Basket, Kobe Bryant nella Hall of Fame

Kobe Bryant, a 14 mesi dalla tragica scomparsa in un incidente in elicottero assieme alla figlia Gianna, è entrato nella Hall of Fame di basket. Nel corso della cerimonia ha parlato la moglie Vanessa: “Mi piacerebbe che mio marito fosse qui. Lui e Gigi meriterebbero di essere qui per vedere tutto questo. Ci sarebbe una lunga lista di persone da ringraziare che lo hanno ispirato e che gli hanno dato i mezzi per entrare nella Hall of Fame. Famiglia, amici, mentori, i Lakers, compagni e avversari”. Alla cerimonia ha partecipato anche Micheal Jordan.

Basket, una GeVi d’acciaio sbanca il Pala Carnera: Udine si arrende (64-71)

di Elio De Falco

Serviva un pronto riscatto dopo la sconfitta casalinga con Torino: la GeVi lo trova imponendo la terza sconfitta consecutiva negli scontri diretti all’APU Udine, superata anche a domicilio dopo i precedenti di Coppa Italia ed andata della seconda fase. 

Vittoria della difesa, ancora una volta, per una Napoli che accetta il punteggio basso ed anche qualche rischio, permettendosi di concedere spazio dall’arco ad una squadra che tira con il 48% dalla lunga distanza ma che, come intuisce coach Sacripanti, non è esattamente nella sua giornata migliore. 

Un azzardo, vero, ma la fortuna aiuta gli audaci, specialmente quando questi riescono a superare i ripetuti cambi di difesa di Boniciolli, altro tecnico extralusso per la categoria. 

Difesa e pazienza sono i mantra della formazione partenopea, brava a limitare le forzature e premiata con un match condotto per larghi tratti e portato a casa proprio dove si pensava che potesse soffrire lo strapotere fisico di Foulland e la scaltrezza dell’esperto Antonutti. 

LA CRONACA

Con Eric Lombardi ai box per l’infortunio al polso rimediato nella sfida casalinga con Torino, coach Sacripanti propone le twin towers sotto le plance. 

L’equilibrio è massimo nei primi minuti: le due squadre si sfidano alternando difese ed attacchi diversi volta per volta. Napoli cambia dalla zona alla difesa a uomo, talvolta mischiando entrambe in una match up; Udine risponde con zone miste come box and one o triangle and two che saltano inizialmente per la buona mira azzurra. 

Udine trova il sorpasso con Johnson nella seconda metà del primo quarto, ma viene riacciuffata prontamente dal minibreak di 5-0 firmato Mayo-Parks. 

Quest’ultimo fissa il 14-17 che chiude il primo quarto dopo un duello fisico senza esclusione di colpi con Italiano, con cui ha ancora un conto in sospeso dalla Coppa Italia. 

La seconda frazione di gioco non cambia molto il panorama: Napoli accetta la possibilità che Udine cerchi il canestro dalla lunga distanza, ma l’area è sigillata ermeticamente, con l’APU costretta ad un misero 2/11 al di qua dell’arco. 

E gli azzurri non si perdono d’animo nemmeno quando Mobio trova il pari con la bomba dal gomito: Iannuzzi si prende di forza il duello nel pitturato con Pellegrino e riporta al comando gli ospiti, capitan Monaldi si veste da cecchino e fa volare la GeVi a +10 con due triple assistite da Mayo. 

La reazione di Udine c’è: Johnson accorcia subito, gli risponde Mayo, sempre dalla lunga distanza, ma l’assalto finale, concluso da Amato che trova il fondo della retina quasi dal tavolo degli ufficiali di gara, permette ai padroni di casa di rientrare in partita prima dell’intervallo (31-35). 

L’APU rientra dagli spogliatoi con grande convinzione e piazza il sorpasso con Johnson che dà inizio al parziale di 6-0 segnando, e lo conclude servendo Foulland al termine di una grande azione da pick ‘n roll. 

La GeVi, però, non si scompone: pareggio firmato Iannuzzi e sorpasso di Mayo dalla lunetta, conseguenza di un eccesso di proteste di coach Boniciolli che gli arbitri decidono che è il momento di punire. 

