Samhain: il capodanno celtico che ha dato origine ad Halloween La genesi di una festa diffusa in tutto il mondo

di Valerio Chiusano

La festa di Halloween, nel corso degli ultimi anni, si è insinuata con forza all’interno della cultura italiana, diventando fenomeno di costume e business d’affari in grado di coinvolgere migliaia di imprese del Bel Paese. Nel 2019, secondo i dati del Codacons, si è stimato che 10 milioni di italiani festeggiassero Halloween, creando un giro di affari di circa 300 milioni di euro tra maschere, locali, zucche e spese di dolci.

Durante la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre ( giorno di Ognissanti), i bambini vanno in giro per le strade e bussano alle porte delle case, travestiti da mostri o streghe, recitando il ”minaccioso ritornello” dolcetto o scherzetto (trick or treat). Naturalmente, la festa non ha conquistato solo i più piccoli ma anche gli adulti che affollano (o meglio affollavano prima del Covid) i locali, mascherandosi.

Ultimamente, ha generato dibattito una dichiarazione del Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca, cha ha definito Halloween: «un’americanata». In realtà, Halloween non è nata in America, bensi è un’antica celebrazione celtica, originaria della verde Irlanda.

Samhain: il capodanno celtico che ha dato origine ad Halloween

Il Sahmain (in irlandese antico samuin “fine dell’estate”) era una festa celtico-pagana celebrata tra il 31 ottobre e il 1° novembre, meglio conosciuta come Capodanno celtico. Le celebrazioni del Samhain risalgono al VI sec a.c e rappresentano la festa dell’ultimo raccolto dell’estate che seguiva l’ordine dei cicli lunari del calendario celtico, coincidente con l’ultimo giorno di ottobre. I campi venivano preparati per il riposo e il bestiame ritornava nelle stalle. I maiali venivano macellati e la carne era messa sotto sale in previsione del freddo inverno. Al tramonto, gli abitanti dei villaggi si radunavano attorno a un falò e propiziavano, attraverso un banchetto, la buona riuscita dei raccolti e la momentanea abbondanza di cibo.

La notte di Samhain era per le popolazioni celtiche non solo un capodanno e una festa del raccolto ma il momento in cui si facevano più labili i confini di separazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Così come, durante il Samhain, si rendeva omaggio alla morte della terra in previsione della rinascita in primavera, così si riteneva che quella notte spalancasse le porte del regno dei vivi a coloro che erano morti nel corso dell’ultimo anno. Quindi, questa celebrazione intendeva essere un momento di comunione e raccoglimento tra il mondo fisico e quello metafisico.

Da Samhain ad Halloween: la leggenda di Jack o’ Lantern e la zucca

Quando il cristianesimo si diffuse nei paesi anglosassoni, il Samhain mutò la sua componente celebrativa, diventando la notte della vigilia di Ognissanti (All Hallow’s Eve), momento in cui gli spiriti maligni, streghe e fantasmi hanno libero accesso sulla Terra. Tra le innumerevoli leggende legate ad Halloween la più famosa è quella di Jack o’Lantern.

Jack era un fabbro irlandese, avaro e ubriacone, che durante la notte di Halloween incontrò il Diavolo in un pub. L’uomo riuscì ad imbrogliare il Diavolo, facendogli credere che avrebbe venduto la sua anima in cambio di un ultima bevuta. Il Diavolo, per soddisfare tale richiesta, si trasformò in una moneta da 6 pence per pagare l’oste, ma l’astuto Jack prese la moneta e lestamente la mise in tasca, dove era custodita una croce d’argento in grado di impedire al demonio di riprendere le sue sembianze. Ormai imprigionato, il Diavolo scese a patti col fabbro: l’uomo lo avrebbe liberato, purchè il Diavolo non chiedesse la sua anima per i prossimi 10 anni. Così fu.

I dieci anni trascorsero e Jack s’imbattè di nuovo nel Diavolo, pronto a riscattare l’anima del perfido fabbro. L’uomo chiese, come ultimo desiderio, una gustosa mela posta sulla cima di un vicino albero. Il demonio acconsentì e saltò sul melo, Jack rapidamente intagliò una croce sull’albero, imprigionando di nuovo il Diavolo. Questa volta il fabbro stipulò un nuovo patto: il Diavolo, per tornare libero, dovette promettere di non tentarlo più, solo allora avrebbe cancellato la croce dall’albero. Il Diavolo accettò.  Quando, anni dopo, Jack morì le porte del Paradiso gli furono negate a cause dei suoi vizi. Jack si diresse allora verso l’inferno, ma il Diavolo gli impedì l’accesso per vendicarsi del tiro mancino che gli aveva giocato, donò all’uomo un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell’oscurità. Jack mise il tizzone in una rapa (o cipolla) svuotata per farlo durare più a lungo, e prese a vagare nelle tenebre. Ogni notte di Halloween, quando le porte dell’Oltretomba si aprono, Jack torna a passeggiare in questo mondo con la sua brace ardente.

