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Le interconnessioni di cacciatori-raccoglitori hanno accelerato l’evoluzione culturale umana

di Teresa Terracciano.

Roma, 17 Aprile 2020 – Gli esseri umani hanno iniziato a sviluppare una cultura complessa già all’età della pietra. Questo sviluppo sembrava determinato dalle interazioni sociali tra vari gruppi di cacciatori e raccoglitori, una ricerca oggi l’ha confermato. I ricercatori hanno mappato le reti sociali degli attuali cacciatori-raccoglitori nelle Filippine e hanno simulato la scoperta di una pianta medicinale.

Circa 300.000 anni fa, i nostri antenati vivevano in piccole comunità come cacciatori e raccoglitori. Questo stile di vita ha giocato un ruolo centrale nel successo dell’umanità, poiché ha permesso agli esseri umani di iniziare a condividere e a combinare le loro conoscenze individuali con gli altri e in questo modo di trovare soluzioni innovative. Questa capacità unica è ciò che ci distingue dai nostri parenti più stretti, gli scimpanzé.

Le intuizioni di questo processo possono essere acquisite studiando le poche società di cacciatori-raccoglitori rimaste, come gli Aeta (o Agta), che vivono nelle Filippine. Un gruppo di ricerca internazionale ha ora studiato la rete sociale dei cacciatori-raccoglitori Aeta per far luce sull’evoluzione culturale.

I ricercatori hanno equipaggiato 53 adulti Agta che vivono nel bosco in sette campi residenziali interconnessi con dispositivi di tracciamento e hanno registrato ogni interazione sociale tra i membri dei diversi campi per un periodo di un mese. Gli studiosi hanno fatto lo stesso anche per un gruppo diverso, che viveva sulla costa.

Durante questo periodo, i dispositivi di tracciamento hanno documentato migliaia di interazioni e fornito un quadro completo della struttura sociale degli Agta. Come previsto, le persone hanno interagito più frequentemente con i membri del proprio campo, ma lo studio ha anche rivelato visite inter-campo quasi quotidianamente. «È giusto dire che le “visite tra i campi” sono i social media degli attuali cacciatori-raccoglitori» afferma il primo autore Andrea Migliano, professore di antropologia all’Università di Zurigo. «Quando abbiamo bisogno di una nuova soluzione per un problema, andiamo online e utilizziamo diverse fonti per ottenere informazioni. I cacciatori-raccoglitori usano il loro tipo di “social network” allo stesso modo».

Il team di ricercatori ha poi sviluppato un modello informatico di questa struttura sociale e ha simulato la complessa creazione culturale di un medicinale vegetale. In questo scenario, le persone hanno condiviso la loro conoscenza delle piante medicinali ad ogni incontro e hanno unito queste conoscenze per sviluppare rimedi migliori. Questo processo porta gradualmente allo sviluppo di un nuovo medicinale efficace. Secondo la simulazione dei ricercatori, sono stati necessari in media da 250 (campi boschivi) a 500 (campi costieri) cicli di interazioni sociali per far emergere il medicinale.

Successivamente si è simulato lo stesso scenario utilizzando una rete artificiale e completamente connessa, in cui tutti gli individui erano collegati tra loro e trasmettevano immediatamente ogni nuova informazione a tutti i membri della rete. Sorprendentemente, in questo scenario ci è voluto più tempo perché la nuova medicina si sviluppasse, con la necessità di circa 500-700 cicli di interazioni. Il motivo è che la rete artificiale diffonde le innovazioni un passo alla volta, mentre nelle reti di cacciatori-raccoglitori reali le nuove scoperte possono svilupparsi in parallelo anche in piccoli gruppi, il che si traduce in ultima analisi in progressi più rapidi.

Gli esperimenti indicano che questa struttura sociale di gruppi piccoli e interconnessi ha facilitato la sequenza di rivoluzioni culturali e tecnologiche che caratterizzano la nostra specie mentre ci si diffondeva all’interno e poi fuori dall’Africa, come spiega l’autore Lucio Vinicius, Dipartimento di Antropologia dell’Università di Zurigo.

Fonte per approfondimenti: Migliano, A., Battiston, F., Viguir, A, et al. Hunter-gatherer multilevel sociality accelerates cumulative cultural evolution. Sciences Advances, 2020 DOI: 10.1126/sciadv.aax5913

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