Napoli, rivolta contro il coprifuoco: scontri davanti alla Regione Migliaia di manifestanti sono scesi in strada

In questi minuti a Napoli,  sono migliaia i manifestanti scesi in strada contro il coprifuoco e nel giorno in cui il governatore Vincenzo De Luca ha annunciato un imminente nuovo lockdown. Da via Partenope a piazza Borsa fino a palazzo Santa Lucia, sede alla Regione, cori, striscioni e proteste contro gli ultimi provvedimenti messi in campo da De Luca.  Momenti di tensione con le forze dell’ordine dopo l’esplosione di petardi e il lancio di oggetti contro gli uomini in divisa. Nei vicoli del centro storico è stata assaltata anche un’auto della polizia municipale da uomini con i volti travisati.

Campania, Caldoro: “Al dramma sanitario si aggiunge quello economico” Ciarambino: "Prima di assumere provvedimenti, bisogna confrontarsi"

Dopo la diretta social del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha anticipato un nuovo lockdown, sempre tramite i social, è intervenuto il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Stefano Caldoro: “In Campania la situazione è drammaticamente fuori controllo e le ultime scomposte esternazioni del Presidente della Regione confermano l’incapacità di affrontare la situazione da un punto di vista concreto e non solo mediatico.
È evidente che la Regione da sola e in queste condizioni non può gestire una fase tanto delicata. Mancano strumenti e capacità: il Governo deve affiancare la Campania con poteri straordinari, se non sostitutivi. E deve farlo ora.  Sono preoccupato per la tenuta della Campania.
La politica – continua –  non può abdicare le proprie responsabilità e limitarsi a minacciare il lockdown, buttando la colpa sui cittadini e distruggendo il tessuto produttivo. La politica non può chiudersi nei palazzi. Deve ascoltare le richieste delle famiglie, di chi produce e di chi lavora.
Al dramma sanitario si aggiunge il dramma economico. Ed il rischio sarà quello di forti tensioni sociali e di irreversibili crisi. Gli unici ad approfittarne saranno le organizzazioni criminali, che già oggi non rispettano alcuna regola. Rischiamo un’esplosione del mercato nero, controllato sappiamo bene da chi.
Bisogna lavorare – conclude Caldoro –  per proteggere tutti e rassicurare la cittadinanza con buone prassi sanitarie. Abbiamo fatto molte proposte e continueremo a farle.
Bisogna prevenire e curare utilizzando anche le enormi potenzialità della sanità di territorio. Aumentando posti letto e personale. Ora e senza chiacchiere. Lo show è finito. Resta la realtà”. 

Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento cinque stelle, ha proposto l’istituzione di un tavolo permanente per la crisi sanitaria al quale far partecipare De Luca e gli esponenti dell’opposizione:

“La paventata chiusura di ogni tipo di attività non può essere definita di punto in bianco, senza aver prima consultato le associazioni di ogni singola categoria produttiva – ha dichiarato Ciarambino – Prima di assumere qualunque provvedimento, al governatore De Luca e al capo dell’opposizione Stefano Caldoro chiedo un confronto a tre in tempi rapidissimi, per definire assieme una linea unitaria per affrontare assieme questa emergenza che di giorno in giorno si fa sempre più grave e allarmante. Soltanto unendo forze e idee possiamo contribuire a salvare vite umane e ad uscire al più presto dalla fase più drammatica della storia recente della nostra regione, evitando che misure più restrittive abbiano effetti devastanti per la nostra economia non sono poche le realtà di qualunque tipo, commerciali, imprenditoriali o professionali, che non hanno ancora recuperato dalla prima fase di lockdown. Alcune addirittura non hanno più aperto i battenti. Gli ultimi drammatici numeri  – conclude – consigliano misure sempre più drastiche, ma prima è necessario sedersi al tavolo con i rappresentanti di ogni settore produttivo, a partire proprio dalla Campania, definendo sia come Governo nazionale che come Governo regionale una strategia che, tutelando la salute di tutti, tenga conto che un secondo lockdown potrebbe essere all’origine di una recessione senza precedenti. È il momento della collaborazione e della responsabilità”.

