Giornata mondiale del teatro, Franceschini: “Gli aiuti non si fermano” Il ministro: "Continueremo a sostenere le arti di scena"

“Oggi in tutto il modo si celebra il teatro e lo spettacolo dal vivo. In Italia doveva essere una giornata di festa, una data di una prima ripartenza. Purtroppo non è così: la grave emergenza sanitaria non ha consentito la riapertura di teatri e cinema, già prevista nelle zone gialle, essendo purtroppo tutta Italia in zona rossa o arancione. Questo non ha consentito le consuete celebrazioni e per il secondo anno consecutivo la giornata mondiale del teatro viene ricordata in tutto il mondo con i teatri chiusi. Ma arriverà presto il momento in cui riapriranno e fino ad allora quel momento continueremo a aiutare gli artisti, le maestranze e tutti gli operatori dello spettacolo e a sostenere con misure straordinarie le arti di scena”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, in occasione della giornata mondiale del Teatro.

Dantedì, tante le iniziative per una giornata speciale Alle 19:10 Roberto Benigni leggerà un canto della Divina Commedia al Quirinale

Tante le iniziative messe in campo nel giorno del “Dantedì” nell’anno in cui si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Questa sera alle 19:10, in diretta su RaiUno, Roberto Benigni leggerà un canto della Divina Commedia al Quirinale.

“Dante – ha dichiarato il ministro Franceschini – ci insegna anche ad avere fiducia e credo che per quest’anno dovremo avere in mente davvero l’ultimo viaggio dell’Inferno e quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Al via Sanremo, Amadeus: “L’ho fatto per il paese reale che sta cercando di ritrovarsi” Prima serata della 71esima edizione del Festival

Al via il 71esimo festival di Sanremo con Amedeus che è entrato in scena leggendo subito una lettera in cui ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a fare il festival nonostante le tante difficoltà legate alla pandemia: “Mai avrei pensato che fosse possibile – ha affermato il conduttore e direttore artistico – Il festival è stato fatto pensando al paese reale, quello che sta lottando per ritrovarsi. Abbiamo scoperto che la normalità è una cosa straordinaria, e per ritrovarne un po’ abbiamo lavorato in maniera straordinaria”.

Pompei, altra straordinaria scoperta Il carro da parata di Civita Giuliana

“Il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, annunciano il rinvenimento di un reperto straordinario, emerso integro dallo scavo della villa suburbana in località Civita Giuliana, a nord di Pompei, oltre le mura della città antica, nell’ambito dell’attività congiunta, avviata nel 2017 e alla luce del Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2019, finalizzati al contrasto delle attività illecite ad opera di clandestini nell’area.

Un grande carro cerimoniale a quattro ruote, con i suoi elementi in ferro, le bellissime decorazioni in bronzo e stagno, i resti lignei mineralizzati, le impronte degli elementi organici (dalle corde a resti di decorazioni vegetali), è stato rinvenuto quasi integro nel porticato antistante alla stalla dove già nel 2018 erano emersi i resti di 3 equidi, tra cui un cavallo bardato.

Un ritrovamento eccezionale, non solo perché aggiunge un elemento in più alla storia di questa dimora, al racconto degli ultimi istanti di vita di chi abitava la villa, e più in generale alla conoscenza del mondo antico, ma soprattutto perché restituisce un reperto unico – mai finora rinvenuto in Italia – in ottimo stato di conservazione”. Così in un comunicato sul sito del Parco Archeologico di Pompei.

fonte sito parco archeologico di Pompei

Il supergenoma delle cozze del Mediterraneo Alcuni esemplari potrebbero sopravvivere all’acidificazione dei mari ed al cambiamento climatico

Di Alessandra Orabona

Da sempre l’uomo è stato affascinato dall’idea dell’immortalità. Beh, sembra che le cozze ci vadano molto vicino! Dagli ultimi studi condotti  è emerso che questo mollusco è dotato di una sorprendente resilienza e capacità di adattamento. Nonostante le sue ridotte dimensioni, infatti, è costituito da ben  65.000 geni, più del doppio di quelli umani. Un’architettura genomica piuttosto insolita per un animale, basata su alcuni geni condivisi da tutti gli esemplari della specie ed un 20% circa di geni “spendibili” presenti solo in alcuni e legati alla capacità evolutiva e di sopravvivenza. Proprio questi ultimi consentono alle cozze di combattere la vasta gamma di microrganismi patogeni e contaminanti cui sono costantemente esposte.

