Le 10 cose che non possono mancare nella valigia per un viaggio culturale E tu invece.....a cosa non potresti rinunciare per il tuo viaggio?

Di Sharon D’Agostino

Il turismo culturale si concretizza dietro al concetto di patrimonio.
Il turismo culturale comprende, oltre alla visita di siti storici e culturali, l’opportunità di godere dei successi umani passati. Visitare questi luoghi diventa così oggetto di ammirazione, e riscoperta del passato dei nostri antenati.
Il patrimonio storico-artistico non solo delle città, ma anche dei piccoli centri urbani sparsi in tutto il territorio nazionale e regionale, è un ottimo requisito che consente di indirizzarsi con successo verso questa motivazione.
Non a caso le attrattive storico-culturali risultano essere il primo fattore del flusso turistico proveniente dall’estero. Occorre però considerare che ad attirare il popolo dei turisti culturali, non c’è solo un interesse specifico per la visita di monumenti, chiese, musei e siti storici e archeologici, ma anche una motivazione più ampia che spinge a cercare di vivere il fascino della città e dei luoghi d’arte.
Ma, buona parte dei turisti culturali non è alla ricerca dell’arte, ma dell’atmosfera della città e dei luoghi d’arte.
Affinché un viaggio culturale si svolga nella maniera più adeguata, ci sono le 10 cose che ad un turista non dovrebbero mancare:

1 Macchina fotografica, nel bagaglio di un vero viaggiatore è un oggetto immancabile in quanto ci sono tanti i luoghi da scoprire, molti momenti che vorrai immortalare e di cui vorrai avere un ricordo tangibile.

2 scarpe comode per escursioni e giri turistici, aiuterà il turista a girare i luoghi storici con comodità senza stancarsi di camminare o salire ripide salite.

3 mappa, che non può mancare nel bagaglio di un viaggiatore, infatti, potrà avere una panoramica generale dei luoghi che ancora deve visitare, ma sarà anche un modo per condividere con gli amici che la vedono consigli, suggerimenti e qualche aneddoto divertente.

4 libro, che aiuterà al turista a non pensare al tempo che rimane per raggiungere la destinazione, e magari un libro se c’è che da indicazioni sul luogo di destinazione per scoprire quali sono curiosità e cosa vale di più la pena visitare.

5 cuscino da viaggio, soprattuto quando si affrontano lunghe ore in volo bisogna stare comodi: per questo un valido aiuto arriva dai cuscini che si mettono intorno al collo;

6 tenda da campeggio, viaggiare in tenda è un’esperienza certamente fuori dagli schemi tradizionali del viaggio, che richiede una grande dose di adattabilità e un grande senso dell’avventura, e soprattutto di vivere in una dimensione più autentica i luoghi che si visitano, a contatto con il meglio che la natura può offrire nel mondo.

7 beauty, soprattutto se sei in partenza per un viaggio lungo, magari itinerante, avrai il dubbio su quale accessorio da viaggio portare nel tuo beauty case per portare con se tutti gli accessori necessari per la cura della pelle, e per la pulizia.

8 adattatore per corrente, perché viaggiare senza adattatore in un paese che ha prese elettriche diverse dall’Italia significa non poter usare il proprio phon o qualunque altro apparecchio che necessita di essere collegato alla rete elettrica. Significa anche non poter ricaricare i vostri dispositivi elettronici come smartphone, tablet o macchina fotografica digitale.

9 Minuscole, comode e tascabili. Ecco le cuffie Bluetooth che servono per un viaggiatore. Basta estrarre gli auricolari dal case di ricarica e si collegheranno automaticamente al tuo telefono, per godersi in viaggio in compagnia di un’ottima musica.

10 zainetto, perché pensiamo di poter usufruire di una quantità di accessori minore, riesca a far capire meglio al viaggiatore professionista quali siano davvero “gli indispensabili” e quello che, invece, può tranquillamente rimanere a casa.