Agli inizi del ‘900 una carestia costrinse gli irlandesi ad una massiccia immigrazione in America. Il popolo gaelico portò con sé tutto i bagaglio tradizionale e folkloristico del proprio paese. Giunti negli Stati Uniti, scelsero di usare le zucche, più facili da intagliare e adornare rispetto alle cipolle. Da quel momento nacque la tradizionale Zucca di Halloween, definita anche Jack O’ Lantern.

 

Il ministro Franceschini ricorda Gianni Rodari a 100 anni dalla nascita "Un genio assoluto, un intellettuale che ha rivoluzionato la letteratura per l'infanzia"

Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, ricorda Gianni Rodari a 100 anni dalla nascita: “Un genio assoluto –  sottolinea Franceschini – un intellettuale a tutto tondo che ha rivoluzionato la letteratura per l’infanzia rendendola vivace e divertente. Nel corso dell’ultimo anno – conclude il ministro – grazie al lavoro del Comitato celebrativo appositamente istituito dal Mibact, dal Cepell e dalle biblioteche dello Stato, la sua figura è stata ricordata con centinaia di iniziative e non è un caso che l’edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo 2020, in corso proprio in questi giorni, sia dedicata al rapporto tra la parola e l’immagine di cui Rodari, con le sue opere e i suoi insegnamenti, è stato uno dei grandi precursori”. Anche Google ha deciso di ricordare il grande scrittore con un doodle  che sarà visibile tutta la giornata.

Dopo 50 anni riaperta la chiesa SS. Cosma e Damiano Napoli, la struttura a Largo Banchi Nuovi, sarà gestita dalla Fibart

Dopo circa 50 anni, stamane, alla presenza del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è stata riaperta la Chiesa secentesca SS. Cosma e Damiano a Largo Banchi Nuovi.

Il lavoro di restauro è rientrato nei finanziamenti del Grande Progetto Centro Storico per la valorizzazione del sito UNESCO, mentre l’intervento è stato progettato dall’ordine degli ingegneri di Napoli.

La Chiesa sarà affidata alla Fibart, Fondazione Ingegneri per i Beni Culturali, Arte e Tecnologia.

Napoli si candida a diventare capitale italiana del libro Nell'ambito del progetto "Biblocity"

Napoli si candida a diventare capitale italiana del libro nell’ambito del progetto “Biblocity”.  “I luoghi della città – si legge in una nota –  verranno riscoperti alla luce del legame profondissimo con la letteratura moderna e contemporanea napoletana. Non solo. Di mese in mese si alterneranno appuntamenti che coinvolgeranno l’intera città. Dall’appuntamento con gli innamorati di Napoli di Febbraio, dedicato ai percorsi letterari al marzo della letteratura al femminile, o ancora dall’autunno in cui si dedicherà maggiore attenzione alla scrittura per il cinema e per il teatro al Natale dedicato alle letture per l’infanzia”.

Louise Glück vince il premio Nobel per la Letteratura 2020 La poetessa statunitense trionfa "per la sua inconfondibile voce poetica"

Di Valerio Chiusano

La poetessa americana Louise Glück è la vincitrice del premio Nobel per la Lettaratura 2020, il celebre riconoscimento è stato assegnato oggi 8 ottobre a Stoccolma, attraverso una diretta streaming, in quanto la pandemia ha impossibilitato l’attuazione di una cerimonia in presenza. Come annunciato dall’Accademia svedese, la scrittirce di origini ebreo-unghresi Louise Glück  vince il premio “per la sua incofondibile voce poetica che con l’austera bellezza rende universale l’esistenza individuale”.

Nobel per la Letteratura nelle ultime tre edizioni tra scandali e pandemie

Quest’anno Il premio Nobel per la Letteratura ha dovuto fare i conti con il Covid-19, dopo le compassate edizioni del 2018 e del 2019. Come qualcuno ricorderà, nel 2018 il prestigioso premio non venne assegnato a causa delle accuse di molestie sessuali rivolte al fotografo franco-svedese Jean-Claude Arnault marito di una dei membri dell’Accademia svedese, la poetessa Katarina Frostenson. Nel 2019, invece, il noto riconoscimento fu assegnato a due scrittori: l’austriaco Peter Handke per il libro “Canto alla Durata”e alla  polacca Olga Tokarczuk per l’edizione sospesa del 2018.

