Mertens: “Barcellona? Proveremo a fare l’impresa” L'attaccante azzurro: "Dobbiamo essere fiduciosi. Gattuso ci sta caricando"

“Come sto? Un pò meglio adesso, pronto per sabato che abbiamo una partita importante”. Così l’attaccante del Napoli, Dries Mertens, che è intervenuto nel corso di Radio Goal, su Kiss Kiss Napoli. Poi “Ciro”, come ormai tutti lo chiamano, ha parlato di tante cose: “Barcellona? Andiamo a provare l’impresa, dobbiamo essere fiduciosi e pronti perché può succedere di tutto”. Poi l’attaccante ha rilanciato: “Maggiore convinzione dopo la Coppa Italia? Se non lo siamo per il Barcellona, perché giochiamo a calcio? Vogliamo raggiungere un risultato che non ha mai raggiunto il Napoli”. Mertens ha parlato anche degli stadi vuoti: “Giocare a porte chiuse? Fu strano la prima volta in Coppa Italia con l’Inter, adesso siamo più abituati ed è più facile”.

La carta virtuale, la giusta risposta alle truffe online Può essere l' arma per combattere efficacemente gli imbrogli sul web

di Mario Sorbo

Tutti quanti, soprattutto in questo periodo post Covid, hanno avuto necessità ed ancora ne avranno di fare acquisti online. La possibilità di poter comprare di tutto a distanza è di una comodità smisurata, dando la chance a chiunque di poter acquistare anche un qualcosa di lontanissimo dalla propria abitazione. Il tutto, poi, senza muoversi da casa, ricevendo la merce direttamente al proprio indirizzo. Ed è proprio per lo sviluppo disarmante che hanno avuto i canali internet che le truffe online sono aumentate considerevolmente, colpendo sempre più spesso i malcapitati di turno che hanno fatto acquisti sul web con le proprie carte.

La carta prepagata

Per questo genere di operazioni, ovviamente, è assolutamente sconsigliato mettere su internet i dati delle proprie carte bancomat o di credito, facilmente clonabili dai truffatori online che potrebbero mettere le mani sui codici e quindi far loro il tesoretto presente su di esse. Pertanto, la giusta soluzione non può che essere la carta prepagata, o ricaricabile: una tessera vuota che noi, appunto, ricarichiamo di volta in volta solo ed esclusivamente con la cifra necessaria per fare il nostro acquisto online. Così facendo, seppur dovesse essere clonata, non metteremmo a rischio nemmeno un centesimo del nostro patrimonio. E se ci fosse un metodo ancora più sicuro ed efficiente?

La carta virtuale

Questo metodo non può che essere riallacciato alla carta virtuale: una carta creata stesso dal sito internet o dall’app della banca che si collega ad una nostra carta principale ma che genera, addirittura, nuovi dati, rendendo dunque le tessere madri completamente immuni da clonazioni. Queste, inoltre, non devono essere ricaricate, verrebbe dunque a meno anche il canone della prepagata, così come i costi dell’operazione per spostarci al di sopra il denaro.

Le caratteristiche

La carta virtuale, creabile soltanto dalle tessere di ultima generazione (bancomat, prepagate o credito che siano) danno la possibilità al cliente di avere una carta fittizia con dei dati del tutto inventati, utili però per fare gli acquisti online. La carta non va ricaricata, dunque, ma va soltanto scelto l’importo massimo spendibile con la stessa. I soldi, quindi, non vengono materialmente spostati su di essa ma viene soltanto delineato un tetto massimo oltre il quale non è possibile andare. La carta virtuale, poi, può essere usa e getta (valida per un singolo acquisto) o di durata (valevole per un arco temporale prestabilito), evitando così al cliente di dover ripetere più volte l’operazione di creazione. Infine, dopo aver fatto i relativi acquisti con le carte virtuali, queste possono anche essere bloccate e quindi eliminate, cancellando così ogni collegamento possibile alla carta principale. Inutile dire che, se la carta virtuale viene creata da un bancomat avrà quelle caratteristiche, mentre se creata dalla credito quelle di quest’ultima. I rimborsi eventuali, poi, saranno direttamente trasferiti sulla carta principale, anche se la virtuale dovesse cessare di esistere. Beh che dire: quale comodità maggiore di questa per fare in tutta tranquillità i nostri acquisti online?

