Pubblicato il: 14 gennaio 2021 alle 6:34 pm

Mercato musicale: il revival dei vinili Il vintage non passa mai di moda

Di Alessandra Orabona

Nell’epoca digitale, dove i contenuti multimediali e l’intrattenimento fluttuano nell’invisibile spazio di file e streaming, il settore musicale sta attraversando uno strano periodo di rinnovamento forzato. Ormai, gli antiquati CD hanno lasciato posto ai video su Youtube ed ai brani su Spotify. La possibilità di ottenere tutto e subito con un semplice click si traduce in una minore affluenza nei negozi di dischi e, di conseguenza, in un netto calo delle vendite per le case discografiche e gli artisti, costretti ormai a guadagnare esclusivamente con i live.

Uno scenario inimmaginabile pochi anni fa, quando i dischi erano all’ordine del giorno, mentre attualmente sono relegati a mero supporto fisico destinato ai pochi collezionisti nostalgici. Paradossalmente se i Compact Disc sono considerati obsoleti, i vinili sono tornati di moda, soprattutto nel Regno Unito e in America. Non è raro, infatti, trovarvi negozi di musica specializzati nella vendita di vinili, spesso degli artisti più famosi. Ma a cosa si deve questo ‘revival’?

In parte al genere DJing, una disciplina che crea brani innovativi attraverso il “mix” di altri preesistenti. Da qui il ritorno dei vinili, spesso utilizzati con le turntable dei DJ. Un’altra ragione può essere rinvenuta nella moda ‘vintage’. Eppure, il motivo principale resta il gusto per il romantico e la miglior qualità del suono, arricchito dal piacere estetico che può regalare la visione del braccio che accompagna la puntina sulla lacca nera del disco roteante. E se in precedenza il vinile aveva raggiunto prezzi proibitivi, al giorno d’oggi sono disponibili diversi modelli alla portata di tutti, come quelli a forma di valigetta portatile.

Il ritorno al passato non è, però, sempre un bene. Le tecniche di produzione e le macchine che stampano vinili, infatti, sono rimaste le stesse adoperate negli anni ’70, per cui producono il medesimo impatto ambientabile, insostenibile per il nostro pianeta all’epoca come adesso. Ma gli stessi dischi sono quanto di più anti-ecologico possa esistere, essendo ancora fatti in PVC, un composto chimico che potrebbe essere riciclabile, se non fosse che farlo ha dei costi molto elevati, e metalli pesanti, polveri sottili, o addirittura diossina, che, se sprigionati, possono provocare gravi rischi per la salute di chi viene a contatto con queste sostanze.