Gli azzurri cominciano a dominare a rimbalzo offensivo, complice anche uno Zerini a tratti ubiquo, ma Mayo s’incaponisce al tiro pesante senza successo; Amato controsorpassa, ma non ha fatto i conti con Iannuzzi, ispirato quando affronta l’APU, e, soprattutto, Monaldi, il cui cuore di capitano restituisce la testa della gara con la bomba frontale del +3 (46-49). 

Ma Dominique Johnson non ha vinto l’Europe Cup, in maglia Reyer Venezia, per caso: Uglietti prova a togliergli anche l’aria, la guardia statunitense lo sbilancia e piazza la tripla del pareggio con cui si va all’ultima pausa. 

La GeVi sfrutta i pochi istanti di riposo concessi da coach Boniciolli ai suoi due stranieri per piazzare il primo strappo: Zerini impone la sua legge sulla metà campo avversaria e piazza una tripla ed un canestro da sotto per il +6 Napoli. 

Udine non si arrende, graziata anche dalla serata storta di Marini: Nobile riesce, con fatica, ad accorciare dall’area, ma ancora Monaldi si alza dal perimetro per una tripla che potrebbe decantare le sorti dell’incontro, non basta ad abbattere un’APU che ci crede sul serio e ricuce fino a rientrare ad un solo possesso di distanza. 

Serve un nuovo accorgimento tattico di Sacripanti a regalare il momento giusto per la fuga decisiva che vede protagonista Parks, apparso un po’ sottotono nella prima parte di gara: la sua tripla fissa il +10 che chiude i giochi, il resto sono solo punti buoni per le statistiche individuali, finisce 64-71. 

IL COMMENTO

Difesa e pazienza, pazienza e difesa. Ancora una volta, non è la miglior serata possibile al tiro per la GeVi, ma ciò non determina un risultato negativo. 

Se, contro Torino, la frustrazione per le conclusioni sbagliate aveva portato ad affidarsi irrazionalmente a Mayo, al Pala Carnera gli azzurri non perdono la calma anche quando Udine prova a prendersi l’inerzia della gara. 

Partendo da una difesa che premia l’azzardo tattico di coach Sacripanti, che decide di concedere il tiro da fuori in cambio di un’area sostanzialmente off limits, Napoli trova le certezze che le permettono di eludere le trappole preparate sapientemente da Boniciolli e batte quella serie di zone contro cui, spesso, commette l’errore di fermare la palla. 

E poi c’è il pitturato, dominato da Iannuzzi e Zerini, contro cui Foulland combatte da solo, senza dimenticare l’apporto fondamentale di Monaldi, ripresosi alla grande dalla precedente, opaca, prestazione. 

TABELLINO

APU UDINE – GEVI NAPOLI 64-71

APU UDINE
Johnson 14, Foulland 12, Amato 10, Antonutti 8, Mobio 7, Pellegrino 4, Deangeli 4, Italiano 3, Nobile 2, Schina. NE: Agbara, Giuri. 

Rimbalzi: Foulland 12
Assist: Amato 4

GEVI NAPOLI
Iannuzzi 14, Monaldi 14, Parks 14, Mayo 10, Uglietti 9, Zerini 8, Marini 2, Sandri. NE: Klacar, Cannavina. 

Rimbalzi: Zerini 9
Assist: Mayo 4

foto Lodolo per APU Udine

Atletica, storico record di Jacobs nei 100 metri

Un grandissimo Marcell Jacobs ha riscritto la storia dell’atletica italiana con il nuovo primato sui 100 metri correndo a Savona in 9″95. Il precedente primato di 9″99 era stato stabilito da Filippo Tortu nel 2018 a Madrid.

Basket: la Gevi spreca, Torino rischia e vince

di Elio De Falco

Premessa doverosa: non era per niente facile giocarsi la partita contro una corazzata come Torino, specialmente se metà del roster non ha potuto allenarsi con continuità a causa di problemi fisici.

Napoli perde, ma mantiene favorevole la differenza canestri grazie al +10 ottenuto all’andata, sul parquet del Pala Gianni Asti.

Perde perchè tira male, malissimo, sprecando ghiotte occasioni di indirizzare il match a proprio favore, anche quando riesce a prenderne il comando, in 40’ vissuti sulfilo dell’equilibrio e decisi dai dettagli.