Spari nella notte a Secondigliano Sulla vicenda indagano i Carabinieri

Paura nella notte a Secondigliano, a Napoli, nel rione Berlingieri: i carabinieri, dopo una segnalazione, sono giunti all’incrocio tra via Diacono e via Cardinale Filomarino, dove a terra hanno trovato e sequestrato tre bossoli calibro 9. Sulla vicenda sono in corso le indagini dei carabinieri. Come da prassi anche la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta.

De Laurentiis: “Follia partire il 12 settembre” "Champions? Paura in Spagna, si giochi altrove"

di Valerio Chiusano

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato, stamattina, delle dichiarazioni nette sulla sua posizione per quanto riguarda l’inizio della prossima stagione di Serie A.

De Laurentiis: “E’ una follia partire il 12 settembre”

Il patron del Napoli, prima di arrivare all’Hotel di Milano sede dell’assemblea della Lega serie A, ha mostrato tutto il suo disappunto nei riguardi di una possibile ripartenza del nuovo campionato per il prossimo 12 settembre:

“Gravina  a me ha sempre detto che è una follia partire il 12 settembre perché ci sono le partenze a fine agosto per le nazionali, le società più importanti, senza i quali il campionato di Serie A non verrebbe preso in considerazione, impegnate non si sa fino a quando in Europa League e Champions League. E poi dobbiamo dare almeno dieci giorni di riposo ai calciatori. Quando poi facciamo il ritiro preparatorio? Il problema è che gli impiegati devono fare gli impiegati e gli imprenditori devono fare gli imprenditori.
La politica deve seguire gli imprenditori, perché la politica se non pensa all’economia farà sempre acqua”

DeLa: “Comitato scientifico di cervellotici”

De Laurentiis, come un fiume in piena, lascia dichiarazioni piccate nei riguardi del comitato tecnico scientifico, reo di non realizzare direttive concrete e idonee per le società di calcio, lasciando gli imprenditori nell’incertezza:

“Secondo me non ci dovrebbero essere le vacanze per i politici questa estate. Poi abbiamo questi geni del comitato (scientifico, ndr), non so dove li abbiano riperticati. Basterebbe che le venti società facessero causa per un miliardo a questi signori e accadrebbe lo scandalo. Sono capoccioni perché sono grandi cervelli o perché sono solo cervellotici che non si sanno prendere le responsabilità? O il paese riprende o fallisce. Ora non siamo solo sotto schiaffo ma sotto terra, se ci vogliono mettere anche una lapide sopra…”.

Tentata estorsione, clan Troncone nel mirino: due arresti Le indagini sono scattate dopo la denuncia di un imprenditore

Questa mattina, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e della Compagnia di Napoli – Bagnoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio Gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, nei confronti di due persone, ritenute appartenenti al clan Troncone, indagate per tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento scaturisce da acquisizioni investigative dei citati reparti, coordinati dalla Dda, che hanno permesso di raccogliere indizi di colpevolezza a carico degli indagati in relazione ad una richiesta di natura estorsiva fatta con modalità mafiose, agli inizi dello scorso mese di giugno, nei confronti di un imprenditore che, tra gli anni 2016 e 2017, aveva ricevuto un prestito da una terza persona.
La denuncia della persona offesa costituisce l’elemento principale intorno al quale si sono sviluppate le successive attività investigative, che, hanno permesso di dare pieno riscontro ai fatti. Con il fallimento delle attività imprenditoriali del denunciante, la persona che gli aveva garantito il finanziamento delle somme richieste per proseguire nella gestione di dette attività, aveva reclamato la restituzione di quanto prestato. Al diniego della vittima, gli indagati, con reiterate minacce e facendo sempre leva sull’appartenenza al sodalizio camorristico operante nell’area di Fuorigrotta, avevano preteso la restituzione delle somme, asserendo che i soldi erano stati da loro anticipati.