Pubblicato il: 31 maggio 2020 alle 7:00 am

Voglia di ripartire e l’Istituto Poligrafico torna nuovo di… Zecca Con il francobollo e la moneta dedicata a Eduardo De Filippo si alza nuovamente il sipario sulla storica e prestigiosa “stamperia” dello Stato

di Tiziana Mercurio.
Roma, 31 Maggio 2020 – La presentazione della moneta dedicata a Eduardo De Filippo, patrimonio del teatro italiano e dell’umanità, è stata l’occasione per (ri)accendere i riflettori sull’Ipzs, l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, a Roma, in via Salaria.

L’evento è stato ospitato a Napoli qualche settimana fa, alla presenza di autorità delle Poste in Campania e dei rappresentanti della Fondazione De Filippo, ma il mondo del collezionismo si è arricchito di un’al+tra moneta commemorativa (della serie “Grandi artisti”, su calco di Maria Carmela Colaneri) e di un francobollo (di Fabio Abbati della serie “Le eccellenze italiane dello spettacolo”) che ritrae Eduardo e, sullo sfondo, un sipario teatrale. La moneta è acquistabile on line sul circuito dell’Ipzs; il francobollo presso gli sportelli filatelici di Poste Italiane.
La Zecca di Stato è un “gioiellino” di Museo, costruito ad hoc intorno al concetto di Patria e che della nostra Patria è vanto… Sin dalle fondamenta! Nel 1992, infatti, mentre si effettuavano i lavori per la costruzione del nuovo edificio, vennero alla luce le fondazioni di un mausoleo della metà del II secolo d.C. che, per struttura muraria e materiali lapidei, risale al genere architettonico a tempietto con pronao colonnato (il defunto doveva appartenere alla magistratura urbana).
Un posto fuori dalle mura della Capitale, com’è fuori dal turismo di massa (semmai avrà ancora luogo questo concetto nel post COVID-19); tanto gradevole da ammirare quanto ben allestito.
Visitarlo diviene dunque imperativo appena le restrizioni sanitarie lo permetteranno, in un momento in cui è doveroso (ri)scoprire le bellezze di casa nostra, abitando nel Paese più bello del mondo!…
L’Istituto Poligrafico – la Zecca di Stato – afferisce al Ministero dell’Economia e delle Finanze e, dalla sede storica, oggi è sulla consolare, al civico 691. Le sue origini risalgono al 1871, quando il Regno d’Italia spostò la propria capitale a Roma, in seguito alla breccia di Porta Pia. Il nuovo Stato, per la propria produzione monetaria, utilizzò dapprima la Zecca del disciolto Stato Pontificio e, dopo, la Regia Zecca all’Esquilino, inaugurata da Vittorio Emanuele III il 27 dicembre 1911. Il re, appassionato numismatico, per formare all’incisione ed alla modellazione i giovani artisti, fece istituire il Museo numismatico e la Scuola dell’Arte della Medaglia, attiva tuttora. Una scuola d’eccellenza che è un esempio unico al mondo di attività didattica e creativa all’interno di una fabbrica monetaria.
L’Istituto Poligrafico, invece, nacque nel 1928 e solo nel 1978 la Zecca ne divenne parte, dando così vita all’attuale Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Nel passaggio, le pregiate collezioni numismatiche confluirono nel patrimonio dell’attuale Istituto, assieme a uno straordinario apparato di macchinari d’epoca, ancora oggi funzionanti. Quella italiana è stata la prima Zecca a coniare monete bimetalliche con un procedimento di cui detiene il brevetto: in questa sede, vengono alla luce le monete metalliche dell’euro e quelle dello Stato di San Marino, della Città del Vaticano e della Slovenia. Oltre alla coniazione di monete, l’IPZS cura la stampa delle pubblicazioni ufficiali dello Stato (la Gazzetta Ufficiale), di targhe per veicoli e in servizi Internet, dei Valori di Stato (i francobolli) e opera anche nel settore dell’anticontraffazione di sicurezza: infatti, presso la Zecca, nel 2001, è stato istituito il CNAC (Coin National Analysis Centre), autorità nazionale preposta all’analisi dei falsi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il percorso museale all’interno della Zecca è assai suggestivo e la sua collezione è di eccezionale interesse storico-artistico. Nella prima parte, i manufatti sono presentati in ordine cronologico. Si tratta di oltre 20mila opere: monete (con una ricca raccolta di emissioni di Stati italiani ed esteri dal Medioevo a oggi); medaglie; coni e punzoni della raccolta pontificia (e parte di quelli utilizzati per le medaglie di devozione) e una collezione di modelli in cera per medaglie e cammei, il cui gruppo più numeroso (425 cere) è rappresentato dai lavori del noto incisore Benedetto Pistrucci, celebrato, soprattutto, per la sterlina d’oro di cui il Museo espone studi e modelli originali.
La “Galleria della Lira”, grazie alla raccolta di monete, offre una panoramica sul nostro vecchio conio, da Napoleone e fino all’Euro. Dal piano superiore (dov’è possibile visionare diversi filmati esplicativi), si scende al piano interrato attraverso una scala interna, per portarsi vicino ai resti del mausoleo imperiale e rivivere le differenti fasi di lavorazione della moneta e delle medaglie: un iter, al contempo virtuale e reale, che consente di passeggiare nelle officine monetarie della Zecca di Roma, così come doveva apparire a inizio Novecento.
In questo, ci s’imbatte pure in un Francobollo da record, premiato nell’edizione 2019 di Lucca Comics, dove Poste italiane ha presentato quello che celebra l’85° Anniversario dell’esordio di Paperino. Il francobollo è stato stampato dal Poligrafico e Zecca dello Stato su bozzetti a cura della Walt Disney Company Italia. La versione speciale su carta adesiva dalla superficie di oltre 4 metri quadrati si è aggiudicata il primo premio al Guinness World Record come “Francobollo più grande al mondo”. Recente, è una nuova sezione con l’installazione di vetrine contenenti materiale filatelico e di pesi e misure.
L’ingresso al Museo è gratuito, su prenotazione (da effettuarsi sul sito,  nella sezione “Prenotazione online Privati”; è possibile disporre anche di un servizio di visita guidata collettiva gratuita), negli orari di apertura al pubblico: 10-13 e 14-17. Ampio spazio anche alle scuole, visto che il progetto museale prevede una didattica dedicata per accogliere gli istituti di ogni ordine e grado. All’approccio teorico, infatti, seguiranno dei laboratori per far entrare gli studenti a contatto diretto con gli incisori della Zecca, depositari degli antichi mestieri ed esperti nelle tecniche più all’avanguardia. Tutto, gratuitamente, previa prenotazione (sempre sul sito del Museo; sezione “Prenotazione online Scuole”, 9.30-13 e 14-17). Le foto sono di Tiziana Mercurio
Info: www.museozecca.ipzs.it
neifatti.it ©