De Luca: “Se prosegue disparità tra contagiati e guariti sarà lockdown” Il governatore: “Siamo entrati nella fase d”

“Se  prosegue la disparità tra contagiati e guariti, la Campania andrà in lockdown”. Così il presidente della regione Campania durante la diretta settimanale sui social: “Stiamo lavorando giorno dopo giorno per seguire l’evolvere dell’epidemia e dobbiamo aspettarci un forte incremento dei contagi. Siamo entrati nella Fase D dell’epidemia in Campania, quella di contagio elevato: l’obiettivo è raggiungere un equilibrio tra ammalati e guariti. Un esempio: 500 infetti e 200 guariti. Ma se arriviamo a 1000 ammalati e 300 guariti, chiudiamo la regione. Dobbiamo passare da 130 a 500 terapie intensive occupate: stiamo lavorando per i posti letto necessari. Dobbiamo cercare di rispettare le regole e le ordinanze, prima che sia troppo tardi e siamo costretti al lockdown”. Poi De Luca fa riferimento anche a Juve-Napoli: “Non sono arrivati neanche i ringraziamenti alle Asl e al Napoli perché abbiamo evitato di contagiare Ronaldo”.

Osimhen: “Napoli? Un sogno diventato realtà” L’attaccante: “Ho vissuto un’infanzia difficile”

Victor Osimhen ha rilasciato una lunga intervista sui canali ufficiali della Ssc Napoli.  “Sono nato e cresciuto a Lagos, in un posto chiamato Olusosun. Sono cresciuto in un ambiente molto umile, è stato molto difficile per me. Mia madre è mancata quando ero piccolo, tre mesi dopo mio padre ha perso il lavoro. E’ stato un periodo molto difficile per me, i miei fratelli e sorelle, dovevo vendere acqua nelle strade trafficate di Lagos per poter sopravvivere. E’ stato molto difficile, così come il posto da cui sono venuto. E’ un luogo in cui non c’è speranza, dove nessuno ti dice di credere in te. Per me – continua – essere qui è un sogno che diventa realtà. Se qualcuno mi avesse detto tre anni fa che avrei giocato in una delle squadre più importanti al mondo non ci avrei creduto. Ho trascorso momenti difficili al Wolfsburg, sono stato rifiutato da due squadre belghe e poi sono stato reclutato dallo Charleroi. La mia vita era parecchio stressante all’epoca. Circa tre anni fa. Se qualcuno – conclude l’attaccante azzurro – mi avesse detto che avrei firmato per il Napoli avrei risposto che sarebbe stato impossibile. Ora credo che nulla sia impossibile. Ho continuato a lavorare e fare le mie cose e ora sono qui. E’ un sogno che si avvera e sono grato per questo”.

foto sscnapoli

Covid, 769 nuovi positivi in Campania 63 i posti letto occupati in terapia intensiva

Positivi del giorno: 769

Tamponi del giorno: 9.549

Totale positivi: 17.233
Totale tamponi: 664.441

Deceduti del giorno: 5
Totale deceduti: 475

Guariti del giorno: 117
Totale guariti: 7.161

Report posti letto su base regionale:

Posti di terapia intensiva disponibili: 110
Posti letto di terapia intensiva occupati: 63
Posti letto di degenza disponibili: 747
Posti letto di degenza occupati: 576

Come programmato, a questi posti letto disponibili si aggiungono, in caso di necessità, quelli della “Fase C” che prevede l’attivazione di 600 posti letto di degenza, 200 di sub-intensiva e 200 di terapia intensiva.

Pagamenti elettronici: azzerate le commissioni sugli acquisti fino a 5 euro Nuovo accordo tra Governo e operatori del settore

 

di  Valerio Chiusano

La lotta all’evasione fiscale parte dalle piccole transazioni quotidiane, per questa ragione si è giunti ad un accordo tra Il Governo e gli operatori del settore (banche, commercianti), in base al quale verranno azzerate le commissioni sugli acquisti fino a 5 euro con pagamento elettronico.

Pagamento tramite Pos: vantaggi per commercianti e consumatori

Fare colazione al bar con caffè e cornetto sarà ancora più semplice con la carta di credito, poichè il cliente farà una transazione utile ad avere il bonus sull’uso della moneta elettronica fruibile con un numero minimo di operazioni, mentre il gestore del locale non pagherà le commissioni sull’utilizzo del Pos.

