Pubblicato il: 23 ottobre 2020 alle 3:39 pm

Samhain: il capodanno celtico che ha dato origine ad Halloween La genesi di una festa diffusa in tutto il mondo

di Valerio Chiusano

La festa di Halloween, nel corso degli ultimi anni, si è insinuata con forza all’interno della cultura italiana, diventando fenomeno di costume e business d’affari in grado di coinvolgere migliaia di imprese del Bel Paese. Nel 2019, secondo i dati del Codacons, si è stimato che 10 milioni di italiani festeggiassero Halloween, creando un giro di affari di circa 300 milioni di euro tra maschere, locali, zucche e spese di dolci.

Durante la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre ( giorno di Ognissanti), i bambini vanno in giro per le strade e bussano alle porte delle case, travestiti da mostri o streghe, recitando il ”minaccioso ritornello” dolcetto o scherzetto (trick or treat). Naturalmente, la festa non ha conquistato solo i più piccoli ma anche gli adulti che affollano (o meglio affollavano prima del Covid) i locali, mascherandosi.

Ultimamente, ha generato dibattito una dichiarazione del Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca, cha ha definito Halloween: «un’americanata». In realtà, Halloween non è nata in America, bensi è un’antica celebrazione celtica, originaria della verde Irlanda.

Samhain: il capodanno celtico che ha dato origine ad Halloween

Il Sahmain (in irlandese antico samuin “fine dell’estate”) era una festa celtico-pagana celebrata tra il 31 ottobre e il 1° novembre, meglio conosciuta come Capodanno celtico. Le celebrazioni del Samhain risalgono al VI sec a.c e rappresentano la festa dell’ultimo raccolto dell’estate che seguiva l’ordine dei cicli lunari del calendario celtico, coincidente con l’ultimo giorno di ottobre. I campi venivano preparati per il riposo e il bestiame ritornava nelle stalle. I maiali venivano macellati e la carne era messa sotto sale in previsione del freddo inverno. Al tramonto, gli abitanti dei villaggi si radunavano attorno a un falò e propiziavano, attraverso un banchetto, la buona riuscita dei raccolti e la momentanea abbondanza di cibo.

La notte di Samhain era per le popolazioni celtiche non solo un capodanno e una festa del raccolto ma il momento in cui si facevano più labili i confini di separazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Così come, durante il Samhain, si rendeva omaggio alla morte della terra in previsione della rinascita in primavera, così si riteneva che quella notte spalancasse le porte del regno dei vivi a coloro che erano morti nel corso dell’ultimo anno. Quindi, questa celebrazione intendeva essere un momento di comunione e raccoglimento tra il mondo fisico e quello metafisico.

Da Samhain ad Halloween: la leggenda di Jack o’ Lantern e la zucca

Quando il cristianesimo si diffuse nei paesi anglosassoni, il Samhain mutò la sua componente celebrativa, diventando la notte della vigilia di Ognissanti (All Hallow’s Eve), momento in cui gli spiriti maligni, streghe e fantasmi hanno libero accesso sulla Terra. Tra le innumerevoli leggende legate ad Halloween la più famosa è quella di Jack o’Lantern.

Jack era un fabbro irlandese, avaro e ubriacone, che durante la notte di Halloween incontrò il Diavolo in un pub. L’uomo riuscì ad imbrogliare il Diavolo, facendogli credere che avrebbe venduto la sua anima in cambio di un ultima bevuta. Il Diavolo, per soddisfare tale richiesta, si trasformò in una moneta da 6 pence per pagare l’oste, ma l’astuto Jack prese la moneta e lestamente la mise in tasca, dove era custodita una croce d’argento in grado di impedire al demonio di riprendere le sue sembianze. Ormai imprigionato, il Diavolo scese a patti col fabbro: l’uomo lo avrebbe liberato, purchè il Diavolo non chiedesse la sua anima per i prossimi 10 anni. Così fu.

I dieci anni trascorsero e Jack s’imbattè di nuovo nel Diavolo, pronto a riscattare l’anima del perfido fabbro. L’uomo chiese, come ultimo desiderio, una gustosa mela posta sulla cima di un vicino albero. Il demonio acconsentì e saltò sul melo, Jack rapidamente intagliò una croce sull’albero, imprigionando di nuovo il Diavolo. Questa volta il fabbro stipulò un nuovo patto: il Diavolo, per tornare libero, dovette promettere di non tentarlo più, solo allora avrebbe cancellato la croce dall’albero. Il Diavolo accettò.  Quando, anni dopo, Jack morì le porte del Paradiso gli furono negate a cause dei suoi vizi. Jack si diresse allora verso l’inferno, ma il Diavolo gli impedì l’accesso per vendicarsi del tiro mancino che gli aveva giocato, donò all’uomo un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell’oscurità. Jack mise il tizzone in una rapa (o cipolla) svuotata per farlo durare più a lungo, e prese a vagare nelle tenebre. Ogni notte di Halloween, quando le porte dell’Oltretomba si aprono, Jack torna a passeggiare in questo mondo con la sua brace ardente.

Agli inizi del ‘900 una carestia costrinse gli irlandesi ad una massiccia immigrazione in America. Il popolo gaelico portò con sé tutto i bagaglio tradizionale e folkloristico del proprio paese. Giunti negli Stati Uniti, scelsero di usare le zucche, più facili da intagliare e adornare rispetto alle cipolle. Da quel momento nacque la tradizionale Zucca di Halloween, definita anche Jack O’ Lantern.