Violento impatto sulla Variante, due feriti L'incidente ad Atripalda, in provincia di Avellino

Incidente, questo pomeriggio, sulla Variante 77bis ad Atripalda, in provincia di Avellino. Tre i veicoli coinvolti: due autovetture ed un furgone che trasportava latte. Nel violento impatto, due dei tre occupanti, sono rimasti feriti e trasportati all’ospedale Moscati. Sul posto, immediato, l’intervento dei Vigili del fuoco degli operatori del 118 e delle forze dell’ordine. I “caschi rossi” hanno provveduto a mettere la zona in sicurezza. Traffico in tilt sulla Variante che è una delle arterie più importanti che conducono alla città capoluogo.

Un francobollo da collezione celebra la Ssc Napoli per la vittoria della Coppa Italia Il Mise lo emetterà il prossimo 27 ottobre

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) emetterà – martedì 27 ottobre – un francobollo celebrativo dedicato alla SSC Napoli per la vittoria della Coppa Italia 2019/2020.

Un’emissione esclusiva e irripetibile. Il francobollo celebra la sesta vittoria della coppa nazionale da parte del club azzurro, un riconoscimento unico e da collezione per immortalare un grande risultato sportivo alla fine di una stagione eccezionale, che difficilmente potrà essere dimenticata.

Un piccolo tassello in grado di fissare nel tempo il successo sportivo della SSC Napoli, di raccontare un pezzo di storia del club, di viaggiare ed unire i tifosi azzurri in Italia e nel Mondo.

Sarà possibile acquistare il francobollo, e i prodotti a corredo di questa straordinaria emissione (cartolina obliterata, tessera filatelica, folder, bollettino illustrativo), presso gli Uffici Postali, gli sportelli filatelici di Poste Italiane e lo Spazio Filatelia di Napoli.

fonte sscnapoli

Il premier Conte: “No a lockdown totale” "Rimaniamo vigili e pronti ad intervenire"

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto al Festival del Lavoro, parlando anche dell’emergenza Covid e dell’aumento esponenziale dei casi negli ultimi giorni: “Dobbiamo escludere un lockdown generalizzato. Rimaniamo vigili e pronti a intervenire dove necessario ma dobbiamo contenere il contagio puntando a evitare l’arresto dell’attività produttiva come pure delle scuole e degli uffici pubblici”.

2.280 nuovi positivi in Campania, mai così tanti Cento sono sintomatici

Positivi del giorno: 2.280

di cui:
– Sintomatici: 100
– Asintomatici: 2.180
Tamponi del giorno: 15.801

Totale positivi: 34.305
Totale tamponi: 830.767

Deceduti: 12 (*)
Totale deceduti: 563

Guariti: 194
Totale guariti: 9.107

Report posti letto Covid su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva complessivi: 227
Posti letto di terapia intensiva occupati: 98
Posti letto di degenza complessivi: 1.114
Posti letto di degenza occupati: 1.090

(*) Deceduti tra il 20 e il 22 ottobre

Samhain: il capodanno celtico che ha dato origine ad Halloween La genesi di una festa diffusa in tutto il mondo

di Valerio Chiusano

La festa di Halloween, nel corso degli ultimi anni, si è insinuata con forza all’interno della cultura italiana, diventando fenomeno di costume e business d’affari in grado di coinvolgere migliaia di imprese del Bel Paese. Nel 2019, secondo i dati del Codacons, si è stimato che 10 milioni di italiani festeggiassero Halloween, creando un giro di affari di circa 300 milioni di euro tra maschere, locali, zucche e spese di dolci.

Durante la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre ( giorno di Ognissanti), i bambini vanno in giro per le strade e bussano alle porte delle case, travestiti da mostri o streghe, recitando il ”minaccioso ritornello” dolcetto o scherzetto (trick or treat). Naturalmente, la festa non ha conquistato solo i più piccoli ma anche gli adulti che affollano (o meglio affollavano prima del Covid) i locali, mascherandosi.

