Pubblicato il: 21 settembre 2020 alle 2:20 pm

Economia in crisi, Battaglia: “Evitiamo la macelleria sociale” "Incentivi alle imprese che decideranno di non tagliare il personale"

di Massimiliano Guerriero

La pandemia ha messo in ginocchio l’economia globale. Mesi difficili, complicati, che hanno aperto a scenari futuri che lasciano spazio a diversi dubbi. Cosa accadrà? Quali saranno i riflessi del Covid sulle tasche degli italiani? E al Sud come siamo messi? A risponderci il dottor Gianluca Battaglia, commercialista napoletano, con il quale abbiamo parlato anche delle prossime manovre che potrebbe mettere in campo il governo.

Battaglia, partiamo subito dall’attuale stato dell’economia. Che fase stiamo vivendo?

“Stiamo vivendo una fase di forte contrazione dei consumi dovuta prevalentemente ad un approccio di natura psicologica. Se notiamo gli andamenti sia micro che macro economici dal lockdown ad oggi, osserviamo una situazione paradossale: i consumi sono crollati ma la ricchezza media procapite che giace sui conti correnti è aumentata. Questo vuol dire che oggi cosa frena lo sviluppo è questo stato di incertezza che ha due diversi livelli: nelle fasce di livello medio alte, c’è ovviamente l’incertezza legata a quelli che potranno essere gli sviluppi di ripresa dell’economia del nostro paese e quindi l’italiano con disponibilità medio alte preferisce aspettare piuttosto che investire. La fascia, invece, medio bassa lega il suo prossimo futuro a cosa accadrà quando in Italia cadrà il divieto dei licenziamenti che ad oggi è fissato al 31 dicembre 2020”.

Questo il quadro generale, ma al Sud come siamo messi?

“Al Sud si sta risentendo moltissimo la carenza del turismo internazionale: in termini di presenza c’è stato un dato positivo, però il turista italiano non ha la stessa capacità di spesa del turista internazionale. Soprattutto al Sud che, può annoverare delle località che sono molto da turismo internazionale, le isole del Golfo di Napoli, il Salento, le isole siciliane e la Sicilia nella sua interezza, ovviamente questa difficoltà l’avvertono maggiormente. Anche perché in alcuni paesi ancora oggi c’è una forte difficoltà ad entrare, Brasile, Stati Uniti, Arabia Saudita e Russia, e quindi c’è un problema molto rilevante da questo punto di vista. Considerate che, ad esempio, i gestori dei moli turistici stanno registrando un calo di presenze che oscilla tra il 50% e l’80%. Quindi da un punto di vista produttivo c’è stata la svolta, però, i consumi risentono di quello di cui abbiamo parlato prima”.

Quale potrebbe essere la ricetta per non precipitare nel baratro?

“Se dicessi di abbassare le tasse, oggi, sarei demagogico perché dopo aver fatto una manovra a debito da cinquanta miliardi non c’è materialmente la possibilità, almeno fino a che non si avrà l’effettiva disponibilità delle somme del Recovery Fund e quindi nella migliore delle ipotesi per fine 2021. Quindi dobbiamo consentire misure di incentivo che consentano a tutte le imprese che non licenzieranno dal 1° gennaio 2021, agevolazioni concrete in termini fiscali o finanziarie, scongiurare, di fatto, che dopo il termine del divieto di licenziamento, si possa assistere ad una vera e propria macelleria sociale”.

Chi vuole investire in questo momento, su cosa potrebbe farlo?

In questo momento investirei o in attività di natura immobiliare, approfittando del crollo dei prezzi o nel comparto turistico che sarà il primo a beneficiare della ripresa una volta che questo maledetto virus sarà stato debellato”.

Impossibile, non chiudere, con una domanda sul calcio, essendo lei super tifoso del Napoli. Ha fatto le carte all’economia, riesce a farle anche al campionato che sta per iniziare?

“Oggi tutti i top club con i grandi stadi di proprietà stanno soffrendo più del Napoli per le perdite legate, ovviamente, alla mancanza di introiti che prima davano le stesse strutture. Questo è un mercato senza soldi, devo dire che il Napoli, ad oggi, per me è molto incompleto perché mancano sostanzialmente tre grosse figure che sono: il terzino a sinistra, un centrocampista che possa consentirti di cambiare modulo e un esterno alto a destra, dove ad oggi hai solo Politano e laddove dovesse partire Koulibaly, ovviamente un centrale importante.

Quindi Battaglia?

“Mi richiami il 6 ottobre, dopo la chiusura della finestra di mercato”.