sabato, Luglio 2, 2022
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Come riconoscere un buon vino prima di assaggiarlo

Di Alessandra Orabona

Per scegliere un buon vino, può essere utile imparare qualcosa in più sulle diverse tipologie e sulle etichettature delle bottiglie. In Italia le principali differenze sono segnate dalla stretta correlazione con il territorio di coltivazione delle uve. In base a questo criterio le principali categorie di vino sono quattro:

  • vino cd. da tavola: si tratta di vini prodotti senza particolari vincoli di territorialità o tipologia di vitigno ma pur sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Perciò, la denominazione può trarre in inganno ma solo per questo non bisogna dubitare della qualità di questo tipo di vino, prima di conoscerne la cantina. Sull’etichetta deve essere riportata la ragione sociale dell’imbottigliatore, mentre l’indicazione del colore e dell’annata è facoltativa. Quando i vitigni sono di origine internazionale ed il vino è composto almeno per l’85% da una certa varietà d’uva, solitamente indicata sull’etichetta, si parla di vino varietale.
  • Vino ad Indicazione Geografica Tipica (IGT): tale classificazione può essere ottenuta solo osservando l’apposita normativa europea in materia di produzione. È obbligatoria l’indicazione sull’etichetta dell’azienda imbottigliatrice ed è legittimo specificare il territorio di provenienza, il vitigno, il colore e l’annata. Nelle regioni caratterizzate da bilinguismo la sigla IGT può essere sostituita da altre denominazioni: si pensi a “Vin de pays” in Valle d’Aosta oppure “Landweine” per i vini prodotti in provincia di Bolzano. L’Italia vanta 118 denominazioni IGT.
  • Vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC): garanzia di alta qualità, questo riconoscimento può essere vantato solo da vini che, dopo aver mantenuto per almeno cinque anni la denominazione IGT, abbiano superato la valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche da parte di un team di esperti. La dicitura assicura anche la certezza sulla zona, sul vitigno di provenienza e sul rispetto della normativa di riferimento in tutte le fasi di produzione. In Italia sono ben 341 i vini con marchio Doc.
  • Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG): tale sigla, riservata a poche tipologie di vino che hanno mantenuto per almeno dieci anni la denominazione DOC, è sinonimo di pregio sotto il profilo della valutazione sensoriale. Per ottenerla non solo devono essere osservate puntualmente una serie di procedure ma devono anche essere superati diversi controlli sia nella fase di produzione in vigna sia in quella di imbottigliamento. In Italia ad oggi è stata assegnata a 74 prodotti.
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