Pubblicato il: 4 aprile 2020 alle 7:00 am

Calcio e coronavirus, l’Italia come il Belgio? Nella massima serie belga hanno optato per la cristallizzazione del campionato, assegnando il titolo al Club Brugge che si trovava in vetta. Ipotesi che ha già acceso gli animi nel nostro Paese

di Andrea D’Orta.

Roma, 4 Aprile 2020 – Difficile pronosticare quando la Serie A possa tornare ad entusiasmare le platee, estremamente difficile. Così come complicato è il momento che sta attraversando l’intero Paese, sotto assedio per la pandemia del Covid-19. Si è discusso qualche giorno fa sulle possibili date di “riapertura” del campionato, ma gli schieramenti diversi, assieme ai dissidi abbondano e non facilitano una chiusura del cerchio.

Se la soluzione fosse quella avanzata dalla Jupiler Pro League? Nella massima serie belga hanno optato per la cristallizzazione del campionato, assegnando difatti il titolo al Club Brugge che si trovava in vetta. Possibile vedere una Juve campione d’Italia con largo anticipo? Nulla è da escludere, nel frattempo si discute.

Il patron del Brescia, Cellino, si avvicina a quest’ultima ipotesi paventata, sostenendo di esser pronto a perdere le partite a tavolino in caso di prosecuzione della Serie A, con l’invariata situazione dei contagi nel capoluogo lombardo. Un vero e proprio caos, destinato a non finire qui. Diaconale, portavoce della Lazio, si esprime così:

 “Il legittimo interesse della Lazio a finire regolarmente il campionato non nasce dalla pretesa di vincere lo scudetto a tavolino, ma solo dalla speranza di poterlo conquistare sul campo. Questo interesse ha la stessa legittimità di quello di chi vorrebbe annullare il campionato in corso per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione”.

In quanto al Ministro Spadafora Diaconale dice: “Non conosce il ruolo del calcio nell’economia e nell’immaginario collettivo del Paese”.

Infine, la difesa di Lotito: “La vulgata politicamente corretta e frutto di interessi precisi tende a dipingere sempre e comunque Lotito non come un imprenditore che ha costruito negli anni una società sana e una squadra competitiva, ma una sorta di diavolo del calcio nazionale che si permette di mettersi di traverso ai potenti per eredità, censo o grande presenza mediatica e per questo va relegato nell’inferno fasullo e ipocrita dei presunti cattivi”.

In Belgio nessuna polemica si è accesa per la decisione, adottata all’unanimità, mettendo difatti da parte lo spirito competitivo per far prevalere il buon senso. Sul profilo social ufficiale, la squadra alla quale è stato assegnato il titolo non ha fatto altro che raccomandare prudenza continuando a restare in casa. Nessuna esultanza.

Un buon senso che, si spera, possa avere la meglio anche nel nostro Paese e nel resto d’Europa, dove il calcio è in grado di condizionare e sensibilizzare l’opinione pubblica. La nostra idea è che sia le società che gli organismi federali avrebbero potuto sostenere questo momento drammatico con qualche aiuto in più e con qualche polemica in meno.

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