Pubblicato il: 12 maggio 2020 alle 7:00 am

Una riforma per il servizio civile universale: si o no all’obbligatorietà? Introdotto nel 1972 era destinato a tutti coloro che per vari motivi non volevano prestare il servizio militare

di Giuseppe Allocca.

Roma, 12 Maggio 2020 – Il dibattito avviato  riguardo al Servizio civile nell’attuale contesto emergenziale è certamente un contributo importante per l’immediato futuro economico e sociale del nostro Paese.Significativa l’attenzione  del quotidiano  “Avvenire”  sul futuro del Servizio civile universale  con  l’appello – manifesto di 53 docenti ed intellettuali e  con le successive  autorevoli riflessioni, tra l’altro, dell’ex Ministra Livia Turco,  dell’ex Sottosegretario al Lavoro e  alle Politiche Sociali Luigi Bobba,  dei  rappresentanti nazionali  delle Reti ed Organizzazioni di società civile  per la non violenza ed il disarmo, dei  Volontari in Servizio Civile  e non da ultimo del Terzo Settore.

Nel suo libro ”Abolire la Miseria” del 1945 (ripubblicato nel 1977  da Paolo Sylos Labini per Laterza e rieditato nel 2002 nella collana I Robinson) il liberista Ernesto Rossi aggiungeva nella proposta di protezione sociale un progetto, preso a prestito dal servizio di sussistenza degli eserciti in tempo di guerra: la trasformazione in tempo di pace del servizio militare di leva in servizio civile obbligatorio per tutti i giovani di entrambi i sessi, organizzati in un “esercito del lavoro” da destinare alla produzione dei beni di consumo primari. Una visione utopica per quei tempi, un’intuizione vincente molti anni dopo!

Introdotto il 15 dicembre del 1972 con la legge n. 772, relatore il Sen. democristiano Giovanni Marcora, come alternativa al servizio militare di leva, il servizio civile era destinato a tutti coloro che per vari motivi non volevano prestare il servizio militare, agli obiettori di coscienza. Tra i pionieri di quella storia Pietro Pinna, Giuseppe Gozzini, Fabrizio Fabbrini, Don Lorenzo Milani, Aldo Capitini. Dopo l’introduzione nel 1972, a molti ragazzi fu respinta la domanda al servizio civile. Negli anni ottanta la legge venne sottoposta a diversi vagli della Corte costituzionale. Ricordiamo la sentenza n. 164 del 1985, che per la prima volta affermò “ la pari dignità del servizio civile a quello militare”   e la sentenza n. 470 del 1989, che dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 5 comma 1 della legge n. 772/1972 nella parte che stabiliva la durata del servizio civile sostitutivo di quello armato superiore di 8 mesi a quella del servizio militare.

Ciò fu il frutto di varie proteste da parte di alcuni obiettori, che rifiutarono di svolgere gli 8 mesi aggiuntivi. Costoro, richiamati in caserma dopo il rinnovo del loro rifiuto degli 8 mesi previsti, furono messi sotto processo. Il tribunale rimandò alla Corte costituzionale la questione della costituzionalità dell’art. 5 comma 1.

Con la legge 6 marzo 2001 n. 64 inizia la nuova era del Servizio Civile Nazionalequalificandolo non più come alternativo e sostitutivo del servizio di leva obbligatorio. Intanto, la sentenza della Corte Costituzionale 16 luglio 2004 n. 228 confermò il dovere costituzionale dei cittadini della difesa della patria può venire svolto in maniera equivalente con modalità diverse e/o estranee alla difesa militare.

La legge 23 agosto 2004, n. 226  che determinò la sospensione alle chiamate al servizio militare di leva in Italia, a partire dal 1º gennaio 2005, pose fine di fatto anche al servizio civile obbligatorio, trasformando quindi il servizio civile nazionale come esperienza autonoma e slegata dagli obblighi militari, venendo quindi ad essere accessibile anche a tutti i cittadini di sesso maschile che non abbiano prestato il servizio militare. A dieci anni dalla legge n 64/2001, si celebra ”l’Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva”  proclamato dal Consiglio dell’Unione Europea ed a partire dal 2012 della gestione e coordinamento a livello nazionale se ne occupa il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale

Nel 2015  la Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 (Disciplina del Servizio civile nazionale a norma dell’articolo 2 della L. 6 marzo 2001, n. 64), nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza italiana ai fini dell’ammissione allo svolgimento del servizio civile. Di conseguenza, in via amministrativa, il Dipartimento per la gioventù e il servizio civile nazionale nella predisposizione dei bandi disapplica la norma, che è in contrasto con la normativa europea riconoscendo l’apertura alle ragazze ed ai ragazzi ei straniere/i.  Nello stesso anno, con decreto ministeriale, viene stabilita l’organizzazione del contingente dei Corpi civili di pace ai sensi della L.147/2013. La legge delega n 106/ sancisce, inoltre, l’accesso al eservizio civile anche delle persone stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, ampliando quanto previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale che faceva riferimento ai residenti.

