Napoli ko al San Paolo Il Milan batte 3-1 gli azzurri

Napoli: Meret, Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui, Bakayoko, Fabian Ruiz (90′ Elmas), Lozano (56′ Zielinski), Politano (69′ Petagna), Insigne, Mertens. A disp.Ospina, Contini, Malcuit, Ghoulam, Maksimovic, Demme, Lobotka, Llorente. All.Gennaro Gattuso

Milan: Donnarumma, Calabria, Kjaer, Romagnoli, Theo Hernandez, Kessiè, Bennacer, Saelemaekers (73′ Castillejo), Calahnoglu (88′ Krunic), Rebic (73′ Hauge), Ibrahimovic (78′ Colombo). All. Stefano Pioli

Arbitro: Valeri di Roma
Marcatori: 21′ Ibrahimovic, 54′ Ibrahimovic, 63′ D. Mertens, 90’+5′ Hauge
Note: espulso Bakayoko al 65′ per doppia ammonizione. Ammoniti Rebic, Mario Rui, Castillejo.

Il Milan vince al San Paolo con una doppietta di Ibra. L’estrema sintesi e il titolo della serata è tutto qui. Nella versione più estesa il Napoli potrebbe pareggiare la sfida in almeno due occasioni, compresa una clamorosa traversa di Di Lorenzo a due metri dalla porta. La partita resta aperta e viva fino all’ora abbondante di gioco. Alla doppietta di Ibrahimovic segue il gol di Mertens che riapre la storia. Poi c’è l’espulsione di Bakayoko che lascia gli azzurri in dieci, ma pur sempre combattivi fino alla fine. Sforzi generosi e ripetuti per cercare il pari con coraggio, ma a tempo quasi scaduto arriva il terzo gol di Hauge. Il Diavolo vince e comanda la classifica. Il Napoli ricomincerà giovedì per cercare contro il Rjieka il successo in Europa che serve per prendersi una buona fetta di qualificazione.

fonte sscnapoli

Ambiente: Seabin, lo spazzino del mare Il cestino che raccoglie oltre 500 kg di microplastiche all’anno

Di Alessandra Orabona

Buone notizie per gli amanti del mare: direttamente dall’Australia è arrivato Seabin, il cestino galleggiante che spazza il mare. Un’invenzione che potrebbe risolvere in gran parte il problema dell’inquinamento da plastica che sta affliggendo gli oceani di tutto il mondo.

I numeri sono sconcertanti: secondo l’agenzia scientifica nazionale australiana, sul fondale marino globale sono depositati 14 milioni di tonnellate di microplastiche, più del doppio della quantità presente sulla superficie dell’oceano. Le microplastiche non sono altro che il risultato del processo di deterioramento e decomposizione di pezzi di plastica finiti in mare da anni e anni. Per questo, è altrettanto importante prevenire la loro formazione attraverso la rimozione dei rifiuti presenti a galla. E questo Seabin lo fa molto bene!

Una trovata tanto semplice quanto efficace. Si tratta di un bidone galleggiante low cost, autosufficiente ed ecosostenibile, capace di risucchiare e raccogliere al proprio interno microplastiche, residui di carburante, oli e detergenti scaricati dalle fogne purificandoli, senza il rischio di imprigionare pesci. Una volta riempito fino alla sua capienza massima va svuotato a mano, proprio come le normali pattumiere di casa.

Utile soprattutto in aree dove si accumulano velocemente molti detriti, come i porti, è in grado di catturare più di 500 kg di rifiuti all’anno per ogni elemento posizionato. Un contributo non indifferente, considerato che si stima che il peso complessivo di plastica nei mari supererà quello dei pesci entro il 2050.

Il progetto, sperimentato nei porti europei ed americani, è stato lanciato sul mercato verso la fine del 2017, ricevendo subito richieste per più di 6 mila unità da 77 paesi differenti. Attualmente, in Italia sono stati installati diversi dispositivi in vari porti, tra cui Trieste, Genova, Capraia, Fiumicino, Gaeta, Riccione, Ravenna, Tropea, Sorrento, Capri, Ischia (Lacco Ameno). Oltretutto, l’apparecchio è in fase di potenziamento tramite l’inserimento di un nuovo filtro capace di raccogliere dall’acqua anche le microfibre. Ad oggi, complessivamente sono stati recuperati circa 2.400 kg di rifiuti galleggianti, equivalenti al peso di 480.000 sacchetti di plastica.

