Pubblicato il: 27 aprile 2020 alle 8:00 am

Coronavirus: America più divisa che mai sulle misure da adottare Orrore in una casa di riposo nel New Jersey. Morti e contagi continuano a crescere. Insorgono Texas e Virginia

da New York, Loredana Speranza.

27 Aprile 2020 – I casi di contagio accertati da COVID-19, in America, sono saliti a oltre 870mila ed i decessi a più di 50mila, superando così l’Italia e la Spagna. Le zone più colpite sono la città di New York, con 15mila morti, e lo stato del New Jersey, con quasi 4mila decessi.

Con questi numeri da record, la città di New York si è vista costretta a convertire gli ospedali tendopoli in camere mortuarie. Da lì le salme vengono poi trasferite nell’isola della morte, Hart Island, una piccola estensione di terra a largo del Bronx, che ha visto un incremento delle sepolture da 24 a settimana a 24 al giorno.

I resti di oltre un milione di persone sono già sepolte ad Hart island: persone non reclamate dalle famiglie come i senzatetto e gli indigenti. In questo luogo di morte venivano anche sepolte le vittime di malattie infettive in una grande fossa comune. Negli anni ’80, persino i malati di AIDS venivano trasferiti lì e sepolti in un’area lontana dagli altri cadaveri, per l’errata convinzione che potessero contaminarli.

Il sindaco, Bill De Blasio, fa sapere che questa sepoltura di massa è solo temporanea, e che, una volta passata la pandemia, i familiari che reclameranno le salme dei loro cari, potranno poi ritrasferirli in cimiteri privati.

A New Jersey la situazione non è certo migliore.

Lo stato deve far fronte, anche qui, ad un’impennata di decessi senza precedenti, che ha visto coinvolti, principalmente, i residenti e gli operatori delle case di cura e di riposo statali e privati. Nelle 375 strutture presenti sul territorio, il 95% delle persone che vi lavorano e degli anziani che vi risiedono è risultato positivo al coronavirus.

In una di queste case, nella contea di Essex, la polizia ha scoperto 17 corpi ammassati in un piccolo locale adibito ad obitorio di fortuna. La macabra scoperta è avvenuta in seguito ad una soffiata, in cui si informava che un cadavere fosse tenuto in un capannone della struttura. L’indagine era stata avviata anche in seguito alle ripetute denunce fatte da familiari dei pazienti, di cui non avevano piu’ notizie.

La polizia, una volta giunta alla casa di riposo, non ha trovato nessuna traccia di corpi nel capannone, ma si è trovata davanti una scena da film dell’horror. In una piccola area della stessa struttura sono stati rinvenuti 17 cadaveri ammassati.

Indagini più approfondite hanno rilevato un totale di 68 decessi, incluse 2 infermiere, nella stessa struttura, cui capacità è di 700 posti letto. Di questi, 26 erano risultati positivi al coronavirus. Altri 76 pazienti, insieme a 42 membri del personale, risultano, attualmente, positivi al virus.

Il capo della polizia Di Andover, Eric C. Danielson, parlando del raccapricciante ritrovamento, ha affermato che “gli operatori sociali sono stati semplicemente sopraffatti dalla quantità dei morti” e “non sono scioccato in alcun modo” ha aggiunto.

L’amministrazione, intanto, ha diramato un comunicato stampa nel quale informa che i pazienti malati sono tenuti su piani separati dagli altri, per mitigarne il contagio. Nonostante ciò la struttura è stata classificata al di sotto della media in termini di personale, ispezioni e cure.

Intanto non si placano le polemiche tra il presidente Trump, che vorrebbe una riapertura prossima delle attività, ed il governatore di New York, Andrew Cuomo, che ha dovuto estendere il ‘lockdown’ almeno fino al 15 di maggio.

Nel frattempo, in Stati come il Texas e la Virginia, la popolazione insorge contro le restrizioni e la chiusura delle aziende, che hanno lasciato a casa, fino adesso, 22milioni di americani. Il presidente Trump, avvalla le proteste su twitter, e detta linee guide per la riapertura del paese ad una certa normalità, attraverso 3 fasi.

La prima fase è quella di continuare ad attenersi ad un protocollo di regolamentazione per tutelare la sicurezza degli individui, attraverso le distanze di sicurezza, di mantenere chiuse le scuole ed altre strutture non necessarie, di evitare contatti con soggetti vulnerabili, anziani ed ammalati, di postdatare tutte le operazioni chirurgiche elettive.

La seconda fase prevede una riapertura parziale e moderata di alcune strutture, come palestre, scuole, cinema, bar, ristoranti, ma solo in alcuni stati, sempre aderendo al protocollo di tutela della salute.

La terza fase prevede una apertura totale delle attivita’, sempre tenendo conto delle misure di sicurezza adottate nella fasi precedenti.

Sarà comunque un processo graduale, fa sapere il Tycoon, dove i governatori agireranno arbitrariamente. Ma l’America, al motto “we are all in together”, siamo tutti insieme  in questo, sembra più divisa che mai.

Alle distanze sociali, imposte per evitare la diffusione del virus, si aggiungono quelle economiche e geografiche, e i giochi politici, con le presidenziali alle porte, sembrano piu’ importanti della salute pubblica.

neifatti.it ©