Pubblicato il: 17 maggio 2020 alle 7:00 am

Fase 2… e la farsa continua I decreti del Governo si moltiplicano, ma complicano la vita dei cittadini attraverso una burocrazia insostenibile. E le imprese soffrono

di Giosuè Battaglia.
Roma, 17 Maggio 2020 – Come in tutte le cose italiane, esiste uno “scaricabarile” che alla fine ci porta a non capire niente e di cui nessuno è mai responsabile. Questo in tutti i campi, dal pubblico al privato.

Purtroppo tutto quanto è ben visibile in questo periodo che stiamo vivendo con grande apprensione a causa di questo maledetto e invisibile nemico dai molteplici nomi, a secondo dei vari appellativi dati dagli addetti e più comunemente per noi, gente del popolo, indicato con il termine “Coronavirus”. Un nemico presentatosi improvvisamente e che ha colto tutti di sorpresa (si dice) e contro il quale sono state prese varie misure di contenimento. Ovviamente con le misure prese, si è andati a colpire tutta una serie di campi del sociale, non di meno che l’economia. Sicuramente ogni governo alle prese con un nemico invisibile, è andato in tilt, ma il nostro, a differenza di altri, ha dovuto combattere su più fronti, non di meno contro l’inesperienza. Un governo non stabile e, senza voler fare polemiche e senza preconcetti, un governo che ha lasciato trasparire tutta la sua inadeguatezza non solo al momento di combattere. Con la situazione attuale si sono messe in evidenza tutte “le falle” che si trascinavano da tempo e che in questo momento abbisognavano di  essere chiuse da personaggi più “politici” e non “politicanti”. E’ sotto gli occhi di tutti la scarsa preparazione di tali politicanti (ancora una volta, senza riserve mentali), tangibile per atti promulgati e per comportamenti non in sintonia con il momento. Sono giorni che si parla soltanto di soldi; soldi per tutti, a partire da golf, badanti, collaboratori dello spettacolo e di palestre a finire ai 25 milioni per imprenditori, ma tutti questi soldi sono ancora arrivati nelle tasche di chi li ha richiesti. I decreti si sono moltiplicati e hanno superato i tempi previsti. Infatti come sempre ci sono solo carte senza  alcun riscontro a quanto si dice. Nessuno mai ha seguito un imprenditore in banca e nessuno mai si è reso conto della lungaggine della burocrazia chiesta, come ad esempio per i 19 moduli da sottoscrivere e garanzie da mostrare. Allora le banche dicono che lo Stato non le garantisce, e hanno ragione perché fanno il loro mestiere, prima di rilasciare quanto richiesto, si dettano condizioni oltremodo capestro, tipo i soldi richiesti vanno per una parte a coprire il debito pregresso. Insomma, tutti fanno a scaricabarile e tutti hanno ragione, l’unico che non trova ragione è il malcapitato imprenditore che vede allontanarsi sempre più la possibilità di ripresa dell’attività. Il tutto poteva andare diversamente, come hanno fatto altri Paesi: gli importi sono stati erogati direttamente sui conti correnti e tutto senza che i titolari ne fossero a conoscenza. Per burocrazia o per “strafottenza”, almeno così si presenta il caso agli occhi dei più popolani, vengono trattate alla leggera cose importantissime. Insomma, è il caso di dire che la farsa continua.
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