L’omicidio di Willy e la riflessione sulla banalità del male Quando una società dimentica se stessa

di Valerio Chiusano

Perché  quei cinque uomini adulti e addestrati  hanno picchiato a morte il povero Willy? Qualcuno dirà “per vigliaccheria, “ per razzismo “, “per fanatismo”, “perché sotto stupefacenti “.Tante motivazioni plausibili per sentirci migliori, tese a dimenticare un particolare: la banalità del male.

La lezione di Hannah Arendt

La famosa filosofa ebrea Hannah Arendt trattò il concetto di banalità del male in un suo libro, pubblicato nel 1963, in cui raccontò del processo, tenutosi a Gerusalemme nel 1961, ad Adolf Eichmann tenente delle SS del Terzo Reich. Eichmann aveva ucciso e mandato a morte migliaia di ebrei, ma la cosa che sbalordì al processo, era la tranquillità con cui il tenente nazista parlasse degli omicidi perpetrati con superficialità, come un uomo non cosciente del male fatto agli altri. Torturare e condurre a morte le proprie vittime era un lavoro, come mettere in ordine gli scaffali di una libreria. La lezione, portata alla luce dalla filosofa, è semplice: il male può essere qualcosa di più che radicato o sadico. Il male diventa banalità, un’azione come un’altra svolta nella piena indifferenza degli altri negli uomini svuotati dai clichè e dagli insegnamenti etico – morali su ciò che sia giusto e sbagliato. Eichmann era un buon padre di famiglia, non appariva sconvolto dalle sue azioni e non erano riscontrabili in lui senso di colpa o malesseri psicologici.

La banalità del male al giorno d’oggi

Pensare che taluni orrori o realtà siano lontane da noi o dal nostro modo di vivere moderno, significa non accorgersi dei palesi segnali di una società, in cui l’odio e il male siano diventati facili meccanismi di routine, come un click o un commento sotto un post di un social.  La sconfitta della nostra società  vive nella perdita della percezione del male e nel facile disinteresse per le problematiche dei più deboli, degni di esser sopraffatti senza motivazione, per gioco.

Il caso del giovane Willy e dei suoi 5 aguzzini, capaci di massacrarlo a morte senza una reale motivazione, ci deve far riflettere non solo sul dato oggettivo ma sulle cause.  Ci mostriamo deboli, insicuri in un mondo privo di certezze. Non ci fidiamo della cultura e dell’esperienza ma di chi si mostra vincente ai nostri occhi, dopo aver prevaricato e sopraffatto gli altri. Ma il pesce puzza dalla testa, purtroppo. Dove ci stanno conducendo ministri, politici e capi di governo che fomentano l’odio per propaganda? Il sempreverde populismo – dedito a fomentare nelle masse senza spirito critico sentimenti di rancore e cattiveria nei riguardi di ciò che non conoscono, né comprendono- non può essere una risposta valida, in un mondo che lotta contro le discriminazioni e che dovrebbe tenere a mente quali siano le conseguenze della violenza.

Calpestiamo  questa terra da migliaia di anni e sembra sempre ieri la prima volta che abbiamo smesso di gattonare.

Covid, 180 nuovi casi in Campania 73 contagiati sono di rientro

Positivi del giorno: 180
Tamponi del giorno: 7.482

Totale positivi: 8.760
Totale tamponi: 481.767

​Deceduti del giorno: 1
Totale deceduti: 450

Guariti del giorno: 31
Totale guariti: 4.568 (di cui 4.564 completamente guariti e 4 clinicamente guariti. Vengono considerati clinicamente guariti i pazienti divenuti asintomatici ma ancora in attesa dei due tamponi consecutivi che ne comprovano la completa guarigione).

* Di cui 73 casi di rientro o connessi a precedenti positivi da rientro

San Gennaro, celebrazioni senza folla e bacio alle reliquie Il cardinale Sepe: "Prego affinché tutti i malati possano guarire"

Il 19 settembre si svolgeranno le celebrazioni in onore di San Gennaro, patrono di Napoli e della Campania. Saranno festeggiamenti in forma “ridotta” a causa dell’emergenza legata al Covid. Ci saranno non oltre 200 persone in Cattedrale. E’ previsto un maxischermo nella Basilica per altre 100 persone e due maxischermo sul sagrato del Duomo per 300 persone. Vietati gli assembramenti e il bacio dei fedeli alle reliquie del sangue del Patrono. “Prego San Gennaro – ha dichiarato il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli – affinché faccia guarire tutti i malati e perché finisca quanto prima questa pandemia che ci sta distruggendo psicologicamente, fisicamente e anche spiritualmente”.

Rrahmani: “Vogliamo farci trovare pronti per l’inizio del campionato” Il difensore: "Prometto di dare tutto in campo"

