In aumento le truffe online Numeri impressionanti dalla diffusione dell'epidemia

di Mario Sorbo

Le disgrazie non vengono mai da sole e mai come questa volta non si può proprio dire il contrario: il capitolo legato alle truffe online ha iniziato a scrivere, con costanza, le sue “migliori pagine”, con il Covid-19 che ha spianato la strada a questo nuovo percorso che la criminalità ha deciso di intraprendere. Inutile sottolineare come il ramo più colpito sia sicuramente quello bancario, con tantissimi clienti che hanno visto portarsi via dai propri conti correnti i risparmi di una vita, perdendo la possibilità di intravedere un futuro roseo e pieno di aspettative.

Gli strumenti: phishing e smishing

Le truffe online continuano a basare la propria strategia sui phishing e smishing che risultano essere le migliori armi per aggirare i clienti ed ottenere le loro credenziali. I primi fanno riferimento ad email sospette con dei link all’interno che riportano poi alla schermata della propria banca di riferimento; qui, una volta inseriti i propri dati bancari, si dà il via libera al truffatore di potersi muovere liberamente, svuotando letteralmente il conto del malcapitato. I secondi, invece, fanno riferimento agli sms che le persone possono ricevere, contenenti sempre link che riportano poi alla medesima procedura. La cosa incredibile, per la quale molte persone cadono in trappola, è che queste email ed sms risultano essere inviate proprio dall’intestazione della banca di riferimento, inducendo la vittima ad essere sicura di quello che sta facendo. Il tutto condito poi dal secondo passaggio che consegna proprio le chiavi della banca in mano ai truffatori: il cambio del numero di cellulare.

L’importanza del numero di cellulare 

Il numero di cellulare risulta essere un dato non solo sensibile ma anche fondamentale per la sicurezza del cliente, motivo per il quale non è possibile modificarlo direttamente dalla propria posizione bancaria. Tramite lo smartphone, infatti, si dà il consenso alle varie operazioni bancarie ed i truffatori, con i soli codici di accesso, non potrebbero compiere così i misfatti escogitati. Pertanto, una volta ottenuta la posizione bancaria della vittima, ecco che quest’ultima viene chiamata proprio dal truffatore che, ovviamente, finge di essere un dipendente della banca. Facendo credere di bloccare operazioni di frode online, si fanno consegnare il codice che la persona riceve via sms per avere così il via libera definitiva al conto del cliente. Una strategia subdola quanto efficace che induce molti in errore, soprattutto perché svolta accuratamente in ogni minimo dettaglio.

Come fare allora per evitare tutto questo?

Tutti i messaggi e le email contenenti link all’interno non vanno assolutamente prese in considerazione: la banca non invierà mai e poi mai pagine internet che richiedono, poi, dei dati personali. Ogni istituto di credito sta portando avanti delle campagne proprio per prevenire questi misfatti, nella speranza che i clienti possano così difendersi, anche da soli, da questi attacchi di spam ai quali ognuno di noi è sottoposto ogni giorno.

Ma perché questo incremento?

La risposta a questa domanda viene un po’ da se: non potendosi più muovere liberamente per le strade ecco che i truffatori hanno deciso di agire diversamente, tramite chiaramente il mondo di internet. Numeri da capogiro caratterizzano il fenomeno delle truffe online, con migliaia di casi ogni giorno e con percentuali triplicate o addirittura quadruplicate in metà anno rispetto anche soltanto allo scorso intero. Un fenomeno impossibile da eliminare ma possibile da contenere. Come? Facendo prevenzione ed evitando di cadere nelle trappole tese dal nemico.

 

 

Whirlpool, continua la protesta dei lavoratori Napoli, in corteo fino alla stazione centrale

Dramma lavoro, continua la protesta degli operai dello stabilimento Whirlpool di via Argine. I dipendenti hanno raggiunto in corteo la stazione centrale in piazza Garibaldi. La protesta è stata ripresa in diretta sui social. Durante il corteo i lavoratori più volte hanno urlato “dignità” chiedendo l’intervento deciso da parte del governo. Intanto uno sciopero nazionale è stato proclamato dai sindacati per il prossimo 17 luglio.

Minaccia il parroco per 20 euro, 48enne in manette La vicenda si è verificata a Cercola

Nel pomeriggio di ieri il tribunale di Torre Annunziata, durante l’udienza di convalida, ha ritenuto responsabile un 48enne del posto già noto alle forze dell’ordine, dei reati di estorsione e resistenza a pubblico ufficiale, per i quali era stato arrestato sabato scorso dai carabinieri della tenenza di Cercola. L’uomo ha costretto il sacerdote di una parrocchia di Cercola a consegnargli 20 euro, minacciando di distruggere banchi e arredi sacri della chiesa. Ottenuta la somma è fuggito. Il parroco, che già conosceva il 48enne, poco prima di essere avvicinato ha fatto partire una telefonata ad un secondo prelato. Quest’ultimo, dall’altro lato della cornetta, ha ascoltato tutto – minacce comprese –  e ha allertato i carabinieri. I militari  l’hanno individuato mentre entrava nella stazione della vicina circumvesuviana e inseguito, anche sui binari.Bloccato lo hanno arrestato e poi tradotto al carcere di Poggioreale dove è rimasto anche dopo la convalida.