Ma non è tutto. La parte migliore è che la plastica raccolta verrà a sua volta riciclata per costruire nuovi Seabin e continuare così l’ambizioso programma di salvaguardia degli ambienti marini, in un’ottica di perfetta economia circolare. Prossimo obiettivo: raggiungere quota 12.500 kg di rifiuti nel 2021, pari al peso di 2 milioni e mezzo di sacchetti di plastica!

Covid, 3.217 nuovi casi in Campania nelle ultime 24 ore Diminuiscono i contagi

Positivi del giorno: 3.217
di cui:
Asintomatici: 2.976
Sintomatici: 241
Tamponi del giorno: 24.332

Totale positivi: 136.273
Totale tamponi: 1.432.128

​Deceduti: 21 (*)
Totale deceduti: 1.270

Guariti: 850
Totale guariti: 31.522

* Deceduti tra il 15 e il 21 novembre

​Report posti letto su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 201
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
Posti letto di degenza occupati: 2.218

* Posti letto Covid e Offerta privata

Il Papa ricorda il terremoto in Irpinia: “Ferite ancora non rimarginate” Il Pontefice: "Un pensiero speciale alle popolazioni della Campania e della Basilicata"

“Desidero inviare un pensiero speciale alle popolazioni della Campania e della Basilicata a quarant’anni dal disastroso terremoto che ebbe il suo epicentro in Irpinia e seminò morte e distruzione. Quell’evento drammatico, le cui ferite anche materiali non sono ancora del tutto rimarginate, ha evidenziato la generosità e la solidarietà degli italiani. Ne sono testimonianza tanti gemellaggi tra paesi terremotati e quelli del nord e del centro i cui legami ancora sussistono. Queste iniziative hanno favorito il faticoso cammino della ricostruzione e soprattutto la fraternità tra le diverse comunità della Penisola”. Papa Francesco, durante l’Angelus, ha così ricordato il terremoto in Irpinia di 40 anni fa.

Napoli-Milan, out Osimhen Ecco i convocati da mister Gattuso

Stasera, alle 20:45 al San Paolo, si disputerà Napoli-Milan. Il match sarà diretto dall’arbitro Valeri di Roma.

Ecco i convocati da mister Gattuso: Meret, Ospina, Contini, Di Lorenzo, Ghoulam, Koulibaly, Malcuit, Maksimovic, Manolas, Mario Rui, Demme, Elmas, Lobotka, Fabian Ruiz, Zielinski, Bakayoko, Insigne, Lozano, Mertens, Petagna, Politano, Llorente.

fonte sscnapoli

Nascondeva armi ed esplosivi, 60enne in manette L'uomo è stato arrestato dai carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Sant’Andrea di Conza, a termine di attività info-investigativa, hanno tratto in arresto un 60enne di Conza della Campania, ritenuto responsabile di detenzione illegale di armi e munizioni.

L’operazione rientra nella più vasta ed articolata azione di contrasto intrapresa su disposizione del Comando Provinciale di Avellino, al fine di prevenire l’insorgere di fatti criminali.

Nel pomeriggio di ieri gli operanti, coadiuvati dai colleghi della Stazione Carabinieri e Carabinieri Forestale di Lioni nonché del Nucleo Cinofili di Sarno, all’esito di perquisizione delle abitazioni di residenza e rurale dell’uomo, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro un revolver clandestino (originariamente giocattolo ma modificato in calibro 38), una pistola “scacciacani” calibro 8, un pugnale della lunghezza di 30 centimetri, nonché centinaia di proiettili per pistola di vario calibro e da guerra, cartucce per fucile e circa 300 grammi di polvere ed altro materiale utile per il confezionamento artigianale di munizioni.

Alla luce delle evidenze raccolte, il 60enne è stato dichiarato in arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, sottoposto ai domiciliari in attesa del rito direttissimo previsto per domani.

