Una settimana da ridere «Il canone Rai, una brutta tassa»... Ma perché ce n'è una bella?

di Antonio Riscetti.

Lunedì

Renzi propone di abolire il canone Rai perché è una brutta tassa. Ora me ne dica una bella.

 

Catherine Deneuve: «Gli uomini siano liberi di importunarci». Ok, ma ora non farci sentire obbligati.

 

Tre frati francescani avrebbero dilapidato 20 milioni di euro: comprando calzini.

 

Martedì

Salvini annuncia che se la Lega andrà al governo abolirà l’obbligo dei vaccini a scuola. Tanto lui lì non ci metterà mai piede.

 

Il simbolo di FI con la scritta Berlusconi presidente. Sarebbe stato più credibile Berlusconi vergine.

 

Per Di Maio non è il momento di uscire dall’euro. Altrimenti poi non saprebbe come pagare il reddito di cittadinanza.

 

Mercoledì

Morto Novello Novelli, uno dei personaggi simbolo della comicità toscana. L’altro invece si candida col PD.

 

Secondo una perizia sono tutti falsi i quadri di Modigliani esposti a Genova. Se ne sono accorti confrontandoli con quelli veri.

 

Nasce “Civica popolare”, la lista del ministro Lorenzin: per portare al Pd i voti di chi per vergogna non voterebbe Pd.

 

Giovedì

L’ultima idea di Bruxelles: una tassa sulla plastica. Per farla pagare a Berlusconi.

 

Usa: una psichiatra avvisa che Trump sta impazzendo. Magari migliora.

 

La Pfizer blocca le ricerche per Alzheimer e Parkinson a causa degli scarsi risultati. E se provassero a far scrivere il primo e dettare il secondo?

 

Venerdì

Grasso vuole abolire le tasse universitarie. Il ministro Fedeli anche gli esami.

 

Mano bionica impiantata su una donna italiana. Ora il sugo non si attacca più.

 

Nel 2016 sei italiani su dieci non hanno letto nemmeno un libro. Però ne hanno scritto uno.

 

Sabato

Trump vuole facilitare uso armi nucleari. Le sparatorie al college cominciavano ad essere monotone.

 

Arizona: il produttore Weinstein aggredito in un ristorante. Forse poteva evitare di ordinare la cameriera.

 

Giudice di Torino: botte occasionali non sono veri maltrattamenti in famiglia e poi c’è pure l’attenuante della “modica quantità”.

(Per gentile concessione del Roma)

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Una settimana da ridere Giorgio Mastrota, re dei materassi, di nuovo papà: ecco i rischi del mestiere...

di Antonio Riscetti.

Lunedì

Dal 2018 si potranno mangiare insetti anche in italia. «Cameriere, c’è una mosca sola nel piatto».

 

Un articolo del New York Times accusa l’Italia di vendere bombe all’Arabia Saudita. Si, ma solo per portare la pace.

 

Dopo la dichiarazione di Kim Jong riguardo la guerra nucleare Trump risponde: «Il mio bottone è più grande del tuo». Prossimo summit sotto la doccia per vedere chi vince.

 

Martedì

L’ex milanista Weah è il nuovo presidente della Liberia. Un milione di posti di calcetto.

 

Gesù diventa ‘Perù’ in una canzone di Natale. E presto sarà tabù.

 

Roma: si finge infermiere e palpeggia una partoriente. Che si è insospettita per il cartellino timbrato.

 

Mercoledì

Ferdinando Imposimato, l’ex magistrato che recentemente si era avvicinato al M5S, è morto. Ma i medici escludono collegamenti.

 

Salta l’alleanza tra Emma Bonino e il PD: correrà da sola. Allora è davvero guarita.

 

Maria Elena Boschi mentì su una missione istituzionale a Campiglio. Per continuare la sua discesa libera.

 

Giovedì

Conclusa dopo 45 anni la causa più antica d’Italia. È così antica che quando è iniziata Berlusconi era incensurato.

 

Asia Argento e Morgan in difficoltà economiche e le carte di credito ormai servono solo per le strisce.

 

Berlusconi: «Il Movimento 5 Stelle rappresenta il vero pericolo per la democrazia». Ma solo per la democrazia perchè per le sue frodi fiscali ci vuole ben altro.

 

Venerdì

In Islanda imposta per legge parità di stipendi tra uomo e donna. In Italia la userebbero per abbassare il salario agli uomini.

 

Nasce il partito della Lorenzin. Ne faranno parte De Mita, Casini, Cicchitto. Sono tutti adulti e, soprattutto, vaccinati.

 

Per aggirare l’obbligo d’acquisto dei sacchetti è sufficiente applicare le etichette direttamente sui singoli prodotti. E ora scusate, finisco di comprare i pinoli.

 

Sabato

Buffon: «Se vinco la Champions continuo». Siamo alle minacce.

 

Berlusconi: «Le più sperdute tribù africane, guardano i nostri programmi tv, è quindi naturale che poi aspirino a venire da noi». Ok, Silvio, ma tu cosa aspiri?