È un dettaglio fondamentale la scelta tattica di Cavina per imbrigliare Sacripanti: al già visto raddoppio sistematicosu Parks, il tecnico della Reale Mutua, dato per successore di Pozzecco su quella di Sassari, aggiunge il rischio di concedere qualcosa nel quarto periodo, purchè non arrivino i rifornimenti per Josh Mayo, autore di 17 puntima che chiude il proprio fatturato nel terzo quarto.

 

LA CRONACA

Primo quarto che è tutto un programma: Torino colpisce, soprattutto con uno scatenato Alibegovic, Napoli reagisce, con Mayo ad esercitare il ruolo di leader.

Le distanze tra le due squadre restano nell’ordine dei 4 punti, una volta a favore di una, un’altra a favore dell’altra squadra con Torino brava a colpire dall’arco e Napoli, invece, intenta a farsi valere in area.

Alla fine, il primo periodo arride agli ospiti, bravi a venir fuori vincenti dallo scambio di colpi che chiude i primi 10’ (19-23).

La seconda frazione si apre con due sanguinosissimi falli offensivi per parte, commessi da Diop e Parks che compromettono le rispettive prestazioni. Torino prova ad allungare e tocca il massimo vantaggio sul +8, ma viene ripresa da un parziale di 10-0 di Napoli, trascinata da Iannuzzi.

Gli azzurri, però, pagano un prezzo carissimo per la rimonta: Lombardi scappa in contropiede e sceglie di inchiodare la schiacciata spettacolare; i giri del motore dell’ex Biella, però, sono altissimi e lo sbilanciano, facendolo atterrare male sul parquet.

È un momento di silenziosa paura, l’ala azzurra si tiene ilpolso con una smorfia di dolore e viene subito raggiunta dallo staff medico che la conduce in panchina. Le indicazioni, però, sembrano lusinghiere: l’italonigeriano non vedrà più il parquet nella partita, ma la mobilità del polso, poi vistosamente fasciato, alimenta la speranza che si tratti solo di una forte botta.

La GeVi patisce lo sfortunato evento, Torino ne approfittae si porta nuovamente avanti con un grande Campani e allunga fino al +6 (35-41) nel finale; una bomba da 8 metri di Mayo dimezza lo svantaggio a fil di sirena (38-41).

Napoli ha presto l’opportunità di pareggiare, al rientro dagli spogliatoi, ma spreca ripetutamente anche tiriapertissimi: serve una giocata pazzesca di Mayo, tripla contestatissima, ancora una volta ben oltre il perimetro, per riportare l’equilibrio.

Ma la Reale reagisce prontamente, tenendo botta nel miglior momento degli azzurri e non permettendo loro di scappare nel punteggio. Sul 49 pari, Clark e Pinkins firmano il minibreak di 5-0 che chiude il terzo quarto (49-54).

È il momento degli ospiti, Penna piazza la tripla del +8 in apertura di quarta frazione, salutato dalle grida di giubilodella sua panchina; Napoli trova il colpo di reni e ricuce, ancora una volta con Iannuzzi e con Uglietti che pareggia(59-59).

Coach Sacripanti rimette in campo Mayo, Cavina risponde con la mossa più rischiosa: concedere qualcosa agli altriquattro avversari, purchè la palla non arrivi nelle mani del playmaker americano. E ci riesce: il fatturato dei primi trequarti di Mayo non si muove più, la palla non passa mai da lui, Napoli litiga con il ferro dall’arco, chiudendo con un eloquente 4/25, di cui l’ex Varese è unico realizzatore(4/7).

Nonostante tutto, gli azzurri restano in scia, e reagiscono anche quando Cappelletti firma il +5 ospite a 100” daltermine. Ma non escono dal tunnel, la palla bacia ripetutamente il ferro, anche in maniera beffarda, mentre Clark, una partita sottotraccia per larghi tratti, la sua, tiene a distanza i suoi a cronometro fermo.

C’è tempo per la polemica: proprio Clark, negli ultimi istanti, fa 1/2 dalla lunetta, ma si lancia sul rimbalzo travolgendo Zerini e segnando il definitivo 67-73. Le proteste del pivot azzurro sono plateali, ed avrebbe anche ragione, ma non sortiscono alcun effetto, la vittoria prende la strada della Mole.