In più, queste varianti genetiche in futuro potrebbero consentire loro di adattarsi e resistere all’acidificazione dei mari (causata dalle emissioni di anidride carbonica dovute all’uso di combustibili fossili) ed ai cambiamenti climatici, che minacciano la sopravvivenza di diverse specie marine (e non solo). I ricercatori hanno scoperto che le cozze hanno proprietà antibatteriche e antivirali sia contro i virus animali che umani ed anche una buona capacità di rigenerazione delle ferite. Tutto ciò apre nuove strade per l’applicazione della scoperta in medicina e medicina veterinaria.

Ma la ricerca non si limita a questo, perché delle cozze non si butta via nulla! Sono in corso diversi esperimenti volti a sfruttare ogni parte del mollusco, compreso il guscio, anch’esso particolarmente resistente. Essendo difficile da smaltire, potrebbe essere riciclato nella bioedilizia, soprattutto sottomarina, divenendo un potenziale materiale di costruzione per piastrelle e mattoni, come già sta accadendo sulla costa adriatica. E persino il bisso, quel filamento fibroso che consente al mollusco di attaccarsi alle superfici rocciose, viene da tempo sfruttato per ricavare tessuti nel Mediterraneo, dove viene denominato “la seta del mare” (tranne a Napoli, dove è comunemente chiamato “streppone”). Eppure, pare che le sue potenzialità vadano ben oltre il settore tessile: alcuni studi sono finalizzati a riprodurre la struttura del bisso per eseguire suture chirurgiche, per far aderire i tendini alle ossa e per riparare i denti danneggiati.

 

 

Energie rinnovabili: la nuova frontiera dell’economia Le fonti alternative battono quelle tradizionali nel 2020

Di Alessandra Orabona

Il 2020 sarà un anno indimenticabile, non solo per la pandemia ma anche per il settore energetico: nel primo semestre le fonti di energia rinnovabile hanno scavalcato per la prima volta quelle da combustibili fossili in Europa, coprendo il 40% della produzione di energia locale con un impatto positivo sull’ambiente, diminuendo le emissioni di CO2 del 23%. Un primato storico, raggiunto grazie ai 200mila megawatt di nuovi impianti installati, destinati ad aumentare ulteriormente nel 2021 secondo il nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia. Al primo posto il settore eolico e quello solare, che da soli hanno prodotto il 21% dell’elettricità totale europea, raggiungendo così quote di mercato senza precedenti, al contrario di quelle dei combustibili fossili in netto calo.

Siamo vicini a quella che alcuni definiscono la nuova rivoluzione industriale, che potrebbe portare alla definitiva sostituzione delle fonti energetiche tradizionali con quelle ecosostenibili. Accanto alle classiche sorgenti energetiche rinnovabili (eolica, solare, idroelettrica ecc.) prendono piede nuovi modi alternativi e originali di produrre energia pulita, come lo sfruttamento del moto ondoso del mare. Non mancano poi esperimenti condotti in Italia e finalizzati a valorizzare gli scarti attraverso il loro riciclo: basti pensare alle prime batterie alimentate unicamente da resti organici di banane o rabarbaro oppure ai dispositivi capaci di trasformare i rifiuti raccolti dal mare in energia sostenibile. Anche il mercato automobilistico si sta convertendo al “green”, promuovendo sempre più veicoli elettrici o ibridi.

Tutto questo non sarebbe possibile senza l’apporto economico dei grandi colossi, alcuni dei quali stanno puntando tutto sull’energia ecosostenibile, pur avendola deliberatamente trascurata per anni. I vantaggi per il pianeta sono innegabili, eppure sorge spontaneo chiedersi se questo cambiamento di rotta non sia dovuto ad una strategia puramente economica piuttosto che ad un improvviso spirito ambientalista. Probabilmente, i dati hanno giocato un ruolo determinante: non solo, infatti, la produzione di energia alternativa, oltre ad essere illimitata, risulta più economica di quella tradizionale ma, inoltre, gli esperti hanno stimato che i giacimenti petroliferi ed i combustibili fossili si esauriranno da qui a 40 anni circa. In mancanza di alternative, dunque, le fonti rinnovabili sono il futuro (dell’economia). E chissà se anche Greta Thunberg non abbia influito, facendo breccia nella sensibilità collettiva!

 

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