Come promuovere una destinazione turistica Molto è cambiato negli ultimi vent'anni

Di Sharon D’Agostino

Ogni destinazione ha delle peculiarità che la rendono unica e appetibile per uno o più target di turisti. È fondamentale identificare i plus dell’offerta e i segmenti di turisti potenzialmente interessati a quei plus per definire una strategia di comunicazione efficace volta a promuovere il brand di destinazione e a favorire la migliore occupazione delle strutture ricettive.
Per poterlo fare è necessario mettere in campo gli strumenti idonei: un piano marketing pluriennale, un sito web efficiente e un sistema di prenotazione in grado di supportare le strategie di marketing.
Ogni struttura tende a curare il proprio orto e a difenderlo dagli attacchi dei vicini. Questa impostazione è però fondamentalmente sbagliata. È necessario cambiare questa visione in modo radicale e comprendere che, oggi, la competizione non è più tra singole strutture all’interno di una destinazione, ma tra destinazioni. È necessario fare squadra e unire gli sforzi per promuovere e valorizzare un territorio, per intercettare e portare nuovi flussi turistici con benefici per tutti gli operatori.
Se fino a 20 anni fa i costi di trasporto influivano in modo notevole sulle scelte di vacanza, oggi non è più così: partire da Berlino per andare a Rimini, a Mallorca o a Santorini, ha lo stesso costo. Significa che una singola struttura di Rimini oggi compete con un hotel suo vicino, ma anche con un hotel di Mallorca e uno di Santorini. In questo contesto lo sforzo da sostenere per la singola struttura è inaffrontabile. Unire le forze, anche economiche, per presentarsi con un forte brand di destinazione, rende più agevole la competizione in un mercato ampio in cui è ancora possibile ritagliarsi la propria fetta di clientela.
Non sempre, ma in molti casi formazione e informazione possono contribuire a risolvere i gap culturali e a rimuovere i blocchi e le paure delle singole strutture. Inoltre, siamo dell’idea che la promozione del territorio non possa prescindere da un profondo coinvolgimento di tutti i soggetti che il territorio lo vivono. Coinvolgere i cittadini, oltre che le strutture ricettive, è un ottimo modo per creare una strategia di promozione realmente sostenibile e che faccia ricadere i benefici economici su tutto il territorio. Un cittadino coinvolto diventa esso stesso veicolo di marketing del territorio, amplificatore della comunicazione dello stesso.

Risparmiare tempo per ri-scoprire i negozi Sytapp, il marketplace di vicinato

Di Sharon D’Agostino e Flavia Perrella

In un momento storico in cui i negozi sono sempre più schiacciati dal peso dei gradi colossi dell’e-commerce si fa strada Sytapp, una vetrina digitale per le piccole e medie imprese che geo-localizza le offerte più interessanti per l’utente portandolo a completare il processo di acquisto all’interno del negozio.
La modalità di ritiro, è rapida e veloce, in quanto, mostrando il codice di acquisto l’utente finale per saltare le interminabili file.

La fusione dell’online ed offline danno vita ad un servizio innovativo in grado di migliorare l’esperienza di acquisto del consumatore finale, ma non solo!
Il vantaggio, è soprattutto per le piccole imprese di quartiere ed i professionisti che hanno bisogno di farsi conoscere nella loro zona. Utilizzando Sytapp, infatti, hanno l’opportunità di proporsi in rete a un prezzo concorrenziale e di intercettare una platea molto vasta di utenti che possono cercare, confrontare e valutare prodotti e servizi identificando quelli che si trovano nelle immediate vicinanze e scegliendo se ordinarli prima di recarsi fisicamente negli store, oppure acquistarli e riceverli a casa.

Sytapp promuove il commercio tradizionale coniugandolo con le nuove tecnologie digitali, al fine di contrastare la desertificazione dei centri urbani riportando le persone direttamente nei negozi e ripristinando l’incontro tra il consumatore e l’impresa che commercializza i prodotti e/o servizi.