 

IL COMMENTO

Potenzialmente decisiva la mancata chiamata arbitrale? Fughiamo i dubbi, con tutta probabilità la partita sarebbe stata persa lo stesso, sarebbe un esercizio di autocommiserazione inutile pensare che quell’episodio abbia regalato a Torino un successo ottenuto con pieno merito.

La GeVi ha un problema e si chiama tiro pesante. Alcuni ne faranno una questione di roster, tuttavia le statistiche dicono che è recente l’involuzione, ed è da cercarsi nel periodo a cavallo della grande vittoria in Coppa Italia. La sensazione, e la prestazione di ieri sembra darne conferma, è che la squadra si sia adagiata nel pensare che Mayo risolverà i problemi, che una sua invenzione farà saltare la zona, che una sua giocata creerà il “momentum” da sfruttare.

L’ovvia attenuante dei problemi fisici che affliggono la squadra non deve far perdere di vista questa tendenza, che l’attuale situazione ha solo contribuito ad accentuare.

Napoli ha, invece, bisogno di riprendersi la propria identità di gruppo forte e ricco di soluzioni, al di là delle voci di mercato, con Burns ormai prossimo ad unirsi alla truppa di Sacripanti.

 

TABELLINO

GEVI NAPOLI – REALE MUTUA TORINO 67-73

NAPOLI
Mayo 17, Iannuzzi 12, Parks 11, Marini 9, Monaldi 6, Uglietti 4, Lombardi 4, Sandri 2, Zerini 2, Klacar. NE: Matera, Cannavina.

Rimbalzi: Zerini, Iannuzzi 7
Assist: Mayo, Monaldi 4

 

TORINO
Campani 17, Clark 16, Cappelletti 12, Alibegovic 11, Pinkins 9, Penna 6, Bushati 2, Diop, Toscano, Pagani.

Rimbalzi: Clark 7

foto Ema

World Cup Ginnastica Ritmica: è oro per l’Italia con Agiurgiuculese

Di Alessandra Orabona

Una giornata piena di soddisfazioni per l’Italia a Baku (Azerbaijan): dopo che la Agiurgiuculese si è piazzata al primo posto sul podio nell’esercizio alla palla, le Farfalle Azzurre si sono aggiudicate ben due medaglie d’argento.

L’individualista Alexandra Agiurgiuculese, aviere dell’Aeronautica Militare, alla sua prima competizione internazionale dalla fine del 2019, ha ottenuto l’oro con 26.350 punti, davanti alla russa Daria Trubnikova e alla bielorussa Boryana Kaleyn.

Nella prima gara internazionale in presenza dal 2019, la Squadra Nazionale italiana – Alessia Maurelli, Martina Centofanti, Martina Santandrea, Agnese Duranti, Daniela Mogurean e Laura Paris – allenate da Emanuela Maccarani e dallo staff dell’Accademia internazionale di Desio, è tornata a volare in alto e a farci sognare con due esibizioni impeccabili.

Nell’esercizio alle cinque palle, con il punteggio di 44.550, sono riuscite a piazzarsi alle spalle della Bulgaria (45.600) e davanti alle padrone di casa dell’Azerbaijan (44.000), per poi bissare il secondo posto con l’esercizio misto con tre cerchi e quattro clavette sulle note di “Tree of life suite”, ottenendo 41.900 punti.

Sicuramente un ottimo modo per rompere il ghiaccio dopo ben due anni di stop a causa della pandemia globale. L’ultimo appuntamento del campionato della Coppa del mondo di ginnastica ritmica si svolgerà a Pesaro tra il 28 e 30 maggio 2021, dove si terrà la finalissima.

Basket, mezza GeVi cede a Tortona (83-62)

di Elio De Falco

Mayo e Lombardi, due quinti del quintetto titolare. 

Basterebbe questo per capire, e forse anche appoggiare, la scelta di non forzare troppo la mano al Pala Oltrepo’; se ci aggiungiamo la perdita di Uglietti, colpito al costato in un’azione di blocco, ed un Marini a mezzo servizio dopo un altro duro colpo subíto, è ovvio che non ci si potesse certo aspettare il blitz esterno. 

