Pubblicato il: 12 gennaio 2021 alle 11:29 am

Serie A, la classifica del monte ingaggi Exploit di Verona e Atalanta, bene il Milan

di Ciro Troise

Più che quella del fatturato, la classifica che certifica la disparità delle risorse tra i club di serie A è quella del monte ingaggi. In Italia dopo diciassette giornate la più ricca non è prima in classifica, anzi la Juventus è quarta a sette punti dalla capolista ma con una partita in meno, quella contro il Napoli.

Il ridimensionamento dei rapporti di forza è il leitmotiv dei cinque principali campionati europei, in Francia è primo il Lione, in Spagna l’Atletico Madrid è davanti a Real e Barcellona e con i recuperi potrebbe andare in fuga, in Germania il Bayern Monaco è in testa ma ha soli due punti di vantaggio sul Lipsia. È la conseguenza del calcio ai tempi del Covid, in cui le big sono penalizzate dall’abitudine di giocare sempre ogni tre giorni (per chi fa le coppe), dallo stress mentale del rischio-contagio e dall’assenza di pubblico che toglie adrenalina, attenzione e il culto del fattore-campo.

Guardando la classifica del monte-ingaggi, ci sono gli exploit, chi riesce a fare più di quanto spende, chi è in linea e i flop, cioè le squadre che rendono meno di quanto spendono. 

La Juventus rischia il flop, c’è il colpaccio Milan

La Juventus di Pirlo ha abbassato il monte ingaggi, ma finchè c’è Ronaldo a 31 milioni di stipendio a stagione, la spesa resta esosa, di ben 236 milioni, molto più del doppio rispetto al Milan capolista che tra le big nel rapporto stipendi-rendimento al momento recita il ruolo dello studente modello.

Il monte ingaggi è di soli 90 milioni, in questa classifica è quinta ma, grazie alla continuità raggiunta con Pioli, all’identità di gioco chiara e definita e alla rivoluzione Ibra, è al primo posto in classifica. 

Al secondo posto nella graduatoria degli stipendi c’è l’Inter che quindi è in linea con il rendimento avuto finora in campionato ma pesa la profonda delusione europea. Non arrivare neanche al terzo posto nel girone di Champions, finendo dietro Borussia Monchengladbach e Shakhtar Donetsk, è una mazzata per una società che spende 12 milioni di euro d’ingaggio solo per l’allenatore e 149 complessivamente. Suning, che apre a possibili cambiamenti societari come la cessione di una quota della società, ha addirittura aumentato la spesa nell’estate del Covid e dei suoi disastri economici. Con Eriksen lo scorso gennaio, Kolarov e Vidal quest’estate, l’Inter ha investito più di tutti, si tratta della società che ha fatto il balzo più corposo nel monte ingaggi: da 113 a 149 milioni.

La Lazio anche ha aumentato la spesa per i salari dei calciatori, un passo obbligato per costruire una rosa più competitiva considerando l’impegno in Champions League. Il presidente Lotito più volte ha dato dei segnali d’insoddisfazione, la zona Champions è distante cinque punti, una cifra “teorica” considerando che Juventus, Napoli e Atalanta hanno una partita in meno. Sulla sponda biancoceleste, però, sicuramente sono messi meglio rispetto a quanto accade all’Inter considerando che la Lazio ha portato a casa la qualificazione agli ottavi di Champions League con la prestigiosa sfida contro il Bayern Monaco.

La Roma è in linea, occupando il terzo posto in entrambe le classifiche. In estate il club del presidente Friedklin ha anche abbassato il monte ingaggi, da 125 a 112 milioni. Fonseca sta tenendo la squadra ai livelli che gli compete, dando anche la sensazione di poter migliorare.

Il Napoli storicamente ha avuto il merito di avere una classifica superiore a quanto investiva negli stipendi dei calciatori, dall’exploit dei tempi di Mazzarri al meraviglioso cammino di Sarri. Negli ultimi due anni le spese sono cresciute e la classifica non è migliorata. Dopo le difficoltà dello scorso anno, il Napoli è più o meno in linea, è la quarta squadra d’Italia nel monte ingaggi. La zona Champions è l’obiettivo, il Napoli è a due punti dal quarto posto ma, considerando la gara da recuperare contro la Juventus, è in scia per l’obiettivo stagionale. Gli azzurri hanno superato il girone di Europa League al primo posto dilapidando molte energie per arrivare davanti a Real Sociedad e Az Alkmaar.

Gli exploit della provincia: il monte ingaggi del Verona è più basso dello stipendio di Cristiano Ronaldo

Ci sono poi gli exploit, le realtà meravigliose del nostro campionato che ottengono molto più di quanto spendono. La regina è l’Atalanta che affronterà il Real Madrid agli ottavi di finale di Champions League, con una partita da recuperare ad Udine ha il quarto posto nel mirino. Il giocatore più pagato è il Papu Gomez (2 milioni d’ingaggio), il grande escluso. Questo dato arricchisce ancora di più il lavoro di Gasperini.

Nel novero delle provinciali spicca il Sassuolo, tredicesimo nella graduatoria del monte ingaggi e sesto in campionato grazie all’idea di calcio trasmessa da De Zerbi che consente ai suoi ragazzi di elevare al massimo le proprie potenzialità.

La storia più bella riguarda il Verona, terzultimo nella classifica del monte ingaggi con 24 milioni spesi (soltanto Crotone e Spezia hanno un conto economico più basso sugli stipendi), 7 in meno rispetto al solo stipendio di Cr7. 

Il Verona è nono in classifica, a quattro punti dall’Europa e anche in questa stagione sta valorizzando i propri talenti: Zaccagni e Dimarco su tutti.

In provincia anche c’è anche chi piange, su tutte il Torino e il Cagliari. La società del presidente Cairo è ottava con 51 milioni di stipendi per l’area tecnica ma è in piena zona retrocessione al terzultimo posto con soli dodici punti.

Ne ha due in più il Cagliari dopo quattro sconfitte consecutive, Giulini investe 46 milioni sul monte ingaggi, cifra che è anche aumentata con l’arrivo di Nainggolan (stipendio pagato con la partecipazione dell’Inter).

I soldi non fanno la felicità, contano, aiutano ma talvolta le idee possono rovesciare i conti.