Pubblicato il: 7 maggio 2020 alle 7:00 am

Earth Day, straordinaria lineup Una tematica ricca di adesioni dal mondo della musica e dello spettacolo

di Domenico Izzo.

Roma, 7 Maggio 2020 – La Terra, dopo anni di asma, è tornata a respirare un po’, l’attività ridotta degli esseri umani, ha restituito al resto del mondo un po’ di vita: dai delfini che son tornati ad affacciarsi sulle coste italiane, agli animali selvatici che hanno iniziato ad entrare nei centri abitati, la natura sembra gioire del periodo di stop.

Il 26 aprile, è andato in scena un grande festival virtuale per il nostro pianeta, in occasione del 50esimo anniversario del “Earth Day”. La straordinaria lineup ha incluso il frontman dei R.E.M., Michael Stipe, Patti Smith, Johnny Depp, Flea dei Red Hot Chili Peppers, Ben Harper, Rain Phoenix, poi Nikolai Fraiture degli Strokes e tanti altri, tra i quali, un italiano, Giovanni Caccamo, cantautore 30enne, vincitore dell’edizione 2015 del festival di Sanremo, tra le nuove proposte. La live, organizzata sull’account Instagram della Patway to Paris, organizzazione no-profit per la salvaguardia dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, è durata ben 12 ore, data l’agenda piena di ospiti interessati alla tematica.

Già prima, però, una voce aveva cantato per la terra, ed era quella di Zucchero Fornaciari, il 22 aprile, in live nella piazza del Colosseo. La canzone, nata dall’unione con Bono Vox, intitolata “Canta la vita”, è nata nelle prime fasi dell’emergenza, sulle note di “Let Your Love Be Know”, la canzone scritta da Bono, dedicata al personale medico di tutto il mondo e, in particolare in quel momento agli italiani, pubblicata a marzo sul canale InstagramTV di Bono. Zucchero ha detto: “Questa canzone è nata nella fase iniziale dell’emergenza. Quando ho sentito Bono, eravamo entrambi molto scossi dalla drammaticità del momento che il Nord Italia stava vivendo. Però quello che ci ha colpito è stata la reazione delle persone, vederle e sentirle sui balconi cantare. Quindi ci siamo detti che avremmo dovuto fare qualcosa per sottolineare che il canto è una grande forma di resistenza. In un dramma come quello che stiamo vivendo, attraverso il canto si può essere più vicini, si può reagire insieme, in tutte le parti del mondo. La musica attraversa i muri ed accorcia le distanze”.

L’esibizione è inserita in un contesto più grande, quello del #OnePeopleOnePlanet, trasmesso sul portale streaming RaiPlay.

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