Perde, e perde male, la GeVi, ed è il come si è persa la sfida a far storcere più di qualche naso, al netto delle pesantissime attenuanti che vanno concesse ai ragazzi di coach Sacripanti. 

Appunto, come si è persa: in malo modo, dopo che, nonostante le defezioni, è bastato qualche minuto di simulacro di vera GeVi a spaventare una Bertram che, per la seconda volta in questo Girone Bianco, affronta un avversario che ruota in 6-7 elementi. 

LA CRONACA

Che non sarebbe stata una partita facile s’intuisce da subito: la GeVi patisce l’immediata zona di coach Ramondino e sbaglia le prime conclusioni, non riuscendo a prendere vantaggi nella circolazione di palla. 

Il risultato è un’immediato allungo dei Leoni, tra cui svetta un Jalen Cannon più vicino agli standard offerti nella scorsa stagione, in maglia NPC Rieti. 

Napoli è in bambola, prova un accenno di reazione con Marini e Monaldi che trovano i primi punti azzurri dell’incontro quando il cronometro recita un tutt’altro che lusinghiero 5’ di gioco. 

La zona di coach Sacripanti pare mettere i bastoni tra le ruote all’attacco bianconero, ma è solo un’illusione: proprio Cannon, dopo tanto lavoro sporco, reagisce al fallo tecnico fischiatogli contro inchiodando la schiacciata a due mani e dando il via ad un altro strappo che permette a Tortona di chiudere avanti di 10 la prima frazione di gioco (18-8). 

Il secondo quarto vede Napoli reagire e dimostrare di poter benissimo tenere il campo: difesa, a zona, e transizioni veloci permettono agli azzurri di ricucire lo strappo, nonostante Tortona opponga una zona mutevole, capace di passare dalla press alla box and one, assestandosi, infine, su una più classica 2-3. 

Gli ospiti, però, hanno verve ed attaccano con giudizio, sfruttando i vantaggi finalmente ottenuti da una maggior fluidità offensiva grazie alla buona vena di Parks, Marini e Iannuzzi, bravi a sfruttare il momento favorevole per accorciare fino al -3. 

Napoli avrebbe la palla del pareggio, ma Klacar pecca di timidezza rifiutando un tiro aperto per un passaggio che prende in controtempo il taglio del compagno, provocando una palla persa sanguinosa. La risposta di Tortona è il minibreak di 4-0 che chiude il primo tempo sul 32-25. 

Le ultime cartucce degli azzurri le spara Monaldi, subito respinto da due triple in successione di Mascolo e Fabi. Il capitano azzurro prova ancora l’ultimo colpo di reni trovando la bomba del -8 (42-34), ma altre due triple consecutive dei padroni di casa mettono la gara sui binari di un’agevole affermazione locale. 

La Gevi esce dal match, il terzo quarto si chiude con un fallo inopinato di Marini sulla tripla di Sanders che ringrazia e trasforma il gioco da 4 punti per il +16 Bertram (59-43). 

L’ultimo segmento di gioco serve solo a registrare la tripla di Klacar che quasi deve convincere sé stesso a tirare, nonostante la paura di sbagliare. Per il resto, i 10’ finali scivolano senza particolari sussulti, se non l’ulteriore allungo di Tortona che chiude il match sul +21 (83-62). 

IL COMMENTO

La GeVi ha delle attenuanti che somigliano tanto a delle esimenti, sia chiaro. 

Lascia l’amaro in bocca, però, una resa apparsa evidente già dall’inizio, complici i primi errori al tiro. 

Eppure, nonostante i problemi, Napoli ha dimostrato che, se avesse avuto necessità, avrebbe potuto benissimo tenere il campo anche in queste condizioni. 

È proprio questo a far pensare che, mettendo un po’ più d’intensità, si sarebbe potuto contenere lo scarto. 

La nota sul registro va a Klacar, ma è uno sprone: il bosniaco di formazione italiana ha il dovere di lasciare da parte la timidezza, se vuole affermarsi. Deve convincersi che è meglio un tiro sbagliato di una palla persa, è meglio un tiro che non vede neanche il ferro sullo scadere dei 24 che concedere un contropiede; l’età è inesorabile, presto non ci sarà più l’attenuante della gioventù. 