Il Milan nel mirino del Napoli Domenica sera la sfida al San Paolo

Il Napoli sta viaggiando a ritmi altissimi. Quattro vittorie su cinque partiti, unico stop, quello maturato contro l’Atalanta dopo un primo tempo meraviglioso. Gli azzurri sono in  forma e Gattuso li ha trascinati in una nuova dimensione, maggiore consapevolezza, concentrazione e coraggio. La sfida di ieri contro il Genoa ne è stata l’ennesima dimostrazione. Un Napoli concreto, sempre sul pezzo, con un Mertens che è arrivato a quota 124 gol e un Lozano ritrovato. Velocità supersonica per il messicano che ha incassato anche i complimenti di Gattuso. Domenica al San Paolo arriverà un Milan lanciatissimo che è riuscito a mettere ko prima la Lazio e poi la Juventus. Ma questo Napoli non deve temere nessuno. Squadra profonda e con tutti gli interpreti che stanno dando il massimo in attesa della super sfida di Champions contro il Barcellona. Ovviamente, contro i rossoneri di Pioli, bisognerà prestare grandissima attenzione ed essere più concreti sotto porta.

Napoli, maxi sequestro di accessori da fumo Le verifiche della Guardia di Finanza

Il I Gruppo della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di quattro distinti interventi, ha sequestrato circa un milione di accessori per la produzione in proprio di sigarette, pronti per essere messi in vendita senza l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gli articoli, tra cui cartine e filtri, sono stati individuati presso diverse attività commerciali gestite da cittadini di origine cinese e pakistana nei quartieri di Napoli Mercato, San Pietro a Patierno e Pendino. Gli articoli sequestrati venivano venduti ad un prezzo concorrenziale rispetto ai rivenditori autorizzati, in totale evasione dell’imposta di consumo ed erano esposti al pubblico in una parte poco visibile dei negozi, spesso accostati ad altri prodotti di natura completamente diversa, al fine di non attirare l’attenzione in caso di controlli. Dal 1 gennaio 2020 è stata introdotta con la Legge di Bilancio un’imposta di consumo per tutti i prodotti accessori dei tabacchi da fumo che possono essere venduti al pubblico esclusivamente da rivendite in possesso della licenza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli. In caso di vendita di questi articoli da parte di soggetti non autorizzati, è prevista, oltre alla sanzione pecuniaria fino ad un massimo di 10.000 euro, anche la chiusura dell’esercizio o la sospensione della licenza o dell’autorizzazione per un periodo che va da 5 giorni ad un mese.

Porta Nolana, venditori abusivi nel mirino Napoli, blitz della Polizia Municipale

Gli agenti della Polizia Municipale-Unità Operativa Polizia Investigativa Centrale sono intervenuti nei giorni scorsi nell’area di Porta Nolana a Napoli, dando vita ad un’operazione mirata al contrasto del commercio illegale delle sigarette di contrabbando e della vendita di supporti video-cinematografici contraffatti.
L’iniziativa ha portato al controllo di diversi venditori abusivi ed al sequestro di tabacchi per circa 22 chili di sigarette. Le verifiche e i controlli andranno avanti sempre più serrati anche nelle prossime settimane.

Somma Vesuviana, smantellata centrale del falso Operazione dei Carabinieri: bloccato un 64enne

E’ incensurato e ha 64 anni l’uomo arrestato dai Carabinieri della Stazione di Somma Vesuviana per possesso e produzione di documenti falsi.
I militari dell’Arma, che giorni scorsi avevano notato movimenti sospetti nelle vicinanze dell’abitazione del 64enne, hanno scoperto all’interno di un garage attiguo un vero e proprio centro di produzione di documenti falsi.  Nel locale sono stati rinvenuti e sequestrati 31 macchinari estremamente sofisticati impiegati per la produzione e la rilegatura di documenti di identità di varia natura.
I militari hanno recuperato 100 passaporti contraffatti (13 dei quali erano già intestati a persone italiane e straniere in corso di identificazione), 16 cliché metallici con l’emblema dello Stato Italiano e ancora, pronte all’uso, numerose card in plastica verosimilmente destinate alla stampa di badge e carte di identità di nuova generazione. La stamperia, è stata sequestrata mentre il 64enne è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

Casoria, ucciso 18enne incensurato Il giovane è stato raggiunto da quattro colpi di pistola

Un 18enne incensurato è stato ucciso ieri sera a Casoria. L’agguato si è consumato in terza traversa Castagna dove, Antimo Giarnieri, stava passeggiando con alcuni amici. Sono stati avvicinati  da un’auto dalla quale è sceso un uomo che ha sparato contro il diciottenne quattro colpi di pistola. Uno dei proiettili ha ferito ad un fianco anche un’altra persona. Giarnieri è stato immediatamente soccorso ma non ce l’ha fatta. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

Confisca del veicolo e messa alla prova Parola all'esperto

di Giampaolo Galloro*

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 75/2020 del 24 aprile 2020, ha posto rimedio ad un automatismo lesivo del diritto di proprietà costituzionalmente garantito dall’art. 42, laddove prevedeva la confisca del veicolo anche quando l’imputato aveva chiesto ed ottenuto di essere ammesso alla messa alla prova per guida in stato di ebbrezza. L’automatismo previsto dall’art. 224-ter, comma 6, cod. strada, è stato dichiarato incostituzionale nella parte in cui prevede che il Prefetto verifica la sussistenza delle condizioni di legge per l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, anziché disporne la restituzione all’avente diritto, in caso di estinzione del reato di guida sotto l’influenza dell’alcool per esito positivo della messa alla prova. Tale pronuncia apre la strada anche alla possibilità di poter presentare un incidente di esecuzione al fine di ottenere la restituzione del veicolo che era stato confiscato per effetto della pedissequa applicazione del co. 6 dell’art. 224 ter del Codice della strada.

*avvocato penalista