Covid, 122 nuovi casi in Campania Nessun decesso e 79 guariti

Positivi del giorno: 122

Tamponi del giorno: 4.236

Totale positivi: 9.125

Totale tamponi: 498.723

​Deceduti del giorno: 0

Totale deceduti: 451

Guariti del giorno: 79

Totale guariti: 4.733 (di cui 4.729 completamente guariti e 4 clinicamente guariti. Vengono considerati clinicamente guariti i pazienti divenuti asintomatici ma ancora in attesa dei due tamponi consecutivi che ne comprovano la completa guarigione).

* Di cui 18 casi di rientro o connessi a precedenti positivi da rientro.

Lingua italiana: i 10 errori più comuni Soprattutto nell’utilizzo dei social

di Valerio Chiusano

Conoscere bene la lingua italiana è missione ardua ma doverosa per ogni cittadino del“Bel Paese”. La nostra lingua madre è un patrimonio inestimabile di suoni e parole che meritano rispetto al pari di un’opera d’arte di Leonardo da Vinci o Caravaggio.

Naturalmente, non si può pretendere da tutti uno standard alto di conoscenza della grammatica italiana, però saper parlare e scrivere senza commettere errori gravi, può essere un biglietto da visita eccellente nei rapporti con gli altri e per la costruzione di un futuro lavorativo o per redigere un curriculum vitae accurato.

Quante volte è capitato di leggere alcuni post sui social o messaggi su WhatsApp sgrammaticati e pieni di errori, tanto da farci venire i brividi di freddo anche in pieno agosto?

Ebbene, sarebbe possibile trattare l’argomento a lungo, con interminabili liste di errori diffusi sia nella parlato che nello scritto, ma questo articolo non si fregia di essere un corso avanzato per corrispondenza, quindi bando ai convenevoli e catapultiamoci subito alla scoperta dei 10 errori più frequenti nella lingua italiana.

 

 1) Uso dell’apostrofo

Gli articoli determinativi ( lo, la ) vogliono l’apostrofo  davanti a parole che iniziano per vocale, mentre nel caso degli articoli indeterminativi (un,una) si usufruirà dell’apostrofo solo se la parola che comincia per vocale è di genere femminile.

Esempio:Un albero; un uomo ; un affare non devono essere apostrofate.

Esigono l’apostrofo: un’amica; un’ancora; un’avventura

 

2) Affianco o a fianco

 

Errore tra i più comuni, riguarda l’utilizzo di a fianco o affianco per dire “a lato di”.
Bisogna sottolineare che affianco è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare. Esempio: Oggi affianco mio padre a lavoro.
Se si vuole intendere  “a lato di” la forma corretta è a fianco. Esempio: La casa di Marco è a fianco al cinema.

 

3) Qual è o Qual’è ?

Forse è l’errore più diffuso anche tra persone con un’ottima cultura. Sciogliamo subito il dubbio: qual’è è sbagliato!
Il motivo è presto detto. Qual è è un troncamento, ovvero è la soppressione di una vocale, di una consonante o di una sillaba alla fine di una parola  e non un’elisione ( soppressione della vocale alla fine di una parola davanti alla vocale iniziale della parola successiva).

Quindi, in soldoni, la forma corretta è sempre Qual è.

 

4) Un po, un po’ o un pò?

La forma corretta è un po’, perché si tratta di un troncamento della parola poco, di conseguenza l’apostrofo va messo per evidenziare che, in quel punto, c’è stata la caduta di una sillaba.

Esempio: Posso avere un po’di torta?

Quindi è assolutamente sbagliato scriverlo con l’accento o senza apostrofo.

5) Ne o né?

Il “ne” senza accento grafico ha due valori grammaticali: avverbio di luogo o pronome personale.

Si usa l’avverbio di luogo per esprimere allontanamento da una situazione o un posto. Esempio: Si è chiuso in casa e non ne (= da lì) vuole uscire.

Se, invece, è adoperato al posto delle forme di ciò, da ciò, di questo, da quello,avrà valore di pronome personale. Esempio: Ne parlerò con i miei amici.

Si usa il “né“ con l’accento acuto quando si esprime una negazione.
Esempio: non si può né mangiare, né bere.

6) Il corretto uso di “piuttosto che”

Negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio l’uso improprio di “piuttosto che” con valore disgiuntivo, ossia in sostituzione di “o”, “oppure”. Ebbene questo intercalare è completamente sbagliato.

“Piuttosto che” si utilizza solo ed esclusivamente  davanti a proposizioni avversative e comparative e significa “anziché”,” invece di”. Quindi si adopererà  questa locuzione per indicare una preferenza di un dato rispetto ad un altro e mai con il valore di scelta tra varie possibilità.