 

Giorgio Mastrota papà per la quarta volta a 53 anni. Ecco cosa accade a voler testare i materassi.

(Per gentile concessione del Roma)

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Loredana Berte’ fuori da Sanremo «Sul palco rose e fiori ma dietro è guerra grande» afferma la cantante. E Gatto Pancieri denuncia: «Cambiano i direttori ma è sempre la stessa storia»

di Alex Cotronei.

Roma, 23 Dicembre 2017 – I tag usati sono «rispettopermestessa» e «coerenza». Lo sfogo, pubblicato sulla sua pagina Facebook che conta più di 135mila seguaci, sembra proprio scritto dal pugno di Loredana Bertè, esclusa dal Festival della canzone italiana perché, pare, si sarebbe rifiutata di interpretare un brano «di Biagio», propostole all’ultimo momento, invece di quello da lei presentato.

«Siamo Ufficialmente dispersi! – stiletta la regina del rock italiano -. Sul palco sono rose e fiori, dietro le quinte è guerra grande… Sono molto amareggiata». E poi racconta come sono andate le cose: «Mi sono attenuta al regolamento del Festival di Sanremo presentando, tramite i canali ufficiali, nei tempi e nei modi richiesti, un pezzo al quale credevamo molto. Il giorno prima della comunicazione dei nomi dei big in gara arriva la doccia fredda: sono stata contattata dal portavoce del direttore artistico, il quale mi ha proposto una canzone di Biagio che era pervenuta alla commissione. Avrei dovuto provinarla in poche ore… ascoltarla, impararla, registrarla. Tra l’altro quel pezzo già mi era stato proposto da Biagio stesso qualche settimana prima ed io gentilmente avevo declinato, spiegandogli che già avevo fatto la mia candidatura ufficiale. Alla fine ho deciso di restare fedele alla mia scelta artistica, sicura che avrei dovuto rinunciare al festival».

Non una polemica quella della cantante, ma una precisazione dovuta, dirà poi, al pubblico: «Mi spiace per il mio pubblico che aspettava di rivedermi su quel palco, ma ho preferito essere fuori da Sanremo e non tradire il mio mondo artistico piuttosto che essere in gara con qualcosa che non mi somigliava».

La prima tegola, dunque, per Claudio Baglioni. Forse inatteso, imprevisto. Eppure proprio la presenza di Loredana Bertè, era stata data quasi per certa tra i 20 Big di Sanremo 2018.

Non si è fatta attendere la replica dell’ufficio stampa di Claudio Baglioni, Riccardo Vitanza: «La commissione musicale del festival di Sanremo, presieduta da Claudio Baglioni, ha proposto a Loredana Bertè un brano presentato da Biagio Antonacci come autore. Era una semplice proposta e lei non la ha accettata – dice Vitanza -. La commissione, pur apprezzando il brano presentato da Loredana Bertè, non lo ha ritenuto tale da poter entrare nella rosa dei venti Big in gara. E d’altronde, scelte ugualmente dolorose hanno riguardato all’incirca altri 120 artisti. Se con Loredana è stato fatto questo tentativo era proprio perché la commissione ci teneva alla sua presenza».

Bertè ha pubblicato 24 album, vendendo oltre 7 milioni di dischi in tutto il mondo; ha vinto numerosi premi, tra cui un Festivalbar, cinque Vota la voce, un Disco per l’estate e tre Wind Music Awards. Non ha mai vinto Sanremo, nonostante le 10 partecipazioni. Nel 2008  (con Musica e parole) è stata squalificata ma ha ricevuto il Premio speciale alla carriera e quello della Sala Stampa,  nel ’97 finalista con “Luna”, nel 2012 un quarto posto con “Respirare” in coppia con Gigi D’Alessio. In molti ancora ricordano la gara del ’93 che vide partecipare con il brano “Stiamo come stiamo”, insieme, le sorelle Bertè, Loredana con l’indimenticabile Mia Martini (video di MusicaViva da youtube).

Sanremo è Sanremo e fa discutere in ogni caso. Centoventi i candidati, venti i concorrenti che si esibiranno sul palco dell’Ariston. Cento esclusi che non sempre hanno accettato di buon grado l’estromissione, proprio da un collega poi. Degno di noto, ad esempio, lo sfogo di Gatto Panceri: «Cambiano i direttori artistici, ma la storia è sempre la stessa».

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A Napoli c’e’ ‘Il piccolo regno incantato’: avventura tutta da vivere Fino al 7 gennaio nel complesso di San Domenico Maggiore viaggio itinerante attraverso le piu' belle favole di sempre

di Stefania Santorelli.

Napoli, 26 Novembre 2017 – É giunto finalmente a Napoli il tanto atteso spettacolo dedicato al mondo delle fiabe “Il Piccolo Regno Incantato”, che fino al 7 gennaio sarà ospitato nella splendida cornice del Complesso monumentale di San Domenico Maggiore, grazie alla sinergia tra la Volare srl, il Comune di Napoli e le altre istituzioni pubbliche. Continua a leggere

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