La lingua napoletana e la presenza del genere neutro Un viaggio alla scoperta della storia della lingua partenopea

di Valerio Chiusano

Cosa sappiamo del dialetto napoletano?

In primo luogo il napoletano è una vera è propria lingua, in quanto dotata di una grammatica e regole fisse. La lingua napoletana è un’esplosione di suoni vivaci, opulenti, capaci di catturare e stigmatizzare con una semplice parola, una sensazione o un’azione con forza pregnante.“Schizzichea”, ad esempio, tradotta in italiano sarebbe “leggera pioggerellina sottilissima quasi impercettibile simile alla nebbia”. Insomma la traduzione non rende un termine che risulta peculiare e a dir poco emotivo.

LA LINGUA NAPOLETANA E LA PRESENZA DEL CASO NEUTRO

Forse in pochissimi sanno che la lingua napoletana (a differenza dell’italiano) conserva, accanto al genere maschile e al genere femminile, anche il caso neutro per indicare materiali e cose inanimate. Quello che in pochi immaginano è che un napoletano sia solito usare parole appartenenti al genere neutro tutti giorni, non sapendolo.

Pasquale, pigliamm’c o’ccafè.

Ebbene O’ccafè come tutti i nomi di bevande e generi alimentari appartengono al caso neutro, cosi come i colori  “o’rrusso”(il rosso), i nomi astratti riferiti a categorie generali come “o’bbene” e o’mmale”(il bene e il male) e gli infiniti sostantivati “o’ppenzà”(il pensare).

COME RICONOSCIAMO I NOMI NEUTRI?

I nomi neutri si presentano con caratteristiche ben definite e subito riconoscibili: sono preceduti dall’articolo determinativo “ o’ “ e con la consonante rafforzata: o’ ffierro ( il ferro inteso come materiale), o’llatte, o’ccafè, o’ mmale, o’bbene.

Vi chiederete, ma o’ in napoletano non lo usiamo come articolo determinativo maschile? O’ guaglione, per esempio. Ebbene l’articolo o’ usato davanti a parole di genere neutro deriva dal pronome dimostrativo di caso neutro latino ILLUD, da non confondersi con o’ seguito da nome maschile, in quel caso l’articolo determinativo deriva dal pronome dimostrativo maschile ILLUM.

Senza indugi, presentiamo un modo per individuare il genere neutro da quello maschile quando ci si esprime in napoletano e che farà ritrovare la bussola ai lettori di quest’articolo, presumibilmente caduti in coma appena avranno letto la parola: latino.  Il raddoppiamento della consonante iniziale di parola è la vostra prova del nove.  Quando diciamo o’rrusso, parliamo del colore rosso, se invece ci imbattiamo nella parola o’russo ci riferiamo ad una persona con i capelli rossi.

La lingua napoletana, come potete osservare, nun’è na pazziella ma un mondo da scoprire e riscoprire per chi vuole entrare in contatto con una cultura più radicata e profonda di ciò che si possa immaginare.

“Dammi la tua mano, tutto pesa la metà”, evento rinviato al 30 settembre La manifestazione si terrà presso lo stadio comunale di Aversa

A causa della pioggia abbondante, la seconda edizione di «Dammi la tua mano, tutto pesa la metà», spettacolo di beneficenza a favore della ricerca sui tumori cerebrali infantili con la partecipazione di medici, ricercatori e diversi artisti di fama nazionale, è stata rinviata al prossimo mercoledì 30 settembre ’20, a partire dalle 20.30, presso lo stadio comunale “Bisceglie” di Aversa (CE).

Dunque non si terrà più il 25 settembre l‘evento promosso dall’associazione «Il Coraggio dei Bambini», fondata da famiglie di bambini colpiti da tumori cerebrali e da medici, infermieri e biologi che quotidianamente operano a favore della cura e della ricerca nell’ambito della neuro-oncologia pediatrica

Alla serata hanno aderito i medici dell’ospedale Bambino Gesùdi Roma (Angela Mastronuzzi, Andrea Carai, Mara Vinci, Antonella Cacchione); le associazioni: Scugnizzi di Nisida, Le Ali di Scampia, Centro Annalisa Durante, (R)esistenza Anticamorra, Il Lucernaio, la Stranormanna Aversana.