Uso corretto: Preferisco usare il motorino piuttosto che la macchina.


7) D’accordo o daccordo

L’unica versione esatta è “d’accordo”,con l’apostrofo.  Questo perché la locuzione sarebbe “da accordo”, ma  a causa di un’elisione ( caduta della vocale finale di una parola non accentata che si trova prima di una parola che inizia per vocale), abbiamo questo risultato.

 

8) D eufonica: e o ed?

La “d” viene definita eufonica per indicare l’uso teso a creare un bel suono, evitando la sequenza di due vocali consecutive (iato). Quindi sarà eufonica la D  delle forme ed (per e) e ad ( per a).

La “d “verrà aggiunta solo se le parole che seguono comincino con la stessa vocale

Esempio: vado ad Amalfi questa estate; Ed ecco.

Non va usata l’eufonia in questi casi: Ed anche.

 

9)  Da o Dà: quando si utilizzano?

Nella lingua italiana troveremo “dà”con accento quando intendiamo voce del verbo dare:

Es: Luca mi dà cio che voglio.

Quando ci imbattiamo in “da” senza accento, parliamo di una preposizione semplice:

Es: Sono appena tornato da Parigi.

 

Concludiamo il nostro viaggio negli errori e strafalcioni più diffusi nella lingua italiano con un caso particolare che si trascina anche nel parlato.

 

10) Gli/Le: la giusta concordanza di genere.

Sembra banale ma spesso si commette l’errore di confondere i due pronomi personali complemento: gli/ le ( a lui; a lei).Senza ulteriori indugi: Gli si usa solo al maschile e le solo al femminile:

Es: Gli ho scritto (maschile); Le ho parlato (femminile).

 

Sperona e uccide la sorella perché aveva un compagno trans La tragedia tra Caivano e Acerra

Inseguita e speronata dal fratello per una relazione lgbt, è caduta dallo scooter ed è morta. A bordo c’era anche la persona con la quale aveva una relazione: una donna, che si identificava con il genere maschile e si faceva chiamare Ciro. La tragedia si è consumata tra Caivano e Acerra. Vittima Maria Paola Gaglione, 22 anni. Il compagno è rimasto ferito e, ancora sanguinante per terra, è stato anche picchiato dal fratello della vittima, Antonio Gaglione, 25 anni, fermato dai carabinieri.
I due l’altro ieri sera erano in viaggio da Caivano ad Acerra quando sono stati raggiunti dal giovane, anche lui a bordo di uno scooter, che ha tamponato il mezzo provocando la caduta. Maria Paola è morta sul colpo, mentre il compagno è rimasto ferito.

fonte ansa

Carabiniere ferito in un inseguimento E’ accaduto a Santa Maria La Carità

Un carabiniere è rimasto ferito nel corso di un inseguimento (guarirà in 14 giorni). E’ accaduto la notte scorsa nel Napoletano, a Santa Maria La Carità. Una gazzella del Nucleo radiomobile della compagnia di Torre Annunziata ha intimato l’alt ad un’automobile con a bordo 2 uomini. L’auto – una Smart – si è fermata per poi ripartire repentinamente. Ne è nato un inseguimento ma i fuggitivi hanno imboccato una strada chiusa. Ormai erano braccati e uno dei due carabinieri è sceso dall’autovettura.

I malviventi, però, non si sono arresi e hanno ingranato la marcia investendo il carabiniere che – sebbene dolorante – è rientrato in auto per continuare l’inseguimento che è terminato in via Scafati.

La Smart, infatti, è andata ad impattare contro un muretto ed i carabinieri sono riusciti a bloccare i 2 uomini. A finire in manette il 21enne che era alla guida, Andrea Titas, di Boscoreale, e il 23enne Emanuele Riccio di Scafati. Sono entrambi già noti alle forze dell’ordine. Il carabiniere rimasto investito è stato portato al Pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, ed è stato dimesso. Per lui varie contusioni alla spalla, al braccio e all’anca.
fonte ansa

Sparatoria a Mergellina, tre feriti Sulla vicenda indaga la Polizia

Una lite scatenata da un apprezzamento ad una ragazza è finita a colpi di pistola, questa notte, nella zona degli chalet di Mergellina. Un uomo ha fatto fuoco ferendo tre persone, due delle quali del tutto estranee alla discussione. Per fortuna nessuna delle vittime è in pericolo di vita. Sulla vicenda indaga la polizia. Stando ad una prima ricostruzione un giovane avrebbe fatto un apprezzamento alla fidanzata di un 37enne che avrebbe risposto. L’altro, a quel punto, ha tirato fuori una pistola ed ha iniziato a sparare. Ferendo il 37enne e due ventenni che si trovavano dall’altro lato della strada.