Pubblicato il: 15 settembre 2020 alle 4:01 pm

Maxi multa per Poste Italiane Sanzione da 5 milioni per danni alla Giustizia

Di Alessandra Orabona

L’Antitrust (l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha irrogato alle Poste Italiane una multa da 5 milioni di euro,  sanzione massima stabilita dalla legge vigente. Una cifra apparentemente significativa ma dalla scarsa portata deterrente, considerato che il fatturato del gruppo nello scorso anno è pari a 3,492 miliardi di euro.
La misura è stata determinata, secondo una nota del Garante, dall’adozione di “ una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo, consistente nella promozione, risultata ingannevole, di caratteristiche del servizio di recapito delle raccomandate e del servizio di Ritiro Digitale delle raccomandate”.
Ed infatti, i messaggi pubblicitari ingannevoli non specificano che il servizio di ritiro digitale delle raccomandate è usufruibile solo per gli invii originati digitalmente.
Ma non è tutto. L’ Autorità ha appurato che il tentativo di recapito delle raccomandate “non viene sempre esperito con la tempistica e la certezza enfatizzate nei messaggi pubblicitari, venendo, peraltro, frequentemente effettuato con modalità diverse da quelle prescritte dalla legge. Infatti, Poste Italiane talvolta utilizza per comodità il deposito dell’avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario”.
Sono numerosi i reclami presentati finora dai consumatori, che lamentano il mancato tentativo di consegna di molte raccomandate in momenti in cui erano sicuramente presenti nelle loro abitazioni (per esempio durante il periodo di lockdown). Questa prassi ha addossato “un inammissibile onere a carico dei consumatori, costretti a lunghe perdite di tempo e di denaro per poter ritirare le raccomandate non diligentemente consegnate”, secondo il Garante.
“Le condotte descritte provocano, inoltre, gravi danni al sistema giustizia del Paese per i ritardi dovuti ad errate notifiche nell’espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati, come più volte affermato nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia citate nel provvedimento”, segnala ancora il Garante.
Data “l’estrema gravità e frequenza della pratica ed i notevolissimi danni arrecati ai consumatori”, la sanzione è stata irrogata nella misura massima. “Tuttavia, – spiega ancora l’Autorità – la medesima non risulta deterrente in rapporto al fatturato specifico generato da Poste Italiane nel solo anno 2019 pari a 3,492 miliardi di euro. Al riguardo, non è stata ancora recepita nell’ordinamento nazionale la Direttiva Europea 2019/2161, che fissa il massimo edittale della sanzione irrogabile al 4% del fatturato annuo”.