Gli ospiti, oltre al direttore artistico Tony Figo (comico e attore napoletano, tra i protagonisti di “Made in Sud” e “Colorado”), saranno: I Ditelo Voi, Maria Bolignano, Massimo Bagnato, Mr Hyde e tanti altri. A curare le coreografie saranno la Scuola di danza Bayadere della maestra Antonietta Addeo e la International Academy di Tony Figo.

Pompei, Franceschini: “A marzo il nuovo direttore” L'annuncio del ministro: "Lanciato un bando internazionale"

Entro marzo il parco archeologico di Pompei avrà il nuovo direttore. Ad annunciarlo il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini nel corso di una conferenza stampa online insieme a Massimo Osanna, a capo della direzione generale musei del Mibact. Per questo motivo è stato lanciato un bando internazionale.
“Quella di Pompei è una grande storia di riscatto- ha dichiarato il ministro- Per questo crediamo che il bando, iniziato il 16 settembre e con la possibilità di fare domanda fino al 3 novembre 2020, con una procedura che contiamo di concludere entro marzo, sara’ guardato con molta attenzione nel mondo”.

Cinema all’aperto al museo di Capodimonte Prosegue la rassegna "Monelli e ribelli"

Weekend di cinema all’aperto al Museo e Real Bosco di Capodimonte: venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre prosegue la programmazione culturale della rassegna “Monelli e Ribelli”, a cura di Maria Tamajo Contarini in collaborazione con Anna Masecchia, organizzata in collaborazione con la società Restart e realizzata grazie ai fondi europei del progetto “Capodimonte popolare e colto”, finanziamento POC-Programma Operativo Complementare 2014- 2020 della Regione Campania: pellicole dedicate al tema dell’infanzia e dell’adolescenza, che verranno proiettate nel secondo Cortile del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Questo il calendario dei film in programmazione:

Venerdì 18 settembre, ore 21.00 Roman Polanski, Oliver Twist 2005
Durata: 2 h e 5m

Tratto dal romanzo di Charles Dickens. Il piccolo orfano vive di stenti nella Londra della seconda rivoluzione industriale. Cresciuto nella lotta alla sopravvivenza di un orfanotrofio gremito di ragazzini malnutriti, cade nella rete di delinquenza del perfido Fagin, avaro capo della banda di piccoli delinquenti a cui il giovane Oliver si affeziona, malgrado tutto.

Sabato 19 settembre, ore 21.00 Martin Scorsese, Hugo Cabret 2011
Durata: 2 h e 9 m

Hugo è un orfano che vive nella stazione di Parigi. Il padre è morto a seguito di un incendio divampato in un cinema dove lavorava. Affidato allo zio, vive di sotterfugi e in compagnia di un automa trovato dal padre nel museo dove lavorava. Nella stazione incontra la coetanea Isabelle, adottata dal proprietario del chiosco di giocattoli “George Mèliés” e con lei inizia una sorprendente avventura.

Domenica 20 settembre, ore 21.00 Wes Anderson, Grand Budapest Hotel 2014
Durata: 1 h e 40 m

I misteri di un grande albergo in una immaginaria Europa dell’Est, a cui assistono il garzone Zero e la giovane pasticciera Agatha, che si innamorano. Storie parallele che si incrociano con quella di Gustave su registri cronologici differenti, ma uniti da un filo conduttore svelato nel finale.

Lingua italiana: i 10 errori più comuni Soprattutto nell’utilizzo dei social

di Valerio Chiusano

Conoscere bene la lingua italiana è missione ardua ma doverosa per ogni cittadino del“Bel Paese”. La nostra lingua madre è un patrimonio inestimabile di suoni e parole che meritano rispetto al pari di un’opera d’arte di Leonardo da Vinci o Caravaggio.

Naturalmente, non si può pretendere da tutti uno standard alto di conoscenza della grammatica italiana, però saper parlare e scrivere senza commettere errori gravi, può essere un biglietto da visita eccellente nei rapporti con gli altri e per la costruzione di un futuro lavorativo o per redigere un curriculum vitae accurato.

Quante volte è capitato di leggere alcuni post sui social o messaggi su WhatsApp sgrammaticati e pieni di errori, tanto da farci venire i brividi di freddo anche in pieno agosto?

Ebbene, sarebbe possibile trattare l’argomento a lungo, con interminabili liste di errori diffusi sia nella parlato che nello scritto, ma questo articolo non si fregia di essere un corso avanzato per corrispondenza, quindi bando ai convenevoli e catapultiamoci subito alla scoperta dei 10 errori più frequenti nella lingua italiana.

