martedì, Ottobre 19, 2021
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Lampara: la tecnica di pesca più romantica e scenografica

Di Alessandra Orabona

Il Golfo di Napoli al calar del sole e fino all’alba è agghindato da decine di luci all’orizzonte. Uno scenario romantico, se non fosse che si tratti del preludio della pesca con le lampare, una tecnica di cattura professionale che si basa sull’utilizzo di una fonte di luce che illumina la zona sottostante l’imbarcazione per attirare le prede.

Solitamente, è il miglior metodo per pescare totani e calamari ma è anche utilizzato per catturare sardine e acciughe. La luce, infatti, attirando la “minutaglia”, richiama a sua volta i molluschi, che si gettano a flotte sul branco.

Tuttavia, questo tipo di sistema è vietato nella pesca sportiva. Pertanto, in alternativa è possibile ricorrere ad altri metodi, come “calare” in mare sacchetti di pastura tritata (solitamente a base di sardine e farine varie) a rilascio lento: aumentando la concentrazione di minutaglia facilmente arriveranno anche i calamari.

La pesca al calamaro comincia nelle ore successive al tramonto sino a notte fonda. Per praticare questa pesca sono da preferire canne corte dal vettino molto sensibile in modo da poter agitare in acqua la nostra esca finta.

Le esche utilizzate sono le “Totanare” che nel tempo si sono evolute cambiando peso, forma e colore: in passato erano composte da un pezzo di pesce salato legato ad una lenza, mentre al giorno d’oggi hanno assunto le sembianze di un crostaceo o di un pesce che, avvicinato ad una fonte luminosa prima di essere “calato” in acqua, diventa fosforescente e facilmente riconoscibile.

Una volta fatte affondare le esche fino al fondo si procederà ad un’azione di spinning per la risalita dell’esca, applicando degli strattoni molto delicati in modo da imprimere un movimento ‘veritiero’ alla totanara. Il calamaro, riconoscendolo come preda, si attaccherà all’esca rimanendo ‘tradito’ dagli ami che la circondano alla base. Nel momento in cui la nostra preda verrà allamata bisognerà procedere ad un recupero veloce, ricorrendo all’ausilio di un gaudino una volta in superficie per evitare che possa slamarsi scuffiando.

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