Pubblicato il: 22 aprile 2020 alle 8:00 am

Passaggio a nord-est: tornano alla normalità i Paesi della Mitteleuropa Più risparmiata rispetto al resto del continente, l'Europa centrale inizia il suo ritorno alla normalità, dai brico-center allo sport

da Berlino, Fritz M. Gerlich.

22 Aprile 2020 – Il coronavirus ha cambiato le nostre vite e limitato enormemente le nostre attività quotidiane. In Germania la cancelliera Merkel ha di recente annunciato quali misure potrebbero essere allentate in futuro. Anche qui il mondo è rimasto fermo per settimane a causa della pandemia, con enormi restrizioni nella nostra vita di tutti i giorni: i centri commerciali sono chiusi, i grandi eventi sono stati cancellati e gli incontri tra più di due persone non sono consentiti. Sarà così almeno fino al 3 maggio. Tuttavia, è previsto anche un leggero allentamento: ad esempio, le scuole dovranno essere riaperte dal 4 maggio, a seconda del Land, i negozi con una superficie di vendita inferiore a 800 mq possono riaprire anche dal 20 aprile – ma ci sono grandi differenze tra i singoli stati federali.

Cosa accadrà nel resto dell’Europa centrale?

Più risparmiata rispetto al resto del continente, dove il Covid-19 ha provocato meno caos che nel sud del continente, l’Europa centrale inizia il suo ritorno alla normalità. Il giovane cancelliere austriaco Sebastian Kurz, orgoglioso di aver “reagito più rapidamente e con misure più restrittive rispetto agli altri paesi”, ha iniziato il 14 aprile le prime manovre di allentamento delle restrizioni.

Primo in Europa centrale, il 10 marzo Kurz ha chiuso il confine con l’Italia, con disappunto del presidente Macron e della Commissione europea, quindi ha deciso di contenere completamente le regioni più infette del paese. Il numero di contaminazioni di Covid-19 ora sta diminuendo. E martedì 14 aprile, Vienna ha autorizzato la riapertura di giardini pubblici, negozi di bricolage e giardinaggio e di 15.000 piccoli negozi con superficie minore di 400m2, dove ora è obbligatorio indossare una mascherina fornita dal negozio.

“Un primo passo verso una nuova forma di normalità”, ha detto Kurz, che “potrebbe frenare di nuovo” se la pandemia ritorna. “Non appena le restrizioni saranno allentate, bisogna aspettarsi che il numero di infezioni aumenti un po’di più”, ha avvertito la virologa Elisabeth Puchhammer-Stöckl della Facoltà di Medicina di Vienna. A metà aprile, l’Austria ha avuto meno di 400 morti per una popolazione di 9 milioni, 7 volte meno della Francia. I suoi ospedali hanno resistito allo shock di Covid-19 e non sono stati sommersi, nonostante i pazienti dei paesi vicini, tra cui l’Italia.

Sempre in Austria, gli sportivi professionisti riprenderanno allenamenti entro fine aprile, in tutte le strutture chiuse finora, a condizione che rispettino una distanza di almeno 2 metri e siano in uno spazio di 20m2 a persona. I calciatori del Campionato Bundesliga, la cui data di inizio non è stata specificata, potranno allenarsi in gruppi di massimo sei giocatori. Gli appassionati di discipline sportive all’aperto, che coinvolgono pochi contatti fisici – tennis, golf, atletica leggera e equitazione – dovranno aspettare fino al 1 maggio per praticare attività all’aperto. Per correre, il ministro ha suggerito di aumentare la distanza consigliata tra i corridori a 10 metri.

Il 1 maggio apriranno tutti gli altri negozi del paese, compresi i saloni di parrucchiere. A metà maggio seguiranno i caffè e i ristoranti degli hotel, quindi le scuole. Eventi culturali e pubblici rimangono vietati per il momento.

La vicina Repubblica Ceca ha chiuso i suoi confini a metà marzo e ha reso obbligatorio negli spazi pubblici la mascherina. A metà aprile, il paese – 10 milioni di persone – aveva solo 166 morti, mentre i dati recenti mostrano un’inversione di tendenza e il numero giornaliero di nuovi pazienti negli ospedali rimane pressoché invariato. “Il peggio è sicuramente dietro di noi – ha affermato Ladislav Dusek, capo dell’Istituto di Sanità ceco.

Il 6 aprile i ciclisti cechi sono stati esonerati dall’indossare mascherine e hanno riaperto i negozi di giardinaggio e forniture per l’edilizia: una concessione all’usanza locale, in un Paese che vede la maggioranza della popolazione, soprattutto nei fine settimana, impegnata nel bricolage nelle case di campagna. Immediatamente si sono formate enormi code – aumentate dal distanziamento sociale – di fronte a iper fai-da-te, versioni locali di Leroy Merlin. La vicina Slovacchia cattolica invece, ha vietato ogni spostamento durante le vacanze di Pasqua. Come consolazione, la presidente slovacca Zuzanna Caputova, in tv ha raccontato del suo incontro con Papa Francesco che ha inviato a tutta la popolazione la benedizione papale.

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