Il neo difensore del Napoli, Amir Rrahmani, ha rilasciato un’intervista a radio Kiss Kiss Napoli: “Le prime impressioni qui a Napoli? Stiamo lavorando forte in vista della prima giornata di campionato, dovremo farci trovare pronti”. Rrahmani ha parlato di tante cose, anche della sua posizione in campo: “Personalmente mi sento più a mio agio giocando a quattro in difesa, soltanto in due stagioni ho giocato a tre dietro”. La posizione ideale? Dipende dal modo in cui vuole giocare l’allenatore, io sfrutto i suoi insegnamenti e provo e dare il massimo”. Il difensore si è soffermato anche su Osimhen: “Victor è molto veloce, è un attaccante vero che vuole fare gol in ogni momento. Bisogna stare sempre attenti con lui, così come agli altri compagni di squadra che sono molto forti”. Poi un paragone con Gattuso: “Mi reputo molto aggressivo in campo come lo era Gattuso? Lo sono, ma nel modo corretto perché non sempre mi sono fatto ammonire. In serie A sono quello che ha recuperato più palloni solo grazie a Juric? Forse anche grazie al suo modo di giocare, spesso mi trovavo uno contro uno mentre a Napoli giochiamo di più con la difesa a zona. I duelli poi li puoi vincere oppure no”. Rrahmani ha parlato anche degli obiettivi stagionali: “Arrivare tra le prime quattro in classifica, come è accaduto negli anni scorsi: speriamo di tornare lì dove il Napoli vuole e merita di stare”. Infine una considerazione sui tifosi: “Ci chiedono di vincere contro la Juve ed il campionato, ma anche in Europa. Prometto di dare tutto in campo”.

foto sscnapoli

Caccia all’untore? Giusto e opportuno informarsi su quanto accaduto in Lega Il presidente De Laurentiis partito da Capri senza avere alcun sintomo

Redazione. Prima di scatenare la caccia all’untore, solo per vestire i panni del paladino della salute pubblica o pseudo tale, sarebbe giusto e opportuno informarsi su quanto è accaduto ieri in Lega. Il presidente De Laurentiis, 72 anni di età, è partito da Capri direzione Milano, senza aver alcun sintomo e soprattutto dopo aver ricevuto l’esito negativo dell’ultimo tampone effettuato nella giornata di lunedì. Una persona di 72 anni che parte da Capri direzione Milano va incontro ad un viaggio lungo e difficile. Un’auto da casa al porto, la barca dal porto di Capri a quello di Napoli, un’altra auto dal porto di Napoli all’aeroporto, il volo da Napoli a Milano, un’altra auto da Linate in Lega. Con questo, cosa vogliamo dire, che il viaggio lungo e difficile, una persona, che possa avere solo un minimo sintomo di Coronavirus, non è in grado di affrontarlo. L’unico sintomo avvertito da De Laurentiis in Lega è stato un semplice e banale mal di pancia, “una cacarella” come si suol dire, che lo stesso De Laurentiis aveva legato, probabilmente, all’indigestione di ostriche della sera prima. Quindi chi scrive e dice di un De Laurentiis irresponsabile dovrebbe informarsi prima di fare terrorismo psicologico nei confronti di chi per sua sventura incrocia tali considerazioni che siano fatte sui social o altrove. Resta il fatto che questa caccia all’untore, questa caccia alle streghe, poco contributo porta ad una informazione chiara, onesta e trasparente che si deve nei confronti di chi segue il calcio Napoli e quello che fa il presidente De Laurentiis.

Bidello positivo, chiusa scuola a Grottaminarda I locali dell'istituto sono stati sanificati

E’ stato chiuso l’istituto comprensivo SanTommaso D’Aquino a Grottaminarda, in provincia di Avellino. Un bidello è risultato positivo al test rapido. La struttura, in via cautelativa, è stata chiusa nel pomeriggio di ieri. Tutte le attività programmate, quelle didattiche e quelle di carattere amministrativo sono state sospese. I locali, che ospitano circa 800 alunni, sono stati sanificati.

Mette in salvo i fratelli e poi muore per asfissia La tragedia a Dugenta, in provincia di Benevento: vittima una 49enne

Tragedia, questa notte, in un’abitazione di Dugenta, in provincia di Benevento. Una 49enne è riuscita a mettere in salvo i suoi fratelli, uno dei quali disabile, da un incendio, ma poi è morta per asfissia. Sul posto l’intervento dei carabinieri della compagnia di Montesarchio, dei Vigili del Fuoco e del 118. Le fiamme, probabilmente, si sono sviluppate a causa di un corto circuito del frigorifero. La donna è riuscita a mettere in salvo i fratelli ma, probabilmente, è svenuta, restando intrappolata in casa. Nelle prossime ore, presso l’obitorio dell’ospedale San Pio, sarà effettuato l’esame autoptico.

Alvino: “Nessun contatto tra Adl e squadra da venerdì scorso” "Le due amichevoli non dovrebbero essere a rischio"

“Situazione monitorata ma tranquilla in casa Napoli. Sono stati già effettuati a squadra, tecnici e dirigenti due tamponi dal ritorno da Castel di Sangro (entrambi ovviamente negativi) ed un altro è stato effettuato stamane, così come da programma. Non dovrebbero essere a rischio le due amichevoli già programmate. Da venerdì scorso nessun contatto tra la squadra e Adl che dopo la riunione in Lega di ieri è tornato a Capri”. Così Carlo Alvino sui propri canali social.

Caserta, il capo della Polizia ricorda Maria Sparagna Sabato, Franco Gabrielli, inaugurerà al commissariato di Aversa la stanza “Mai più soli”

La Polizia di Stato ricorda Maria Sparagna, assistente capo coordinatore, pilastro della centrale operativa della questura di Caserta, vittima del Covid. Sabato prossimo, alle 10:00, presso la chiesa del Buon Pastore di Caserta, sarà celebrata una Santa messa in suffragio, alla presenza del capo della Polizia, Franco Gabrielli e dei rappresentanti delle istituzioni sul territorio. Sempre sabato, alle 11:45, presso il commissariato di Polizia di Aversa, sarà inaugurata la stanza “Mai più soli”, dedicata all’ascolto protetto delle vittime di violenza e maltrattamenti, realizzata con la partecipazione del Soroptimist club di Aversa. All’inaugurazione parteciperà anche il capo della Polizia.

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