Cresce l’interesse per le Città d’Arte emiliano romagnole e italiane come destinazioni di Wedding Tourism La conferma giunge dalla XXIIa edizione della Borsa del Turismo delle 100 Città d’Arte alla quale parteciperanno professionisti che trattano esclusivamente mete di vacanza dove pronunciare il fatidico sì

di Giulio Caccini.

Bologna, 19 Maggio 2018 – Ancora in crescita l’interesse mostrato dai turisti nei confronti delle Città d’Arte emiliano romagnole, secondo un trend iniziato nel 2014. Secondo l’indagine del Centro Studi Turistici (CST) di Firenze per conto di Confesercenti Regionale, lo scorso anno si è registrato un incremento del +7,1% negli arrivi Continua a leggere

Marzamemi: il borgo marinaro arabo tra i più belli d’Italia Un salotto sul mare nella magica Sicilia. La località è stata scelta da registi come Salvatores, Tornatore e i fratelli Taviani per ambientarci i loro film. Per l'unicità del suo paesaggio ambisce al riconoscimento Unesco

di Giulio Caccini.

Palermo, 29 Aprile 2018 – Scenario di film e spot pubblicitari in questi ultimi anni come non mai, il borgo di Marzamemi, complici anche le indagini tanto amate del commissario Montalbano, sta conoscendo un successo inaudito. Gabriele Salvatores lo scelse per Sud, i fratelli Taviani per Kaos, Pasquale Scimeca per I Malavoglia, Giuseppe Tornatore per L’uomo delle stelle. Continua a leggere

S. Marco dei Cavoti, un angolo di Provenza in Campania Il borgo in provincia di Benevento è conosciuto nel mondo come “il paese del torrone e del croccantino” e per il Museo degli orologi da torre

di Vittoria Maddaloni.

Benevento, 21 Aprile 2018 – Con l’arrivo della primavera, complici la luce intensa e il clima finalmente più caldo, abbiamo tutti voglia di risvegliare corpo e spirito, uscire, muoverci, soprattutto all’aria aperta. E allora partiamo alla scoperta di luoghi Continua a leggere

Turismo, la Toscana punta su due milioni di presenze in più Le proiezioni 2018 indicano un aumento di circa il 4% di arrivi nella regione in tutto il 2018. Soddisfatti gli operatori per i quali la promozione è affidata ai social

di Fabrizio Morlacchi.

Firenze, 10 Aprile 2018 – Da un lato il boom che ha fatto registrare Firenze, insieme alle altre città d’arte della regione, negli ultimi anni. Dall’altro la consapevolezza che puntare su caratteristiche come cultura, storia e paesaggio può risultare vincente Continua a leggere

A Milano due secoli sui pedali con la mostra ‘The Bicycle Reinassance’ Nel Palazzo della Triennale la trasformazione e la rinascita della bicicletta a 200 anni dalla sua creazione. Tra i modelli esposti anche la Corinto Chrome di Taurus

di Pierluca Mandelli.

Milano, 28 Febbraio 2018 – Dall’aprile del 2017 la Taurus, la storica azienda di Gallarate che quest’anno spegne 110 candeline, ha conosciuto una nuova vita. Già famosa in tutto il mondo per le bici che hanno rappresentato un orgoglio del Made in Italy, Continua a leggere

Il complesso degli Incurabili fu un ospedale di eccellenza con annesso ufficio interpreti per malati stranieri La struttura risale al 1521, luogo di cura (all'avanguardia in quell'epoca) per i casi più difficili. La scopriamo seguendo le tracce del racconto di Salvatore Di Giacomo, medico mancato

di Vittoria Maddaloni.

Napoli, 11 Febbraio 2018 – L’occasione è offerta dalla recente riapertura della Cappella dei Bianchi della Giustizia, gioiello di architettura e importantissima testimonianza storica inglobato nel complesso degli Incurabili.

La storia del complesso, che si trova tra Via Maria Longo e Via Domenico Capozzi, sulla collina degli Incurabili – il luogo dell’Acropoli greca e, secondo alcuni storici, anche della tomba della Sirena Partenope –  comincia nel 1521, quando Maria Lorenza Longo, nobildonna catalana guarita dopo un pellegrinaggio a Loreto, fondò per un voto fatto l’Ospedale degli Incurabili. Il sito è stato descritto seguendo le tracce dell’articolo di Salvatore Di Giacomo, pubblicato nella raccolta “Luci e ombre napoletane” a inizio Novecento.

La struttura era destinata ai malati di sifilide. A Napoli la malattia era stata portata dall’esercito del re francese Carlo VIII (per questo motivo la sifilide fu detta anche “mal francese”, ma altrove “mal napolitain”) e poi si era diffusa nel resto dell’Italia e in Europa. Naturalmente l’ospedale era aperto anche alla cura di qualunque malattia e all’accoglienza dei poveri, ma il complesso rimase comunque associato per sempre agli “Incurabili”, il cui nome non indica l’ultima spiaggia per i moribondi ma, al contrario, un luogo di cura e di speranza per i casi più estremi e difficili.

Maria Longo fondò anche l’Ordine delle Francescane del Terz’Ordine, che a Napoli si chiamavano le “Trentatrè”, dal numero di religiose ospitate nel convento.