Ultimamente, ha generato dibattito una dichiarazione del Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca, cha ha definito Halloween: «un’americanata». In realtà, Halloween non è nata in America, bensi è un’antica celebrazione celtica, originaria della verde Irlanda.

Samhain: il capodanno celtico che ha dato origine ad Halloween

Il Sahmain (in irlandese antico samuin “fine dell’estate”) era una festa celtico-pagana celebrata tra il 31 ottobre e il 1° novembre, meglio conosciuta come Capodanno celtico. Le celebrazioni del Samhain risalgono al VI sec a.c e rappresentano la festa dell’ultimo raccolto dell’estate che seguiva l’ordine dei cicli lunari del calendario celtico, coincidente con l’ultimo giorno di ottobre. I campi venivano preparati per il riposo e il bestiame ritornava nelle stalle. I maiali venivano macellati e la carne era messa sotto sale in previsione del freddo inverno. Al tramonto, gli abitanti dei villaggi si radunavano attorno a un falò e propiziavano, attraverso un banchetto, la buona riuscita dei raccolti e la momentanea abbondanza di cibo.

La notte di Samhain era per le popolazioni celtiche non solo un capodanno e una festa del raccolto ma il momento in cui si facevano più labili i confini di separazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Così come, durante il Samhain, si rendeva omaggio alla morte della terra in previsione della rinascita in primavera, così si riteneva che quella notte spalancasse le porte del regno dei vivi a coloro che erano morti nel corso dell’ultimo anno. Quindi, questa celebrazione intendeva essere un momento di comunione e raccoglimento tra il mondo fisico e quello metafisico.

Da Samhain ad Halloween: la leggenda di Jack o’ Lantern e la zucca

Quando il cristianesimo si diffuse nei paesi anglosassoni, il Samhain mutò la sua componente celebrativa, diventando la notte della vigilia di Ognissanti (All Hallow’s Eve), momento in cui gli spiriti maligni, streghe e fantasmi hanno libero accesso sulla Terra. Tra le innumerevoli leggende legate ad Halloween la più famosa è quella di Jack o’Lantern.

Jack era un fabbro irlandese, avaro e ubriacone, che durante la notte di Halloween incontrò il Diavolo in un pub. L’uomo riuscì ad imbrogliare il Diavolo, facendogli credere che avrebbe venduto la sua anima in cambio di un ultima bevuta. Il Diavolo, per soddisfare tale richiesta, si trasformò in una moneta da 6 pence per pagare l’oste, ma l’astuto Jack prese la moneta e lestamente la mise in tasca, dove era custodita una croce d’argento in grado di impedire al demonio di riprendere le sue sembianze. Ormai imprigionato, il Diavolo scese a patti col fabbro: l’uomo lo avrebbe liberato, purchè il Diavolo non chiedesse la sua anima per i prossimi 10 anni. Così fu.

I dieci anni trascorsero e Jack s’imbattè di nuovo nel Diavolo, pronto a riscattare l’anima del perfido fabbro. L’uomo chiese, come ultimo desiderio, una gustosa mela posta sulla cima di un vicino albero. Il demonio acconsentì e saltò sul melo, Jack rapidamente intagliò una croce sull’albero, imprigionando di nuovo il Diavolo. Questa volta il fabbro stipulò un nuovo patto: il Diavolo, per tornare libero, dovette promettere di non tentarlo più, solo allora avrebbe cancellato la croce dall’albero. Il Diavolo accettò.  Quando, anni dopo, Jack morì le porte del Paradiso gli furono negate a cause dei suoi vizi. Jack si diresse allora verso l’inferno, ma il Diavolo gli impedì l’accesso per vendicarsi del tiro mancino che gli aveva giocato, donò all’uomo un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell’oscurità. Jack mise il tizzone in una rapa (o cipolla) svuotata per farlo durare più a lungo, e prese a vagare nelle tenebre. Ogni notte di Halloween, quando le porte dell’Oltretomba si aprono, Jack torna a passeggiare in questo mondo con la sua brace ardente.

