Pubblicato il: 23 febbraio 2020 alle 7:00 am

La famiglia, un’istituzione solennizzata negli scritti di Leon Battista Alberti e minacciata dalla modernità E’ vero che non sono più attuali le valutazioni del 1400, però il "primo nucleo" della società resiste e dovrebbe rilanciare certi valori smarriti che sicuramente correggerebbero molti comportamenti “deviati”

di Giosuè Battaglia.

Roma, 23 Febbraio 2020 – Ci sono argomenti che hanno una trattazione sempre valida nel tempo, che purtroppo subiscono durante il corso degli anni delle deviazioni dei propri principi basilari. Di questi argomenti, quelli che più hanno un valore esistenziale, sono quelli che si basano sul ruolo della famiglia. A tal proposito, sono da valutare quelli messi in evidenza da Leon Battista Alberti (Genova 1404 – Roma 1472, umanista e filosofo), il quale nella sua opera “Della Famiglia”, scritto in forma di dialogo, parla dell’amministrazione della casa, del matrimonio, dell’educazione dei figli, dell’amicizia, delle cure dell’anima e del corpo. Da questi scritti si traggono sentimenti e ideali del tempo; infatti il periodo è quello del Rinascimento quando le virtù e l’operosità, abbracciava dalla vita politica alla vita quotidiana basata sull’esistenza domestica. Siamo in un secolo dove la cause di distinzione, di successo, di fortuna, non era più la nascita, ma i meriti e le qualità personali. Ebbene di questa opera fanno parte, fra gli altri, due temi fondanti della struttura della famiglia, e cioè: L’importanza di correggere i figli e L’onestà della donna. Per quanto riguarda il primo argomento, si fa riferimento i padri che molte volte perdonano ogni cosa ai figlioli aggiungendo “non lo fare più”. Però si comportano da sciocchi perché poi quando diventeranno adulti, perderanno ogni rispetto. L’altro tema, riguardante la donna, pone la sua onestà quale ornamento della famiglia, esempio di rettitudine per i figli. La disonestà della donna, dispiace a Dio che la punisce con l’infamia, indegna della dignità umana.

Quindi, solo con l’onestà, la donna acquista pregi e lodi di tutti, solo così potrà prendere le dovute distanze da quelle che si impiastrano il viso, gli occhi, la bocca per piacere agli uomini.

Ovviamente tali notazioni, ai più, sembra considerarle quali privazioni, antifemministe in questa epoca dove tutto si svolge con grande naturalezza. Il padre ha perso ogni controllo sui figli e la donna gode di una certa libertà conquistata con lotte di genere. E’ vero che non sono più ammissibili delle valutazioni che si facevano nel 1400, però l’istituzione della famiglia esiste ancora e dovrebbe riappropriarsi di certi sani valori smarriti che sicuramente andrebbero a correggere molti comportamenti “deviati”.

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