Sembra, infatti, da un’indagine dell’Osservatorio Credito Confcommercio che il 67% delle imprese consideri “non vantaggiosa” l’accettazione delle carte di credito e debito: il primo motivo di insoddisfazione (95%) è legato proprio ai costi di gestione e delle commissioni. Circa la metà degli esercenti si è rivolto alla propria banca per trattare una riduzione delle commissioni, ma il 60% non ha ricevuto soddisfazione. Il 75% degli esercenti considera prioritaria la riduzione dei costi nell’ottica di una spinta generale alla diffusione delle carte, ma non si riferisce soltanto alle commissioni: il 23% per esempio chiede di ridurre i costi di installazione e gestione.

Quindi, l’accordo  per azzerare i costi di commissioni su acquisti fino a 5 euro rientra nel piano Cashless con cui si punta a potenziare l’uso di carte di credito, Bancomat, app o bonifici a discapito dei contanti. Il Bonus Pos entrerà in vigore dal  1° dicembre 2020, attraverso tale manovra si rimborserà ai consumatori il 10% delle spese sostenute con strumenti tracciabili per un massimo di 3.000 euro all’anno, il che garantirà un rimborso di 300 euro.

Il bonus verrà accreditato sul conto corrente del consumatore ogni sei mesi, la prima volta a giugno e la seconda a fine anno. Occorrerà aver fatto almeno 50 transazioni in un semestre: ecco perché conviene pagare con carta di credito anche il caffè al bar, visto che, oltretutto, grazie all’accordo di ieri, l’esercente non pagherà le commissioni sul Pos per le operazioni fino a 5 euro. Non vengono considerati, però, gli acquisti online, visto che lo scopo del bonus è quello di eliminare progressivamente l’utilizzo dei contanti.

Rilancio sociale, i vescovi incontrano il premier Conte L'appuntamento martedì prossimo a Palazzo Chigi

Una nuova tappa del cammino unitario dei vescovi della Metropolia di Benevento a favore delle fasce deboli e dei territori più emarginati. Il 13 maggio 2019 avevano sottoscritto un documento dal titolo: Mezzanotte del Mezzogiormo? Lettera agli Amministratori, nel qualemettevano a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle cosiddette “aree interne”. Rifiutando di aderire alla rassegnazione, come se i giochi, ormai, fossero fatti e l’unica possibilità rimasta quella di un accanimento terapeutico per ritardare, quanto più possibile, la morte dei propri territori, esortavano ad agire non in maniera disorganica o,ancor peggio, scomposta, ma con una progettualità profetica, con “un progetto strategico di lunga gittata che miri a privilegiare l’interesse comune, il quale solo può consentire ilbenessere di tutti, singole persone come enti locali”.

Nel giugno 2019, in questa ottica di coinvolgimento sui temi centrali dello sviluppo, si tenne il Primo Forum degli Amministratori Campani, con la relazione introduttiva del prof. Luigino Bruni. Il 25 giugno di quest’anno, i vescovi hanno incontrato al Quirinale il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere una rinnovata attenzione ai territori storicamente più fragili, questione che non può continuare a restare marginalizzata nell’Agenda di Governo. I temi più complessivi legati alla emarginazione, allo spopolamento e ai programmi di rilancio sociale ed economico a vantaggio delle aree interne della Campania saranno ancora al centro dell’incontro che i vescovi terranno a Palazzo Chigi, alle 11:00 di martedì 13 ottobre, con il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, con l’obiettivo di attuare maggiori sinergie istituzionali per unacrescita comune e una diversa percezione della coesione territoriale.

Lo stesso presidente Conte sarà invitato al secondo Forum degli Amministratori Campani, che avrà luogo a Benevento entro la fine dell’anno e che rappresenterà unaesperienza formativa e laboratoriale con applicazioni concrete in materia di progetti e di utilizzo fecondo di finanziamenti europei, statali e regionali. Al Forum saranno invitati giovani Amministratori provenienti da tutte le province, anche appartenenti ad altri territori (massimo 90 presenze), che si confronteranno con esperti e tecnici dell’amministrazione dello Stato e delle Regioni, oltre a condividere le buone prassi attivate in numerose realtà.