Agli inizi del ‘900 una carestia costrinse gli irlandesi ad una massiccia immigrazione in America. Il popolo gaelico portò con sé tutto i bagaglio tradizionale e folkloristico del proprio paese. Giunti negli Stati Uniti, scelsero di usare le zucche, più facili da intagliare e adornare rispetto alle cipolle. Da quel momento nacque la tradizionale Zucca di Halloween, definita anche Jack O’ Lantern.

 

Fantacalcio: 5 possibili sorprese per la 5° giornata. Tutti i consigli utili

di Salvatore Monaco

Barrow

L’attaccante del Bologna ancora non ha trovato il gol e gioca contro una Lazio che viene da una grande partita in Champions contro il Borussia. Questo può portavi a sottovalutarlo ma l’Olimpico è uno stadio che gli porta bene; come terzo slot può essere interessante.

Lammers

L’olandese ha già segnato 2 gol partendo dalla panchina, potrebbe giocare da titolare a discapito di Zapata. Lammers quando gioca può fare la differenza: schieratelo

Naingollan

Il belga è guarito dal covid e Conte potrebbe farlo partire dall’inizio. L’ultima volta che ha giocato ha cambiato la partita e inoltre il Ninja ha qualità da vendere, se lo avete potete puntarci.

Pereyra

È tornato in Serie A carico a molla, e si è già reso pericoloso in zona gol. Che sia la giornate giusta per un +3? Probabile, da mettere.

Lazovic

È vero gioca contro la Juve ma è in ottimo periodo di forma come tutto il Verona, di conseguenza può portare un ottimo voto e, perché no, un bonus.

De Luca: “Decidere subito il lockdown, siamo ad un passo dalla tragedia” "Rischiamo di avere le terapie intensive intasate"

“E’ indispensabile decidere subito il lockdown. Siamo a un passo dalla tragedia”. Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, nella diretta settimanale sui social, che annuncia: “I dati attuali sul contagio  (2.280 nelle ultime 24 ore) rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. E’ necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, trasporti, agricoltura, agro-alimentare, edilizia). E’ indispensabile bloccare la mobilità fra regioni e intercomunale”. Il governatore pensa ad una chiusura totale di 30-40 giorni citando l’esempio della Germania. “Ogni giorno che passa – continua De Luca –  rischia di aggravarsi in maniera insostenibile l’epidemia. Non c’è un minuto da perdere. Dobbiamo decidere oggi, non domani, non fra una settimana, non abbiamo più tempo da perdere. Comunicherò la mia richiesta al governo di lockdown in tutta Italia, ma in Campania dobbiamo chiudere tutto tranne le attività essenziali. Dobbiamo fare quello che abbiamo fatto a marzo tentando di difendere le attività produttive”. Poi il presidente si rivolge ai cittadini: “Sentitevi solo esseri umani, senza distinzioni politiche né ideologiche, impegnati a difendere la vita dei propri figli e delle proprie famiglie. Il resto non conta nulla”. Intanto da questa sera alle 23:00 partirà il coprifuoco, ma a questo punto, il lockdown, ormai sembra essere dietro l’angolo.

Castel Volturno, il Napoli ha ripreso gli allenamenti Gli azzurri preparano la sfida contro il Benevento

Dopo la gara contro l’AZ Alkmaar, il Napoli ha ripreso questa mattina gli allenamenti al Training Center.

Gli azzurri preparano il match contro il Benevento in programma domenica al “Vigorito” per la quinta giornata di Serie A (ore 15:00).

La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato ieri dall’inizio in Europa League hanno svolto lavoro in palestra.

Gli altri uomini della rosa sono stati impegnati sul campo 3 iniziando la sessione con riscaldamento e torello.

Di seguito lavoro aerobico e seduta tecnica.

Chiusura con partitina a campo ridotto.
fonte sscnapoli

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