Per il suo bene, e per quello della GeVi, è necessario quello scatto mentale che sostituisca il timore con la sfrontatezza. 

TABELLINO

BERTRAM TORTONA – GEVI NAPOLI 83-62

TORTONA
Mascolo 16, Cannon 15, Sanders 15, Tavernelli 11, Fabi 10, Severini 9, Gazzotti 4, Ambrosin 2, D’Ercole 1, Morgillo. Ne: Sackey. 

Rimbalzi: Cannon 10
Assist: Sanders 5

NAPOLI
Marini 16, Monaldi 12, Parks 8, Zerini 7, Iannuzzi 7, Sandri 5, Uglietti 4, Klacar 3. NE: Mayo, Lombardi, Coralic, Cannavina. 

Rimbalzi: Parks 6
Assist: Monaldi 3

foto Vaccari-Picozzi

 

Basket, la Gevi domina, rischia e poi batte udine

di Elio De Falco

Poteva essere la rivincita che volevano gli uomini di coach Boniciolli, è stata la conferma della squadra di coach Sacripanti.

La GeVi rischia l’hara-kiri nel finale, dilapidando ben 15 punti di vantaggio (dal 61-46 al 61-59) e concedendo alla solita, solidissima, Apu Old Wild West Udine la possibilità di tirare più volte per il pareggio. 

E sarebbe stato un vero peccato: per 30’ gli azzurri sono praticamente perfetti, soprattutto in difesa, dove gli ospiti sbattono contro le maglie azzurre senza soluzione di continuità, provocando l’ira funesta del proprio allenatore. 

LA CRONACA

Pronti via e la GeVi prova subito a mettere la freccia: Zerini fa capire subito che non è serata ad Antonutti, rispedendogli indietro il tiro con una stoppata devastante, poi Lombardi e Parks fatturano il 4-0 iniziale. 

L’APU, però, non sta a guardare e controsorpassa con Johnson, bravo ad anticipare il tentativo di rubare palla di Parks, e Foulland.

Le due squadre si strappano a vicenda il comando, finchè Mayo non dà il via al parziale di 12-2, che vede anche Parks segnare un grandissimo canestro nel traffico, che chiude la prima frazione sul 22-13 per la GeVi. 

Il secondo quarto vede prevalere nettamente le difese: trovare il canestro, per buona metà del periodo, è un traguardo da celebrare quasi come un gol nel calcio.

Iannuzzi inventa il +11 con un gran lavoro sul piede perno, poi le due squadre, segnando con il contagocce, non fanno che un elastico che chiude sul 31-22 la prima metà di gara. 

Al ritorno dagli spogliatoi, gli ospiti provano a rientrare in partita con Antonutti e la bomba di Amato; Napoli, però, risponde subito presente e riallunga con un parziale di 12-0. 

Gli azzurri, con Mayo e Parks supportati da Zerini, toccano anche il +17 grazie ai primi, ed unici, punti della partita di Pierpaolo Marini, prezioso, però, a rimbalzo anche se in giornata decisamente storta al tiro. 

L’APU non muore mai, davvero mai. A salire in cattedra è Dominique Johnson, autore di ben 17 punti nel solo quarto periodo, che scuote anche un sonnolento Foulland e costruisce un parziale devastante di 13-0 che rende sabbia che scivola tra le dita la rendita di 15 punti che gli azzurri, improvvisamente in black out, avevano mantenuto per la prima parte della frazione, illudendo i telespettatori che la gara fosse pronta all’archivio veloce. 

E invece no, sono 3 minuti in cui Napoli fatica a capire cosa stia succedendo e rischia di perdere la calma che tanti dividendi aveva pagato fino a quel momento. 

Ma la GeVi ha un Mayo in più: l’asso azzurro trova la bomba dall’angolo che rimanda a 5 lunghezze i friulani, poi serve su un piatto d’argento Parks per la tripla del +6 e, infine, ispira l’azione che fa collassare la difesa avversaria nel pitturato e libera Monaldi per la bomba che chiude, stavolta davvero, i giochi. 

Il 26º punto di Parks, in penetrazione, è un aneddoto, comunque utile in ottica differenza canestri, in vista del ritorno, previsto il 13 maggio, al Pala Carnera. 