L’Ospedale degli Incurabili è legato ai nomi di molti santi e beati, che vi hanno lavorato come medici o religiosi, come San Gaetano Thiene, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Santa Giovanna Antida Thouret, il beato Ludovico da Casoria, il beato Bartolo Longo e San Giuseppe Moscati. Per secoli è stato il più importante e prestigioso ospedale del Regno ed uno dei più grandi ed antichi d’Italia, insieme ai grandi complessi di «Santa Maria della Scala» di Siena e al «Santa Chiara» di Pisa.

Il primo piano era dedicato agli uomini e il secondo alle donne, per un totale di 1500 posti letto. C’erano poi i vari reparti specialistici e un teatro anatomico dove si faceva lezione sui cadaveri (in quella sala il giovane studente Salvatore Di Giacomo, scioccato dalla pratica, pronunciò la celebre frase «Non farò mai il medico!»).

Gli Incurabili era un ospedale davvero di eccellenza e all’avanguardia per l’epoca: comprendeva perfino un ufficio interpreti per i malati stranieri, un macello, un forno per la panificazione, alloggi per i medici, la prima forma di assistenza alle madri che non potevano (o volevano) riconoscere i propri figli, che partorivano con un velo sul volto per garantirne la privacy, insomma un vero «campus».

La annessa Farmacia del ‘700 (sorta sull’antica spezieria alchemica del ‘500), è stata per diversi secoli un punto di riferimento per il commercio dei medicinali di tutto il Sud Italia: qui che si realizzavano i farmaci  più rari e utili, ma anche la leggendaria Teriaca, bevanda alchemica la cui origine si perde tra storia e mito: intorno al I secolo a. C., Mitride,  ossessionato dalla paura di essere avvelenato, chiese al suo medico di corte di preparare un antidoto universale. A Roma Nerone restò affascinato dalla leggenda e volle farsi preparare il miracoloso medicinale dal suo medico Andromaco. Ma di che cosa era fatta la Teriaca? Carne di vipera femmina, catturata dopo il letargo invernale e proveniente dai Colli Euganei; oppio di Tebe;  cinnamomo, rabarbaro, mirra, balsamo orientale, gomma arabica, castoro, calcite e tanto altro ancora a seconda dei tempi e dei medici. Questo preparato guariva da avvelenamenti, febbre, emicrania, pazzia, dissenteria, obesità e poteva essere utilizzato, all’occorrenza, anche come viagra. La farmacia degli Incurabili era tra le pochissime ad avere il permesso di prepararla.

Accanto all’accesso settentrionale si trova la Chiesa di Santa Maria dei Bianchi, mentre a sud un ampio scalone porta all’ex monastero delle Convertite (oggi Museo delle Arti Sanitarie e di Storia della Medicina).

Successivamente, alla struttura originaria furono annessi anche l’Orto Medico e la chiesa e il chiostro di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli, dove si trovava la prestigiosa scuola di ostetricia, in parte distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.

La chiesa di Santa Maria dei Bianchi, detta anche dei Bianchi della Giustizia, venne costruita nel 1473 dall’omonima congrega fondata da San Giacomo della Marca che prendeva il nome dal colore dell’abito dei suoi adepti, il cui compito era di sostenere spiritualmente i condannati a morte. Nel 1799, incappucciati, accompagnarono al patibolo di Piazza Mercato anche i rivoluzionari napoletani, tra cui il medico Domenico Cirillo e Eleonora Pimentel Fonseca, come testimonia un celebre quadro. La congrega venne sciolta nel 1583 da re Filippo II, ma la chiesa venne modificata e restaurata nuovamente nel 1673 in stile barocco su progetto dell’architetto Dionisio Lazzari.

All’interno, opera particolare ed estremamente realistica è la “Scandalosa”, scultura che mostra le devastazioni provocate dalla sifilide sul corpo di una giovane donna: aveva lo scopo di distogliere le tante ragazze che si dedicavano alla prostituzione. Da vedere assolutamente anche una “Madonna con bambino” di Giovanni da Nola al centro dello spettacolare altare maggiore in marmo policromo, i grandiosi affreschi della volta e dell’abside, i lavori in legno degli artigiani napoletani.

neifatti.it ©

A Ischia sopravvive il Bar Internazionale di Maria, una “fabbrica di idee” ottocentesca copiata da Parigi Nato negli Anni ’50, il caffè nella piazzetta di Forìo è stato un ritrovo di intellettuali e di artisti come Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Elsa Morante, Truman Capote

di Valentina Grasso.

Napoli, 4 Febbraio 2018 – Sin dalla fine del Seicento le botteghe del caffè divennero centri di aggregazione informale e intellettuale. I caffè letterari hanno così ricoperto un ruolo di primissima importanza anche sotto un profilo culturale, permettendo l’incontro tra intellettuali e artisti. Continua a leggere

Una passeggiata nel Rione Sanita’ per respirare la Napoli di Totò Situato un po' fuori dai circuiti turistici più classici, il quartiere è un interessante testimone dello sviluppo di Napoli al di fuori del suo centro storico. Contiene in particolare magnifici palazzi e chiese del XVII e XVIII secolo e dà accesso alle catacombe della città e al cimitero di Fontanelle, testimoni del folklore funerario napoletano

di Vittoria Maddaloni.

Napoli, 28 Gennaio 2018 – Napoli, si sa, seduce col suo fascino multiforme arricchito dalla proverbiale genuinità di chi ci abita. Per avere un assaggio di napoletanità verace, non ci si può esimere da una passeggiata attraverso i quartieri popolari, Continua a leggere

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