteratura, poesia e pittura tra le sue abilità) è indagata nelle riflessioni sociali, espresse in larga parte sulle pagine del quotidiano “L’Italia Socialista” diretto da Garosci.

Grazie al suo piglio ironico e all’acuta capacità di analisi, con un segno sottile, nero, incisivo, le oltre cinquanta tavole raccontano, sinteticamente e senza troppi fronzoli, l’Italia Repubblicana; registrano tutti i nodi cruciali di quella Storia, senza trascurare anche i momenti più bui del nostro recente passato e registrando, infine, il passaggio che porterà alcuni protagonisti di quella stagione (Olivetti, in primis) all’impegno nella politica “del fare”.

Solo guardando complessivamente alla creazione artistica di Carlo Levi è possibile darne una valutazione critica quanto più vicina al vero possibile: questo evento invita, pertanto, a non escludere la grafica, idealmente da accostare a quella italiana coeva. L’esposizione scaturisce dalla presa d’atto che, nella multiforme ricostruzione delle diverse modalità di espressione dello scrittore torinese, lo scorrere delle vicende storiche toccate dal giornale e dalle vignette, segnano, via via, numerose affinità stilistiche e tematiche riscontrabili, ad esempio, nel bestseller “Cristo si è fermato a Eboli”.

L’assoluta originalità di questo Levi illustratore è la stessa di quella del Levi scrittore.

Nella seconda sezione della mostra, le 46 opere a olio, dal 1932-1973 (molte di proprietà della Fondazione Carlo Levi, altre da prestiti inediti da collezioni private) ritraggono i protagonisti dell’ambiente politico di quegli anni, la guerra e le nature morte, fino alla ripresa di tematiche meridionaliste tanto care all’autore, per restare in tema di “Realismo sociale”.

Una mostra – questa capitolina – che amplia l’orizzonte di quella già inaugurata a Matera, a Palazzo Lanfranchi (fino al 31 ottobre scorso). Con tele e fogli che integrano lo scorrere della Storia, sui giornali e nei libri. Un contributo alla migliore conoscenza di un intellettuale che, come altri, aveva anche lati insoliti, ma che ancora impressiona per la sua capacità di coniugare l’arte con la politica.

Tutto, in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Polo Museale della Basilicata, museo di Palazzo Lanfranchi e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale -Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Fino al 22 marzo 2020. (Foto: Tiziana Mercurio)

Info: www.museivillatorlonia.it

Questo slideshow richiede JavaScript.

neifatti.it ©