Universitari, migranti, detenuti ed ex detenuti: ecco i “Messi” dell’Atletico Diritti Inizia la nuova stagione della squadra di calcio di Terza categoria che incarna i valori dell’inclusione sociale e della tolleranza

di Giuseppe Picciano.

Roma, 9 agosto 2017 – E’ iniziata ufficialmente la quarta stagione dell’Atletico Diritti, la squadra di calcio, composta da studenti dell’Università di Roma Tre e delle altre università romane, da migranti, da detenuti ed ex detenuti, Continua a leggere

Terzo settore, l’Emilia Romagna mette a punto la riforma E' tra la Regioni con il maggior numero di non profit. Intanto il Ministero annuncia nuovi incentivi fiscali

di Fabrizio Morlacchi.

Bologna, 7 Luglio, 2017 – Sono circa 40 mila gli enti no profit in Italia, 7 mila dei quali sono in Emilia-Romagna: 3.993 associazioni, oltre 3.000 organizzazioni di volontariato e 729 cooperative sociali. L’ Emilia-Romagna è tra le regioni in Italia con il maggior numero di istituzioni no profit e proprio per valorizzare questo patrimonio la Giunta regionale ha approvato un nuovo progetto di legge che anticipa alcuni aspetti contenuti nella riforma nazionale del settore, tra cui la semplificazione delle forme di rappresentanza e la razionalizzazione delle sedi, degli strumenti e delle modalità di confronto, che porteranno a una più agevole interlocuzione tra Enti locali e associazioni di volontariato, no profit e di promozione sociale. Si tratta, fanno sapere dall’ente, di un secondo tassello nella riforma del sistema, avviata nel 2014 con la legge regionale n. 8 che riuniva in un unico registro regionale tutti i registri provinciali.

Novità

Le principali novità introdotte dal progetto di legge riguardano la riorganizzazione di tre Organismi: Osservatori, Conferenze regionali e Organismi di rappresentanza territoriale. Vengono unificati l’Osservatorio regionale dell’associazionismo di promozione sociale e l’Osservatorio regionale del volontariato in un unico Osservatorio regionale del Terzo settore. Le Conferenze regionali, che costituiscono uno strumento di confronto e riflessione periodica sulle politiche riguardanti la promozione dell’associazionismo e del volontariato, vengono ricondotte ad un unico organismo, l’Assemblea regionale del Terzo settore. Infine, vengono abrogati i Comitati paritetici provinciali – composti da rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte nel registro regionale – che sono sedi di confronto, proposta e verifica a livello locale. A seguito del superamento delle province si è reso necessario superare questi organismi a favore di altre forme di rappresentanza unitarie (quindi valide per tutto il Terzo settore) autonomamente costituite, che diventeranno l’interlocutore degli Enti locali sui temi della programmazione delle politiche di interesse del Terzo settore, in particolare in ambito sociale.

Il quadro

L’Osservatorio regionale sull’Economia sociale fornisce un quadro dettagliato della situazione. Le Cooperative sociali: 729 cooperative iscritte all’albo, di cui 399 che si occupano della gestione dei servizi socio-sanitari e formativi, 142 dedicate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei settori: industria, commercio, servizi e agricoltura, 138 di tipo misto. I principali settori di attività sono l’assistenza domiciliare e residenziale; 50mila occupati; 881 milioni di euro il valore medio annuo della produzione, 835 milioni di euro i ricavi, 852 milioni i costi. Quasi 1.800 i lavoratori svantaggiati inseriti nelle Coop B.

Associazioni di promozione sociale: 3.993 le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri; 1,12 milioni le persone coinvolte; 248,9 milioni di euro le entrate. I principali settori di attività sono cultura, sport e attività ricreative.

Organizzazioni di volontariato: 3.077, con 40mila i volontari saltuari, 940mila i cittadini volontari iscritti, 90mila i volontari soci attivi. I settori più rilevanti in cui operano sono sanità e assistenza. 250 milioni di euro la movimentazione finanziaria, 100 milioni la dotazione finanziaria, 2mila le persone retribuite.

La riforma del governo

Di recente, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ricordato che la riforma del Terzo Settore in Italia “riguarda più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e che coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario”, che l’obiettivo è “il superamento della frammentazione e dell’opacità dei troppi registri oggi esistenti: l’accesso al Fondo progetti, al cinque per mille, agli incentivi fiscali sarà possibile solo attraverso l’iscrizione al Registro” e, infine, che “la nuova normativa mette a disposizione del Terzo Settore risorse pari a 190 milioni che saranno investite in nuovi incentivi fiscali, nella nascita di un Fondo progetti innovativi, nello sviluppo del Social bonus, nel lancio dei Titoli di solidarietà, oltreché in un incremento della dotazione del Fondo per il Servizio Civile”.

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