Sono in corso indagini da parte dei Carabinieri finalizzate a stabilire sia la provenienza delle armi e del munizionamento sia il possibile utilizzo fatto in azioni criminali o in programma.

40 anni fa il terremoto in Irpinia: quasi tremila morti e interi paesi rasi al suolo La tragedia alle 19:34 del 23 novembre 1980

Era troppo calda quella domenica sera per essere un giorno d’autunno. Mai nessuno, però, avrebbe potuto immaginare quello che da lì a poco sarebbe accaduto. Mai nessuno avrebbe potuto immaginare che alle 19:34 sarebbe giunta la devastazione. La morte, la disperazione. Novanta secondi di terrore, di inarrestabile rumore, di un terrificante movimento. Tutto tremava, tutto crollava, tutto non esisteva più. Il terremoto dell’Irpinia. Il 23 novembre 1980: 2.914 morti, 8.848 feriti e 350mila case distrutte o danneggiate. Interi paesi, intere comunità, rase al suolo. I cellulari non esistevano, la Protezione Civile non esisteva. Quella tragedia, quella disperazione, arrivarono al mondo solo dopo diverse ore. Un boato e poi la morte. Un terremoto di magnitudo 6.9. Si scavava a mani nude tra lacrime, ferite e dolore. Non c’erano altri mezzi. Non si poteva fare altro. Il sisma colpì la Campania e la Basilicata con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo e Conza della Campania. Sono trascorsi quarant’anni e quella ferita non si potrà mai chiudere. Non si potrà mai cicatrizzare. Non potrà mai essere dimenticata. I giorni successivi furono drammatici con il ritardo nei soccorsi che l’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, denunciò con grande forza. Poi, finalmente, dinanzi alle immagini di disperazione, di morte, di desolazione, si mise in moto la macchina dell’emergenza. Fu nominato commissario straordinario Giuseppe Zamberletti e da quel momento iniziò a nascere la moderna Protezione Civile. Ma fu anche il momento della solidarietà. Forze dell’ordine, vigili del fuoco, volontari, amministratori, cittadini, la chiesa. Non solo la generosità degli italiani ma anche di tanti paesi esteri. Ma il processo di ricostruzione è stato lentissimo, ancora oggi non è stato del tutto completato. Prima tende, poi roulotte, poi container ed infine i prefabbricati. Un incubo per gli sfollati, un’attesa infinita. Poi le inchieste giudiziarie, gli scandali, gli sciacalli, sui 50mila miliardi di lire stanziati dallo Stato. Il processo di rinascita industriale che in molti luoghi è rimasto un’utopia, un’illusione, un sogno. Quei buchi neri che rappresentano ancora una sconfitta. Una piaga che non va più via. Ma nonostante questo c’è stata la forza di un popolo che si è rialzato, che con orgoglio ha ripreso a vivere, ha reclamato la propria speranza per il futuro, anche se oggi, in quegli stessi paesi, però, si è consumata e si sta consumando una inarrestabile desertificazione. Sono trascorsi quarant’anni. Tante le cerimonie previste per domani. Il ricordo è più vivo che mai per quella tragedia che ha cambiato il corso della storia e che ha lacerato e continua a lacerare nel ricordo chi ce l’ha fatta ma ha perso familiari, parenti e amici.

foto archivio vigili del fuoco di Avellino

 

Covid, Speranza: “Campagna vaccinale senza precedenti” Il ministro: "La pressione sui servizi sanitari è ancora fortissima"

“I primi segnali in controtendenza dopo le settimane di crescita vertiginosa del contagio si vedono, ma sono ancora del tutto insufficienti. La pressione sui sevizi sanitari è fortissima. Rt sta calando ma dovrà ancora scendere strutturalmente sotto l’1. Sola allora vedremo risultati più significativi”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza intervenuto a Farmacistapiù. “Ci sarà – ha aggiunto il ministro –  una campagna di vaccinazione anti-Covid nel Paese che probabilmente sarà senza precedenti e che richiederà un impegno straordinario di tutte le energie in campo”.