La carta virtuale, la giusta risposta alle truffe online Può essere l' arma per combattere efficacemente gli imbrogli sul web

di Mario Sorbo

Tutti quanti, soprattutto in questo periodo post Covid, hanno avuto necessità ed ancora ne avranno di fare acquisti online. La possibilità di poter comprare di tutto a distanza è di una comodità smisurata, dando la chance a chiunque di poter acquistare anche un qualcosa di lontanissimo dalla propria abitazione. Il tutto, poi, senza muoversi da casa, ricevendo la merce direttamente al proprio indirizzo. Ed è proprio per lo sviluppo disarmante che hanno avuto i canali internet che le truffe online sono aumentate considerevolmente, colpendo sempre più spesso i malcapitati di turno che hanno fatto acquisti sul web con le proprie carte.

La carta prepagata

Per questo genere di operazioni, ovviamente, è assolutamente sconsigliato mettere su internet i dati delle proprie carte bancomat o di credito, facilmente clonabili dai truffatori online che potrebbero mettere le mani sui codici e quindi far loro il tesoretto presente su di esse. Pertanto, la giusta soluzione non può che essere la carta prepagata, o ricaricabile: una tessera vuota che noi, appunto, ricarichiamo di volta in volta solo ed esclusivamente con la cifra necessaria per fare il nostro acquisto online. Così facendo, seppur dovesse essere clonata, non metteremmo a rischio nemmeno un centesimo del nostro patrimonio. E se ci fosse un metodo ancora più sicuro ed efficiente?

La carta virtuale

Questo metodo non può che essere riallacciato alla carta virtuale: una carta creata stesso dal sito internet o dall’app della banca che si collega ad una nostra carta principale ma che genera, addirittura, nuovi dati, rendendo dunque le tessere madri completamente immuni da clonazioni. Queste, inoltre, non devono essere ricaricate, verrebbe dunque a meno anche il canone della prepagata, così come i costi dell’operazione per spostarci al di sopra il denaro.

Le caratteristiche

La carta virtuale, creabile soltanto dalle tessere di ultima generazione (bancomat, prepagate o credito che siano) danno la possibilità al cliente di avere una carta fittizia con dei dati del tutto inventati, utili però per fare gli acquisti online. La carta non va ricaricata, dunque, ma va soltanto scelto l’importo massimo spendibile con la stessa. I soldi, quindi, non vengono materialmente spostati su di essa ma viene soltanto delineato un tetto massimo oltre il quale non è possibile andare. La carta virtuale, poi, può essere usa e getta (valida per un singolo acquisto) o di durata (valevole per un arco temporale prestabilito), evitando così al cliente di dover ripetere più volte l’operazione di creazione. Infine, dopo aver fatto i relativi acquisti con le carte virtuali, queste possono anche essere bloccate e quindi eliminate, cancellando così ogni collegamento possibile alla carta principale. Inutile dire che, se la carta virtuale viene creata da un bancomat avrà quelle caratteristiche, mentre se creata dalla credito quelle di quest’ultima. I rimborsi eventuali, poi, saranno direttamente trasferiti sulla carta principale, anche se la virtuale dovesse cessare di esistere. Beh che dire: quale comodità maggiore di questa per fare in tutta tranquillità i nostri acquisti online?

Carta di credito o carta di debito? Che confusione! I clienti delle varie banche spesso non ne conoscono davvero la differenza

di Mario Sorbo

Carta di credito o carta di debito? Intorno a queste parole date alle singole carte che la banca rilascia ai proprio clienti c’è tanta, tantissima confusione che spesso porta le singole persone a non sapere esattamente di quali strumenti si è in possesso, dando anche informazioni errate durante i pagamenti. Perché questo succede? Probabilmente per la disinformazione che viene prodotta nella vita quotidiana, dove spesso e volentieri le carte di credito si confondono con le carte di debito e viceversa. Scopo di questo articolo fare chiarezza sulla situazione, analizzando le differenze dei due strumenti finanziari.

Carta di credito 

La carta di credito prende questo titolo in quanto, quando rilasciata dalla banca, il cliente ha a disposizione un plafond (quindi una sorta di credito appunto) da poter utilizzare a proprio piacimento ogni mese, ricaricabile alla fine dello stesso. Non fa fede, dunque, al budget del conto corrente ma ha una vita propria, con una soglia di spesa massima mensile imposta dalla banca in base alla classe di merito del cliente in questione. Questa tipologia di carta può essere utilizzata sia per noleggiare auto e moto (caratteristica esclusiva di questo strumento finanziario) ma anche per tutti gli altri pagamenti, rendendola universale e, dunque, adoperabile in tutto il mondo. Inoltre, le spese fatte con la suddetta non vengono addebitate istantaneamente sul conto corrente bensì il mese successivo, dando dunque la possibilità alle persone di potersi permettere una spesa in più in un mese difficile da rimborsare poi in un secondo momento. Questo è il motivo per il quale viene preferita dai negozianti, soprattutto in fase di abbonamento, avendo la certezza di non poter trovare un conto corrente scoperto quando poi si va ad effettuare il pagamento in questione. Infine, la carta di credito si muove sui circuiti internazionali Mastercard e Visa, rendendola, come già detto sopra, adoperabile in ogni circostanza.