Con  Decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40 nasce il Servizio Civile Universale, tappa fondamentale dell’importante percorso di riforma.  E’ la scelta volontaria di dedicare alcuni mesi della propria vita al servizio di difesa, non armata e non violenta, della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, attraverso azioni per le comunità e per il territorio. Rappresenta una importante occasione di formazione e di crescita personale e professionale per le ed i giovani, che sono un’indispensabile e vitale risorsa per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese.

Negli ultimi anni nei giovani stessi è aumentata la consapevolezza che il successo professionale non dipende solo dal titolo di studio, ma anche da competenze che si acquisiscono fuori dalle mura scolastiche mettendosi direttamente alla prova con la realtà lavorativa e sociale.

Questi motivi, assieme al desiderio di riconoscimento sociale e al senso di appartenenza comunitaria, hanno fatto crescere negli ultimi anni l’attenzione dei giovani verso attività di volontariato e di servizio civile. Dove questa predisposizione viene incoraggiata e sostenuta da proposte di valore e in sintonia con nuove sensibilità e interessi delle nuove generazioni si è osserva anche una crescita effettiva di partecipazione (Rapporto Giovani anni 2017, 2018 e 2019 dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, Ente fondatore dell’Università Cattolica).

Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale ha pubblicato il 22 febbraio 2019  la “Relazione sull’organizzazione, sulla gestione e sullo svolgimento del servizio civile nell’anno 2017” predisposta per la presentazione al Parlamento. La relazione , curata dal Dipartimento, traccia il bilancio del lavoro svolto nel corso del 2017, illustrando le diverse questioni trattate dal Dipartimento e facendo un quadro sintetico delle attività condotte dalle Regioni e dalle Province Autonome; fa il punto sullo stato del Servizio Civile in Italia nell’anno che ha visto l’avvio della riforma di questo istituto.

Il piano per la riattivazione dei progetti di servizio civile universale – ha dichiarato giovedì 16 aprile us  il Ministro per le Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora – provvisoriamente sospesi a causa dell’emergenza Covid-19, annunciato lo scorso 30 marzo e reso operativo il 4 aprile scorso, ha dato i risultati auspicati: sono 23.000 gli operatori volontari da oggi di nuovo in servizio attivo e qualcun altro si aggiungerà nei giorni a venire….” (un report che fotografa la situazione alla data del 16 aprile è scaricabile dal sito www.politichegiovaniliserviziocivile.gov.it/media/626050/datiprogettoriavviati22042020.pdf.

A partire dal 30 aprile operativa  la funzionalità del sistema Helios per la riattivazione dei progetti degli i enti che intendono riattivarli. La data di “ripresa servizio” dovrà essere individuata tra quelle già stabilite dal calendario degli avvii in servizio e dei subentri e che di seguito si rammentano: 30 Aprile 2020 – 13 maggio 2020 – 25 maggio 2020 – 10 giugno 2020 – 24 giugno 2020 – 1 luglio 2020 – 15 luglio 2020 – 29 luglio 2020 (eventuali date per i mesi seguenti saranno successivamente comunicate dal Dipartimento).

Unanime il riconoscimento della politica al supporto che migliaia di giovani  stanno dando alla lotta al COVID 19, ma anche all’importanza di un più incisivo loro  coinvolgimento nella ricostruzione del Paese nell’immediato futuro. Non solo quindi un problema di risorse finanziarie, anch’esse importanti, ma di prospettive e nuove opportunità del Servizio civile universale.  Molte ed interessanti le proposte nel confronto in atto: l’ampliamento dei volontari con l’inserimento dei destinatari del reddito di cittadinanza; l’istituzione a livello nazionale di un Dipartimento di Difesa Civile non armata e non violenta che si affianchi  e collabori con quelli della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Gioventù e del Servizio Civile; l’introduzione nella scuola secondaria e nella formazione professionale  di una sorta di alternanza scuola/servizio civile “Si tratta di inserire nel curriculum dello studente – ha precisato Luigi Bobba – uno o due mesi  concentrati durante l’estate di impegno volontario e di responsabilità civica presso un ente di Terzo settore o un ente locale del territorio, dando luogo a dei crediti da riconoscere nel curriculum formativo dello studente stesso” . A tale sollecitazione  l’ex Presidente delle ACLI  aggiunge inoltre la previsione nei progetti degli Enti Accreditati di una permanenza di almeno un mese  dei volontari in un altro Paese della UE, in sintesi  un Erasmus del Servizio Civile.

Certamente il patrimonio di risorse umane e di esperienze del Servizio Civile anche per ciò che esso è stato ed è nell’emergenza pandemica,  rende maturi i tempi per il suo rilancio e la sua riforma. Retano distanti le posizioni sulla obbligatorietà o meno di tale impegno per i molteplici profili coinvolti di ordine giuridico e morale. In punta di piedi, uti civis, mi piace  il Servizio Civile Universale là dove universale si intenda obbligatorio. Chiedere alle generazioni X, Y e Z di dedicare un po’ della loro vita alla cura delle persone, apre nuovi orizzonti per l’educazione e la formazione delle  cittadine e dei cittadini a venire contribuendo alla costruzione di una società più equa, sostenibile e solidale nel suo valore universale e raccogliendo l’ esortazione ai giovani “ Christus Vivit” di Papa Francesco.

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