lunedì, Agosto 8, 2022
HomeSaluteCoronavirus: «Non gettiamo nella mischia giovani medici senza tutele e garanzie»

Coronavirus: «Non gettiamo nella mischia giovani medici senza tutele e garanzie»

di Giulio Caccini.

Napoli, 18 Marzo 2020 – “Evitare di gettare nella mischia giovani colleghi senza tutele e garanzie e attuare metodologie che garantiscano prospettive anche nel post-emergenza”. Lo chiedono Vincenzo Bencivenga, Segretario Regionale Anaao Assomed, Pierino Di Silverio Responsabile Nazionale Anaao Assomed e Maurizio Cappiello della Direzione Nazionale Anaao nonché Delegato Regionale precariato Anaao Assomed.

Una lettera che i tre esponenti del sindacato dei medici hanno inviato nelle scorse ore al presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca e ai Direttori Generali Asl, AORN, IRCSS della regione Campania, chiedendo garanzie – ma anche proponendo soluzioni – per affrontare nel migliore dei modi possibili l’emergenza coronavirus.

“L’emergenza sanitaria che sta interessando il nostro Paese ha messo a nudo una serie di criticità storiche della sanità italiana – scrivono Bencivenga, Di Silverio e Cappiello -, cominciando dalla carenza di personale sanitario di ogni ordine e grado e della precarietà dei contratti di ricercatori, medici, biologi, infermieri e tecnici che stanno affrontando in prima linea con spirito di abnegazione e sacrificio l’enorme carico assistenziale. La carenza di posti letto ed il blocco del turn over che ha dilaniato per circa 10 anni la Regione Campania, cosi come altre realtà del Paese, si evidenzia oggi più che mai a seguito dell’epidemia di Coronavirus”.

I tre camici bianchi non usano mezzi termini: “La complessità assistenziale ed il volume di prestazioni erogate in urgenza ed elezione non hanno eguali nella storia recente del nostro Paese ed è come andare in guerra senza soldati! La “legge Madia” n. 75/2017, con la recente proroga dell’art. 20 comma 11 bis, approvato nel decreto mille proroghe, ha permesso a tanti precari della sanità con 3 anni di servizio al 31/12/2019 di poter usufruire di una normativa per superare il precariato e garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, a tutt’oggi però nessun precario è stato stabilizzato, e parliamo degli stessi  precari che stanno affrontando l’emergenza coronavirus”.

Inoltre, per i rappresentanti Anaao Assomed, “Il decreto emergenza emanato dal Governo, oltre a fornire soluzioni tampone non efficaci, rischia peraltro di far preferire l’assunzione di medici, peraltro non formati e senza forma alcuna di tutela, al rinnovo dei contratti precari in essere”.

“Si parla di chiamata in servizio di medici pensionati – scrivono -, dell’assunzione degli specializzandi agli ultimi anni di formazione o addirittura di neoabilitati, peraltro con contratti atipici, di consulenza e senza diritti alcuni della durata semestrale e senza alcuna prospettiva. Non si fa menzione alcuna ai medici neospecialisti che, ad oggi, sono in attesa di collocazione nel mondo del lavoro.

Riteniamo che il percorso di cure, per quanto emergenziale, necessiti di un processo di assunzioni razionale atto alla salvaguardia della sicurezza sui luoghi di lavoro e dei diritti di tutti i colleghi”.

Dunque per Bencivenga, Di Silverio e Cappiello è necessaria “una disposizione regionale ad horas per procedere in via assolutamente prioritaria e preliminare al prolungamento ed alla stabilizzazione dei contratti precari in essere; all’immediato scorrimento delle graduatorie concorsuali in essere e a quelle i cui termini sono stati riaperti dal decreto milleproroghe”.

Qualora le suddette modalità non risultassero sufficienti ad assicurare la gestione di un momento di emergenza, precisano poi, allora si potrà procedere a utilizzare le ulteriori misure previste dal governo.

Non solo. L’invito che i camici bianchi di Anaao Assomed rivolgono al governatore della Campania e ai vertici della sanità regionale è quello di “individuare ulteriori modalità di reclutamento del personale medico che siano rispettose di un criterio di qualità di cure erogate e di adeguate responsabilità del medico stesso, evitando di gettare nella mischia giovani colleghi senza tutele e garanzie e attuando metodologie che garantiscano prospettive anche nel post-emergenza”.

“E’ un momento di crisi dal quale dobbiamo uscirne rafforzati come Sistema Sanitario Regionale – sottolineano Bencivenga, Di Silverio e Cappiello -, politiche volte al risparmio, già fallimentari in passato, sarebbero un colpo mortale ad un Sistema già al limite delle proprie forze”. E concludono: “Questa battaglia si può vincere solo se resteremo uniti, tutti dalla stessa parte”.

neifatti.it ©
ARTICOLI CORRELATI

I più recenti