Pubblicato il: 25 maggio 2020 alle 7:00 am

Maltrattamenti coniugali: l’altra faccia della violenza Perché è importante riconoscere i diversi tipi di violenza domestica

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 25 Maggio 2020 – Nella coppia la violenza può assumere le caratteristiche della violenza fisica, psicologica, economica o può divenire stalking, e caratterizza qualsiasi situazione nella quale uno dei due contendenti ha più potere ed utilizza quest’ultimo per imporre i propri interessi e le proprie scelte all’altro.

La pandemia in corso ha creato un clima psicologico difficile, con questa sensazione da “nemico alle porte” che inevitabilmente abbiamo vissuto chiusi in casa.

Ma per qualcuno, il nemico è già oltre la porta, saldamente abitante tra le pareti domestiche. Per tante donne sottoposte a vessazioni e maltrattamenti, a volte vere e proprie violenze fisiche, dal loro marito o compagno, è diventato più difficile chiedere aiuto. Lo è soprattutto perché in questo periodo lui era sempre a casa, dove il contesto spesso ha peggiorato rapporti già malsani.

La commissione Pari opportunità e Legalità, ha fornito una cifra che fa paura: le segnalazioni al telefono rosa per maltrattamenti sono calate del 53%, e non è un dato confortante, anzi.

Per le donne rinchiuse in casa dal coronavirus insieme ai loro persecutori diventava più difficile riuscire a fare una telefonata per chiedere aiuto – numero di emergenza 1522 – ma anche a un’amica o un parente fidato, mentre la convivenza forzata impediva un qualsiasi momento di tregua.

Anche le associazioni e istituzioni che si occupano di aiuto a donne vittime di violenza si sono trovate in difficoltà nel garantire il funzionamento dei servizi di ascolto e accoglienza, in questo particolare periodo. Ma la loro attività prosegue, così come i servizi antiviolenza.

Una relazione di coppia dovrebbe basarsi su uno scambio reciproco di attenzioni ed amore, ciò nonostante è normale che tra due persone si sviluppino dinamiche conflittuali. Il conflitto è ritenuto comunemente un elemento dannoso e disgregante per la coppia, in realtà può essere un elemento per sviluppare e maturare il rapporto stesso. Il conflitto diventa un processo distruttivo solo con la ritualità e la frequenza nel tempo.

Ciò che disorienta la vittima e che spesso la induce a reputarsi colpevole della violenza e quindi a non denunciare l’abuso è il fatto che a perpetuare questi soprusi siano persone a lei care, persone che dovrebbero amarla e proteggerla. Il catalogo delle violenze a cui un partner può essere sottoposto è incredibilmente lungo e crudele: la più conosciuta è sicuramente la violenza fisica, che comprende tutte quelle azioni che comportano l’aggressione fisica come percuotere (con e senza oggetti), spingere, scuotere, mordere, strangolare, legare, bruciare con sigarette, privare del sonno e privare delle cure mediche, ma anche la violenza sessuale e la prostituzione coatta. Può diventare divieto o costrizione a lavorare, il sequestro del salario… C’è quella psicologica: minacce, privazione della libertà, disprezzo, offesa, umiliazione, insulti…

La minaccia non è cessata, e occorre sensibilizzare tutta la popolazione: i vicini di casa, ad esempio, possono avere un ruolo importante.

Ma un appello forte, dalla riunione della commissione, è stato indirizzato anche al Parlamento, per alcune modifiche legislative che possano meglio consentire l’allontanamento da casa del maltrattanti, con modalità tali da garantire la donna contro successive azioni di stalking.

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