I vescovi della Metropolia beneventana, con tali iniziative, intendono perseguire una “pastorale dei ponti” nei contesti dove maggiormente si lavora alla promozione umana e sociale, cercando di garantire testimonianze coerenti e un inserimento competente, oltre che evangelico, nel sistema di crescita del Paese e dei territori.

I vescovi che incontreranno il Presidente Conte sono: Felice Accrocca, arcivescovo metropolita di Benevento; Arturo Aiello, vescovo di Avellino; Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita- Telese-Sant’Agata dei Goti; Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza- Nusco-Bisaccia; Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia; ad essi si unisce dom Riccardo Guariglia, abate di Montevergine.

Protocollo Cts-Figc, Ruotolo scrive ai ministri Spadafora e Speranza Interrogazione con gli onorevoli Pittella e Quagliariello dopo il "caso" Juve-Napoli

Juventus-Napoli, interrogazione a risposta scritta degli onorevoli Sandro Ruotolo, Gianni Pittella e Gaetano Quagliariello, al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora e al ministro della Salute, Roberto Speranza. “Premesso che: domenica 27 settembre alle ore 18 nell’ambito della II° giornata del campionato di calcio di serie A, si è disputato presso lo Stadio San Paolo di Napoli l’incontro tra le squadre del Napoli e del Genoa. In realtà l’orario dell’incontro, la sera prima, è stato posticipato dalle ore 15 alle ore 18 su decisione della Lega Calcio, causa la positività al Covid-19 del portiere rossoblù Mattia Perin. Lo slittamento dell’orario si è reso necessario affinché tutti i calciatori,  in organico alla squadra ligure, si potessero sottoporre all’esame di un nuovo tampone e una volta acquisiti i risultati, se negativi, partire per la trasferta di Napoli;
si fa presente che nonostante la positività del calciatore Perin e il lasso di tempo breve intercorso per l’esame del nuovo tampone – c’è un periodo finestra – si è consentito la disputa dell’incontro;
il giorno seguente la partita a seguito di un nuovo tampone a cui sono stati sottoposti i calciatori del Genoa, sono risultati positivi al Covid-19 ben 11 giocatori, cinque dei quali protagonisti della partita giocata con il Napoli fino a un totale complessivo di 17 atleti e 4 componenti dello staff;
subito è scattato per la squadra del Genoa lo stop a tutte le attività sportive con l’isolamento del gruppo squadra posto per un periodo di quarantena fino al termine previsto, sotto sorveglianza attiva quotidiana da parte dell’operatore di sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente;

vista la gravità del focolaio, la Lega Calcio ha adottato la decisione di rinviare a data da destinarsi, la gara d’anticipo del 3 ottobre della III° giornata di campionato Genoa – Torino;
congiuntamente anche i calciatori della squadra del Napoli sono stati sottoposti, a distanza di giorni,  a una serie di tamponi dove sono risultati positivi al Covid-19 prima il calciatore Zelinski ed a conclusione di un’altra serie di controlli il giocatore Elmans;