IL COMMENTO

Si riparta dalla difesa. Da un Uglietti uno e trino, da uno Zerini che eclissa puntualmente il ferro ed annulla, per lunghi tratti, uno dei centri più determinanti di tutta la Serie A2. 

Si riparta dal sangue freddo di Josh Mayo, non solo per la tripla nel finale, ma anche, e soprattutto, per la lucidità con cui gestisce i successivi due possessi che portano ai canestri pesanti, pesantissimi, di Parks e Monaldi. 

E si rammenti, con nitidezza delle immagini, che un quarto di gara può essere molto lungo, anche se sei in comodo vantaggio. 

TABELLINO

GEVI NAPOLI – APU OLD WILD WEST UDINE 71-63

NAPOLI
Parks 26, Mayo 18, Monaldi 13, Lombardi 4, Zerini 2, Iannuzzi 2, Marini 2, Uglietti 2, Sandri 2. NE: Klacar. 

Rimbalzi: Marini 7
Assist: Zerini 4

UDINE
Johnson 25, Amato 11, Foulland 9, Antonutti 8, Giuri 3, Italiano 3, Deangeli 2, Pellegrino 2, Mobio, Schina, Nobile. 

Rimbalzi: Foulland 8
Assist: Amato, Giuri 3

foto di Carlo Falanga

Basket, Gevi sontuosa: Torino ko dopo un overtime

di Elio De Falco

Era una di quelle partite che si potevano benissimo perdere, quella giocata al cospetto della Reale Mutua Torino, vincitrice del Girone Verde della prima fase e determinata a prendersi la leadership solitaria dellaseconda sul parquet di casa.

In un match equilibrato, la spunta la compagine di coach Sacripanti, brava a mantenere i nervi saldi anche quando i padroni di casa provano un accenno di fuga.

LA CRONACA

Le intenzioni delle due squadre sono tutto, fuorchè amichevoli: Torino segna subito sfruttando il taglioprofondo di Pinkins, la risposta di Lombardi è identica quanto immediata.

Il primo quarto trascorre tra continui sorpassi e controsorpassi, nessuna delle due formazioni riesce a mettere in cascina più di 3 lunghezze di vantaggio. Alla verve dei due americani Pinkins e Clark, autori di 13 dei19 punti realizzati dai padroni di casa nel primo quarto, risponde uno sfrontato Marini, coadiuvato da un Parks ancora non al 100% dopo l’infortunio patito in Coppa Italia.

Seconda frazione all’arrembaggio per Torino, con Alibegovic e Cappelletti a spingere sull’acceleratore; i ragazzi di coach Cavina trovano anche il mini allungo a +6 (36-30), ma Monaldi e Marini non ci stanno: una bomba ciascuno, unita al canestro in penetrazione della guardia abruzzese, riportano a contatto gli azzurri a fil di sirena (36-35).

 

In avvio di ripresa Torino tocca anche il +7, grazie alla verve di Cappelletti e Pinkins, ma perde Diop, atterrato male dopo un tap-in vincente e costretto a lasciare ilcampo zoppicante. Napoli non perde, però, di vista l’incontro, con Mayo che si fa, finalmente, vedere con una gran giocata e Zerini che, poco a poco, diventa padrone assoluto del pitturato.

È proprio il pivot fiorentino, in associazione con Marini, a rimettere quasi in equilibrio lo score; il canestro a fil di sirena della guardia pescarese fissa il risultato sul 54-52 Reale Mutua, al tramonto del terzo quarto.

Quarta frazione al calor bianco: Alibegovic firma il +5 in apertura, ma sale in cattedra capitan Monaldi, autore di 7, importantissimi, punti nella prima metà del quarto, che firma il sorpasso con la bomba dal palleggio; la GeVi si fa forte in difesa, bagnando le polveri dei padroni di casa, maTorino riesce, in qualche modo, a restare più che attaccata al match, sfruttando qualche viaggio in lunetta di troppo, frutto della foga difensiva degli azzurri.

Il livello e la tensione si alzano a dismisura: Mayo metteuna tripla pesantissima dal mezzo angolo per il +2 GeVi, risponde Clark con un canestro spettacoloso, e ad altissimo coefficiente di difficoltà, che vale il pareggio.

