Pubblicato il: 6 febbraio 2021 alle 1:04 pm

Laceno, c’era una volta la regina delle nevi Un impianto da rilanciare, la struttura, ora, è di proprietà del comune di Bagnoli Irpino

di Emanuele Carullo

Il 29 Luglio 2020 la Regione Campania ha stanziato quasi 13 milioni di euro per l’adeguamento e la sostituzione degli impianti di risalita del Laceno.

Ad oggi nessun intervento è ancora iniziato, ma tutti gli amatori sperano che l’unica stazione sciistica campana possa riaprire presto.

Gli impianti sono infatti stati chiusi il 21 maggio 2017 inizialmente per dei lavori di adeguamento, ma il 17 novembre dello stesso anno, il comune di Bagnoli Irpino ha notificato alla società Giannoni, storico proprietario dell’impianto sciistico, l’atto di sgombero.

Dopo un anno di battaglie legali, nel settembre del 2018 il Tar di Salerno ha sentenziato, per via di alcuni cavilli burocratici, l’inammissibilità delle richieste della ditta Giannoni.

La struttura cambia, quindi, di proprietà, dopo che gli storici proprietari nel lontano 1969 avevano costruito il primo impianto di risalita.

A 50 anni dalla loro inaugurazione, tutti sperano che gli impianti possano riaprire al più presto, tra questi c’è il presidente della UISP Campania (Unione Italiana Sport per Tutti), Ivo Capone: “L’attuale amministrazione di Bagnoli Irpino ha ereditato il problema della chiusura degli impianti sciistici, ma ora che ha ottenuto i fondi europei, spero che si impegnino per far partire i lavori di adeguamento al più presto. Noi come UISP abbiamo sempre organizzato manifestazioni, come “Innamorati della Neve”, per promuovere il turismo nella valle del Laceno, un turismo “mordi e fuggi” che abbiamo provato a tramutare in dei soggiorni più duraturi.

Come associazione di promozione dello sport abbiamo sempre dato massima importanza al Laceno, e continueremo, con la speranza che gli impianti sciistici possano aprire al più presto”.

Con l’insediamento della nuova amministrazione comunale sembrava che la matassa potesse essere sciolta, e che i lavori potessero partire, ma così non è stato. Bisognerà accelerare, altrimenti ci potrebbe essere l’intervento della regione Campania.