sabato pomeriggio 3 ottobre 2020, la compagine napoletana, in procinto di trasferirsi dall’aeroporto di Capodichino alla volta di Torino, per disputare il giorno seguente domenica 4 ottobre alle ore 20 e 45 il posticipo, della III° giornata di campionato all’ Allianz Stadium, con la squadra della Juventus, veniva fermata da un provvedimento congiunto emanato dall’Asl Napoli 1 e dall’Asl Napoli 2 Nord. Una disposizione sanitaria che ha imposto allo staff tecnico ed ai giocatori azzurri, per aver avuto contatti diretti di un positivo anche se questi risultano negativi al Covid, l’isolamento fiduciario a casa per 14 giorni. La SSC Napoli ha optato per tutto il gruppo squadra ‘la bolla’ presso il Golden Tulip Resort Marina di Castello;
si rappresenta che rispetto alla notizia del provvedimento dell’autorità sanitaria  della Regione Campania, i vertici della società Juventus Football Club con un comunicato annunciavano che comunque la squadra della Juventus sarebbe scesa in campo all’orario già fissato, come poi è avvenuto, anche se il Napoli era stato impossibilitato a partecipare alla gara per lo stop imposto dall’autorità sanitaria. Ciò accadeva, nonostante, nel corso dei controlli il giorno prima nell’entourage della Juventus, due membri dello staff risultavano positivi al Coronavirus. In ossequio alla normativa e al protocollo tutto il gruppo squadra entrava in isolamento fiduciario presso ‘J Hotel’ della Continassa, ritiro poi lasciato, dopo la partita saltata con il Napoli, da sette calciatori bianconeri per tornare a casa o raggiungere le proprie squadre nazionali nei rispettivi Paesi. A tal riguardo è stato aperto un procedimento penale su segnalazione dell’Asl di Torino e inviata una informativa alla prefettura, sulla base di quanto previsto dal decreto 33 del 2020, poi convertito nella legge 74 a luglio;
si fa notare altresì che diversamente dalla Società Sportiva Calcio Napoli, che si è posta volontariamente in isolamento fiduciario, la dirigenza del Genoa Cricket and Football Club attraverso il suo presidente Enrico Preziosi nel  corso di un intervento alla trasmissione radiofonica ‘Le mattine di Radio Capital’ affermava che “Il Genoa non ha contattato la Asl di Genova perché avevamo due soli positivi e il protocollo indicava le dieci positività: così abbiamo preso il volo per Napoli”;
si constata, inoltre, a seguito di due cicli di esami tampone sono risultati positivi al Coronavirus prima due e poi altri due calciatori dell’Inter. Nonostante questo, però, al momento la squadra nero azzurra non ha previsto la cosiddetta ‘la bolla’ al Suning Center per disporre il gruppo squadra in isolamento fiduciario;
appare curioso che la Procura della Figc ha formalmente aperto un fascicolo d’inchiesta a carico della dalla Società Sportiva Calcio Napoli ipotizzando un presunto mancato rispetto delle norme del protocollo, così chiaramente non è,  mentre analoga iniziativa non  è stata assunta e adottata nei confronti delle società Genoa Cricket and Football Club, Juventus Football Club e F.C. Internazionale Milano;
considerato che da notizie diffuse da organi di stampa pare che i veri motivi d’intervento della Figc sul ‘caso’  della Società Sportiva Calcio Napoli, sia anche da ricondurre alla disparità nella competizione elettorale in corso per la guida della stessa Figc.
pertanto, alla luce dei fatti esposti, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo nelle rispettive competenze,  tenendo conto del tendenziale e progressivo incremento del numero di calciatori positivi al Covid-19, esempio il cluster di Genoa, e in generale del peggioramento della situazione epidemiologica del Paese, se ritengano di rivedere e aggiornare il contenuto dei protocolli firmati dal Comitato Tecnico-Scientifico e controfirmati dalla Figc avvenuto prima dell’estate quando la curva epidemica si era decisamente attenuata;
se ritengano opportuno intervenire rispetto alle anomalie documentate sul  ‘caso’  della Società Sportiva Calcio Napoli affinché si garantisca la regolarità del campionato di calcio di serie A e di agire almeno per fare chiarezza in merito alle elezioni per il rinnovo della carica del  Presidente Federale”.

Il Nobel per la pace al World Food Programme Il comitato: "Per i suoi sforzi per combattere la fame"

Il World Food Programme ha vinto il premio Nobel per la Pace. “In tempi di pandemia ha dimostrato incredibili capacità nella lotta contro la fame nel mondo”. Così il comitato norvegese dei Nobel, ha conferito il premio più prestigioso del mondo, al Wfp, l’agenzia Onu con sede a Roma.
“Per i suoi sforzi – spiega la scelta il Comitato – per combattere la fame, per il suo contributo al miglioramento delle condizioni per la pace in aree colpite da conflitti e per il suo agire come forza trainante per evitare l’uso della fame come arma di guerra e di conflitto”.

Corruzione, arrestato il sindaco di Eboli Operazione della Guardia di Finanza

A quindici giorni dall’elezione, arrestato il sindaco di Eboli, in provincia di Salerno. Massimo Cariello è accusato di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio e falso ideologico. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dal procuratore capo di Salerno, Giuseppe Borrelli, riguardano procedure concorsuali per assunzioni di persone vicino al sindaco. Il primo cittadino è ai domiciliari e contemporaneamente è scattata l’interdizione dai pubblici uffici per quattro funzionari dei comuni di Eboli e Cava dei Tirreni.