 

 1) Uso dell’apostrofo

Gli articoli determinativi ( lo, la ) vogliono l’apostrofo  davanti a parole che iniziano per vocale, mentre nel caso degli articoli indeterminativi (un,una) si usufruirà dell’apostrofo solo se la parola che comincia per vocale è di genere femminile.

Esempio:Un albero; un uomo ; un affare non devono essere apostrofate.

Esigono l’apostrofo: un’amica; un’ancora; un’avventura

 

2) Affianco o a fianco

 

Errore tra i più comuni, riguarda l’utilizzo di a fianco o affianco per dire “a lato di”.
Bisogna sottolineare che affianco è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare. Esempio: Oggi affianco mio padre a lavoro.
Se si vuole intendere  “a lato di” la forma corretta è a fianco. Esempio: La casa di Marco è a fianco al cinema.

 

3) Qual è o Qual’è ?

Forse è l’errore più diffuso anche tra persone con un’ottima cultura. Sciogliamo subito il dubbio: qual’è è sbagliato!
Il motivo è presto detto. Qual è è un troncamento, ovvero è la soppressione di una vocale, di una consonante o di una sillaba alla fine di una parola  e non un’elisione ( soppressione della vocale alla fine di una parola davanti alla vocale iniziale della parola successiva).

Quindi, in soldoni, la forma corretta è sempre Qual è.

 

4) Un po, un po’ o un pò?

La forma corretta è un po’, perché si tratta di un troncamento della parola poco, di conseguenza l’apostrofo va messo per evidenziare che, in quel punto, c’è stata la caduta di una sillaba.

Esempio: Posso avere un po’di torta?

Quindi è assolutamente sbagliato scriverlo con l’accento o senza apostrofo.

5) Ne o né?

Il “ne” senza accento grafico ha due valori grammaticali: avverbio di luogo o pronome personale.

Si usa l’avverbio di luogo per esprimere allontanamento da una situazione o un posto. Esempio: Si è chiuso in casa e non ne (= da lì) vuole uscire.

Se, invece, è adoperato al posto delle forme di ciò, da ciò, di questo, da quello,avrà valore di pronome personale. Esempio: Ne parlerò con i miei amici.

Si usa il “né“ con l’accento acuto quando si esprime una negazione.
Esempio: non si può né mangiare, né bere.

6) Il corretto uso di “piuttosto che”

Negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio l’uso improprio di “piuttosto che” con valore disgiuntivo, ossia in sostituzione di “o”, “oppure”. Ebbene questo intercalare è completamente sbagliato.

“Piuttosto che” si utilizza solo ed esclusivamente  davanti a proposizioni avversative e comparative e significa “anziché”,” invece di”. Quindi si adopererà  questa locuzione per indicare una preferenza di un dato rispetto ad un altro e mai con il valore di scelta tra varie possibilità.

Uso corretto: Preferisco usare il motorino piuttosto che la macchina.


7) D’accordo o daccordo

L’unica versione esatta è “d’accordo”,con l’apostrofo.  Questo perché la locuzione sarebbe “da accordo”, ma  a causa di un’elisione ( caduta della vocale finale di una parola non accentata che si trova prima di una parola che inizia per vocale), abbiamo questo risultato.

 

8) D eufonica: e o ed?

La “d” viene definita eufonica per indicare l’uso teso a creare un bel suono, evitando la sequenza di due vocali consecutive (iato). Quindi sarà eufonica la D  delle forme ed (per e) e ad ( per a).

La “d “verrà aggiunta solo se le parole che seguono comincino con la stessa vocale

Esempio: vado ad Amalfi questa estate; Ed ecco.

Non va usata l’eufonia in questi casi: Ed anche.

 

9)  Da o Dà: quando si utilizzano?

Nella lingua italiana troveremo “dà”con accento quando intendiamo voce del verbo dare:

Es: Luca mi dà cio che voglio.

Quando ci imbattiamo in “da” senza accento, parliamo di una preposizione semplice:

Es: Sono appena tornato da Parigi.

 

Concludiamo il nostro viaggio negli errori e strafalcioni più diffusi nella lingua italiano con un caso particolare che si trascina anche nel parlato.

 

10) Gli/Le: la giusta concordanza di genere.

Sembra banale ma spesso si commette l’errore di confondere i due pronomi personali complemento: gli/ le ( a lui; a lei).Senza ulteriori indugi: Gli si usa solo al maschile e le solo al femminile:

Es: Gli ho scritto (maschile); Le ho parlato (femminile).

 

1 2 3 9