Quando Parks avrebbe la palla che significherebbe vittoria, emerge Pinkins a spengerne le velleità con la stoppata; al 40’ è pari 72, si va al supplementare.

Chiamatela magia, o più semplicemente bravura dello staff tecnico, ma Napoli comincia il supplementare in una trance meravigliosa che significa parziale di 8-0 firmatoMayo, Lombardi, ma, soprattutto, Zerini, muro invalicabile che cancella qualsiasi tentativo della Reale Mutua, arrivando a due stoppate nella stessa azione.

I padroni di casa perdono lucidità, attaccano con troppa fretta; Napoli, invece, aspetta, fa sfogare gli avversari che rientrano fino al -5 ma non riescono mai a dare l’impressione di poter recuperare la partita. Il +10 finale, massimo vantaggio per gli ospiti, arriva come il fendente che trafigge il garrese di una Torino sfinita.

 

IL COMMENTO

In controllo, anche se a rimorchio nel punteggio. La GeVigioca una partita di altissimo livello, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione.

Sublima, la formazione di Sacripanti, il suo essere multiforme, alternando protagonisti nei vari momenti dellapartita e castigando l’avversario su ambo i lati del campo.

Testa, ora, alla sfida infrasettimanale: al Pala Barbuto, gliazzurri se la vedranno con l’APU Udine che, in serata, ha avuto la meglio sull’Unieuro Forlì.

 

TABELLINO

REALE MUTUA TORINO – GEVI NAPOLI 75-85

TORINO
Clark 23, Pinkins 14, Cappelletti 12, Alibegovic 9, Campani 6, Diop 4, Toscano 4, Penna 3, Bushati. NE: Pagani, Ferro, Origlia.

 

Rimbalzi: Pinkins 8
Assist: Cappelletti 8

 

NAPOLI
Marini 20, Lombardi 16, Mayo 13, Monaldi 10, Zerini 9, Parks 7, Uglietti 6, Iannuzzi 2, Sandri 2. NE: Klacar.

Rimbalzi: Zerini 13
Assist: Marini 4

crediti foto: basket Torino

Ginnastica ritmica: Sofia Raffaeli, è nata una stella

Di Alessandra Orabona

La giovanissima promessa della ritmica italiana Sofia Raffaeli si conferma di nuovo tra le migliori  e conquista due medaglie d’argento nelle specialità del Cerchio e del Nastro durante la seconda tappa del Circuito di World Cup  a Tashkent (Uzbekistan).

È riuscita, quindi, a fare ancora meglio della prima prova, svoltasi a Sofia (Bulgaria) il 26-28 marzo scorso, quando era salita sul podio con un argento (Clavette) e un bronzo (Nastro).

Dopo essersi guadagnata l’argento al cerchio con il personale di 25.40, la diciasettenne ha sfiorato il terzo posto alle clavette con un 26 tondo che l’ha fatta scendere ai piedi del podio al quarto posto, per poi aggiudicarsi il secondo posto al nastro con 22,10.

E’ impressionante come la ginnasta, allenata da Julieta Cantaluppi alla Faber Fabriano, sia riuscita a superare le più grandi individualiste del pianeta, prossime protagoniste di Tokyo, come ad esempio la bielorussa Anastasia Salos, classe 2002, terza al cerchio con 24.70 e quarta al nastro con 21.35, oppure come la russa Averina Arina, quarto posto al cerchio con 23.95.

La piccola “formica atomica” ha dimostrato di avere la concentrazione e la determinazione necessarie per puntare sempre più in alto. Non resta altro che continuare a seguirla in occasione della prossima prova di World Cup, in programma a Baku in Azerbaigian il 7-9 maggio.

 

 

F1, ad Imola trionfa Verstappen

Ad Imola, nel secondo appuntamento della Formula Uno, trionfa Max Verstappen sulla Red Bull. Al secondo posto, dopo una grande rimonta, il campione del mondo, Lewis Hamilton con la sua Mercedes. Sul terzo gradino del podio, invece, la McLaren  di Lando Norris. Al quarto posto la prima delle due Ferrari, di Charles Leclerc, seguito dall’altra “rossa” di Carlos Sainz.

1 2 3 6