Carta di debito 

La carta di debito, in gergo comune “bancomat“, è invece una tipologia di strumento finanziario del tutto diverso: non si possono fare acquisti online (se non con quelli evoluti di ultima generazione) e le spese fatte con quest’ultima vengono subito addebitate sul conto corrente. E’ la carta tradizionale con la quale si fanno i prelievi allo sportello Atm e che, bene o male, davvero tutti hanno. Rispetto alla carta di credito, infatti, non bisogna necessariamente dimostrare di avere delle entrate fisse mensili, siccome si potrà usare esclusivamente per i soldi che si hanno a disposizione. Motivo per il quale può essere respinta, appunto, quanto c’è uno scoperto. Inoltre, di solito è utilizzabile in Italia, difficilmente in Europa e mai in tutto in mondo (salvo sempre alcuni modelli particolari), con il circuito Maestro che si limita, appunto, al territorio nazionale.

In aumento le truffe online Numeri impressionanti dalla diffusione dell'epidemia

di Mario Sorbo

Le disgrazie non vengono mai da sole e mai come questa volta non si può proprio dire il contrario: il capitolo legato alle truffe online ha iniziato a scrivere, con costanza, le sue “migliori pagine”, con il Covid-19 che ha spianato la strada a questo nuovo percorso che la criminalità ha deciso di intraprendere. Inutile sottolineare come il ramo più colpito sia sicuramente quello bancario, con tantissimi clienti che hanno visto portarsi via dai propri conti correnti i risparmi di una vita, perdendo la possibilità di intravedere un futuro roseo e pieno di aspettative.

Gli strumenti: phishing e smishing

Le truffe online continuano a basare la propria strategia sui phishing e smishing che risultano essere le migliori armi per aggirare i clienti ed ottenere le loro credenziali. I primi fanno riferimento ad email sospette con dei link all’interno che riportano poi alla schermata della propria banca di riferimento; qui, una volta inseriti i propri dati bancari, si dà il via libera al truffatore di potersi muovere liberamente, svuotando letteralmente il conto del malcapitato. I secondi, invece, fanno riferimento agli sms che le persone possono ricevere, contenenti sempre link che riportano poi alla medesima procedura. La cosa incredibile, per la quale molte persone cadono in trappola, è che queste email ed sms risultano essere inviate proprio dall’intestazione della banca di riferimento, inducendo la vittima ad essere sicura di quello che sta facendo. Il tutto condito poi dal secondo passaggio che consegna proprio le chiavi della banca in mano ai truffatori: il cambio del numero di cellulare.

L’importanza del numero di cellulare 

Il numero di cellulare risulta essere un dato non solo sensibile ma anche fondamentale per la sicurezza del cliente, motivo per il quale non è possibile modificarlo direttamente dalla propria posizione bancaria. Tramite lo smartphone, infatti, si dà il consenso alle varie operazioni bancarie ed i truffatori, con i soli codici di accesso, non potrebbero compiere così i misfatti escogitati. Pertanto, una volta ottenuta la posizione bancaria della vittima, ecco che quest’ultima viene chiamata proprio dal truffatore che, ovviamente, finge di essere un dipendente della banca. Facendo credere di bloccare operazioni di frode online, si fanno consegnare il codice che la persona riceve via sms per avere così il via libera definitiva al conto del cliente. Una strategia subdola quanto efficace che induce molti in errore, soprattutto perché svolta accuratamente in ogni minimo dettaglio.

Come fare allora per evitare tutto questo?

Tutti i messaggi e le email contenenti link all’interno non vanno assolutamente prese in considerazione: la banca non invierà mai e poi mai pagine internet che richiedono, poi, dei dati personali. Ogni istituto di credito sta portando avanti delle campagne proprio per prevenire questi misfatti, nella speranza che i clienti possano così difendersi, anche da soli, da questi attacchi di spam ai quali ognuno di noi è sottoposto ogni giorno.

Ma perché questo incremento?

La risposta a questa domanda viene un po’ da se: non potendosi più muovere liberamente per le strade ecco che i truffatori hanno deciso di agire diversamente, tramite chiaramente il mondo di internet. Numeri da capogiro caratterizzano il fenomeno delle truffe online, con migliaia di casi ogni giorno e con percentuali triplicate o addirittura quadruplicate in metà anno rispetto anche soltanto allo scorso intero. Un fenomeno impossibile da eliminare ma possibile da contenere. Come? Facendo prevenzione ed evitando di cadere nelle trappole tese dal nemico.