Pubblicato il: 22 novembre 2020 alle 5:30 pm

Ambiente: Seabin, lo spazzino del mare Il cestino che raccoglie oltre 500 kg di microplastiche all’anno

Di Alessandra Orabona

Buone notizie per gli amanti del mare: direttamente dall’Australia è arrivato Seabin, il cestino galleggiante che spazza il mare. Un’invenzione che potrebbe risolvere in gran parte il problema dell’inquinamento da plastica che sta affliggendo gli oceani di tutto il mondo.

I numeri sono sconcertanti: secondo l’agenzia scientifica nazionale australiana, sul fondale marino globale sono depositati 14 milioni di tonnellate di microplastiche, più del doppio della quantità presente sulla superficie dell’oceano. Le microplastiche non sono altro che il risultato del processo di deterioramento e decomposizione di pezzi di plastica finiti in mare da anni e anni. Per questo, è altrettanto importante prevenire la loro formazione attraverso la rimozione dei rifiuti presenti a galla. E questo Seabin lo fa molto bene!

Una trovata tanto semplice quanto efficace. Si tratta di un bidone galleggiante low cost, autosufficiente ed ecosostenibile, capace di risucchiare e raccogliere al proprio interno microplastiche, residui di carburante, oli e detergenti scaricati dalle fogne purificandoli, senza il rischio di imprigionare pesci. Una volta riempito fino alla sua capienza massima va svuotato a mano, proprio come le normali pattumiere di casa.

Utile soprattutto in aree dove si accumulano velocemente molti detriti, come i porti, è in grado di catturare più di 500 kg di rifiuti all’anno per ogni elemento posizionato. Un contributo non indifferente, considerato che si stima che il peso complessivo di plastica nei mari supererà quello dei pesci entro il 2050.

Il progetto, sperimentato nei porti europei ed americani, è stato lanciato sul mercato verso la fine del 2017, ricevendo subito richieste per più di 6 mila unità da 77 paesi differenti. Attualmente, in Italia sono stati installati diversi dispositivi in vari porti, tra cui Trieste, Genova, Capraia, Fiumicino, Gaeta, Riccione, Ravenna, Tropea, Sorrento, Capri, Ischia (Lacco Ameno). Oltretutto, l’apparecchio è in fase di potenziamento tramite l’inserimento di un nuovo filtro capace di raccogliere dall’acqua anche le microfibre. Ad oggi, complessivamente sono stati recuperati circa 2.400 kg di rifiuti galleggianti, equivalenti al peso di 480.000 sacchetti di plastica.

Ma non è tutto. La parte migliore è che la plastica raccolta verrà a sua volta riciclata per costruire nuovi Seabin e continuare così l’ambizioso programma di salvaguardia degli ambienti marini, in un’ottica di perfetta economia circolare. Prossimo obiettivo: raggiungere quota 12.500 kg di rifiuti nel 2021, pari al peso di 2 milioni e mezzo di sacchetti di plastica!