Tra le principali potenzialità dello store virtuale di Sytapp, vi è la creazione da parte del merchant di un catalogo dei prodotti disponibili presso i negozi e la possibilità di attivare offerte personalizzate. Si tratta di un vantaggio non da poco per garantire ai consumatori un servizio efficiente e costantemente aggiornato.

Altro aspetto distintivo del negozio virtuale creato all’interno del marketplace Sytapp è legato alla visualizzazione dei prodotti presenti nell’app, in quanto essi corrispondono alla reale disponibilità di magazzino. Tutti i prodotti e i servizi presenti sono realmente disponibili nel negozio fisico, e ciò implica che le esigenze del consumatore finale sono soddisfatte in tempo reale.

Sytapp è lo strumento che i commercianti aspettavano da tempo per ristabilire quel rapporto di fiducia con il consumatore ormai sempre più incrinato dal commercio digitale compulsivo che ha provocato la chiusura di molti negozi e distrutto economie e migliaia di posti di lavoro.

L’impatto Covid-19 sul settore turistico Si rischia una stagione con più costi e meno ricavi

Bonus vacanze, come funziona e chi può accedere (e le polemiche)

Di Sharon D’Agostino

L’emergenza COVID 19, sta impattando in maniera considerevole sui bilanci delle imprese italiane.

L’impatto è dovuto soprattutto al calo della domanda, che ha colpito alcuni settori prima ancora che scattasse l’emergenza in Italia. In particolare, il comparto alberghiero/turistico è tra quelli che ne ha risentito, e ne risente di più.

Il COVID, ha determinato il totale blocco delle attività, soprattutto delle aziende di medie grandi dimensioni. Queste aziende, sviluppano fatturati di inoltre 30 miliardi di euro, e dunque sarà difficile per loro ripartire in quanto sono dinanzi ad una discesa di fatturato ma ad un aumento dei costi, basti pensare alle spese di sanificazione o anche alla riduzione del 50% di persone nelle strutture alberghiere e quelle di ristorazione in termini di coperti. Dunque, aumentando il rischio d’impresa, non si fanno più investimenti e ciò comporta una deflazione.

Si sostiene, che la ripresa sia più repentina per le attività di ristorazione, mentre più lenta per il settore alberghiero, ma in realtà, il COVID arriva in un momento dove già gli alberghi tradizionali crescevano meno di altre iniziative come il take-way o la fornitura di alloggi per brevi soggiorni, dunque ha peggiorato un’economia che già di uso presentava una ridotta capacitò di spesa degli individui.

Ma allora il problema è capire come ripartire in fretta limitando col tempo il rischio di contagio. Prendiamo in considerazione l’idea di: rafforzare l’offerta turistica nei punti scoperti, utilizzare al meglio la tecnologia con l’accoglienza telematica, con l’implemento di dispositivi no-touch, ma soprattutto puntare sulla domanda interna degli italiani, che possono colmare il calo delle presenze straniere.

Quindi, sarà difficile formulare il bilancio 2020, rispetto a quello degli anni precedenti, perché l’ambiente esterno è in continuo mutamento, si rischia di avere una stagione che ha più costi e meno ricavi.

L’imprenditore sulla base di ciò, potrebbe agire o aumentando i prezzi, ma in realtà dovrebbe farlo in maniera graduale, corretta e chiara come dimostrazione di serietà, sicuro di fornire un prodotto o un servizio di qualità. Oltre a questo, l’imprenditore potrebbe decidere di non aprire come alcuni già hanno fatto, ma in realtà il blocco dell’attività potrebbe essere irreversibile in quanto ci potrebbe essere la perdita di risorse umane valide per l’azienda che la concorrenza non aveva, ma soprattutto genera la perdita di clienti. In quest’ultimo caso, ne risente l’immagine dell’imprenditore, in quanto egli dovrebbe essere sempre in grado di fronteggiare qualsiasi situazione ponendosi obiettivi di medio-lungo periodo.