Basket, una GeVi d’acciaio sbanca il Pala Carnera: Udine si arrende (64-71)

di Elio De Falco

Serviva un pronto riscatto dopo la sconfitta casalinga con Torino: la GeVi lo trova imponendo la terza sconfitta consecutiva negli scontri diretti all’APU Udine, superata anche a domicilio dopo i precedenti di Coppa Italia ed andata della seconda fase. 

Vittoria della difesa, ancora una volta, per una Napoli che accetta il punteggio basso ed anche qualche rischio, permettendosi di concedere spazio dall’arco ad una squadra che tira con il 48% dalla lunga distanza ma che, come intuisce coach Sacripanti, non è esattamente nella sua giornata migliore. 

Un azzardo, vero, ma la fortuna aiuta gli audaci, specialmente quando questi riescono a superare i ripetuti cambi di difesa di Boniciolli, altro tecnico extralusso per la categoria. 

Difesa e pazienza sono i mantra della formazione partenopea, brava a limitare le forzature e premiata con un match condotto per larghi tratti e portato a casa proprio dove si pensava che potesse soffrire lo strapotere fisico di Foulland e la scaltrezza dell’esperto Antonutti. 

LA CRONACA

Con Eric Lombardi ai box per l’infortunio al polso rimediato nella sfida casalinga con Torino, coach Sacripanti propone le twin towers sotto le plance. 

L’equilibrio è massimo nei primi minuti: le due squadre si sfidano alternando difese ed attacchi diversi volta per volta. Napoli cambia dalla zona alla difesa a uomo, talvolta mischiando entrambe in una match up; Udine risponde con zone miste come box and one o triangle and two che saltano inizialmente per la buona mira azzurra. 

Udine trova il sorpasso con Johnson nella seconda metà del primo quarto, ma viene riacciuffata prontamente dal minibreak di 5-0 firmato Mayo-Parks. 

Quest’ultimo fissa il 14-17 che chiude il primo quarto dopo un duello fisico senza esclusione di colpi con Italiano, con cui ha ancora un conto in sospeso dalla Coppa Italia. 

La seconda frazione di gioco non cambia molto il panorama: Napoli accetta la possibilità che Udine cerchi il canestro dalla lunga distanza, ma l’area è sigillata ermeticamente, con l’APU costretta ad un misero 2/11 al di qua dell’arco. 

E gli azzurri non si perdono d’animo nemmeno quando Mobio trova il pari con la bomba dal gomito: Iannuzzi si prende di forza il duello nel pitturato con Pellegrino e riporta al comando gli ospiti, capitan Monaldi si veste da cecchino e fa volare la GeVi a +10 con due triple assistite da Mayo. 

La reazione di Udine c’è: Johnson accorcia subito, gli risponde Mayo, sempre dalla lunga distanza, ma l’assalto finale, concluso da Amato che trova il fondo della retina quasi dal tavolo degli ufficiali di gara, permette ai padroni di casa di rientrare in partita prima dell’intervallo (31-35). 

L’APU rientra dagli spogliatoi con grande convinzione e piazza il sorpasso con Johnson che dà inizio al parziale di 6-0 segnando, e lo conclude servendo Foulland al termine di una grande azione da pick ‘n roll. 

La GeVi, però, non si scompone: pareggio firmato Iannuzzi e sorpasso di Mayo dalla lunetta, conseguenza di un eccesso di proteste di coach Boniciolli che gli arbitri decidono che è il momento di punire. 

Gli azzurri cominciano a dominare a rimbalzo offensivo, complice anche uno Zerini a tratti ubiquo, ma Mayo s’incaponisce al tiro pesante senza successo; Amato controsorpassa, ma non ha fatto i conti con Iannuzzi, ispirato quando affronta l’APU, e, soprattutto, Monaldi, il cui cuore di capitano restituisce la testa della gara con la bomba frontale del +3 (46-49). 

Ma Dominique Johnson non ha vinto l’Europe Cup, in maglia Reyer Venezia, per caso: Uglietti prova a togliergli anche l’aria, la guardia statunitense lo sbilancia e piazza la tripla del pareggio con cui si va all’ultima pausa. 

La GeVi sfrutta i pochi istanti di riposo concessi da coach Boniciolli ai suoi due stranieri per piazzare il primo strappo: Zerini impone la sua legge sulla metà campo avversaria e piazza una tripla ed un canestro da sotto per il +6 Napoli. 

Udine non si arrende, graziata anche dalla serata storta di Marini: Nobile riesce, con fatica, ad accorciare dall’area, ma ancora Monaldi si alza dal perimetro per una tripla che potrebbe decantare le sorti dell’incontro, non basta ad abbattere un’APU che ci crede sul serio e ricuce fino a rientrare ad un solo possesso di distanza. 

Serve un nuovo accorgimento tattico di Sacripanti a regalare il momento giusto per la fuga decisiva che vede protagonista Parks, apparso un po’ sottotono nella prima parte di gara: la sua tripla fissa il +10 che chiude i giochi, il resto sono solo punti buoni per le statistiche individuali, finisce 64-71. 

IL COMMENTO

Difesa e pazienza, pazienza e difesa. Ancora una volta, non è la miglior serata possibile al tiro per la GeVi, ma ciò non determina un risultato negativo. 

Se, contro Torino, la frustrazione per le conclusioni sbagliate aveva portato ad affidarsi irrazionalmente a Mayo, al Pala Carnera gli azzurri non perdono la calma anche quando Udine prova a prendersi l’inerzia della gara. 

Partendo da una difesa che premia l’azzardo tattico di coach Sacripanti, che decide di concedere il tiro da fuori in cambio di un’area sostanzialmente off limits, Napoli trova le certezze che le permettono di eludere le trappole preparate sapientemente da Boniciolli e batte quella serie di zone contro cui, spesso, commette l’errore di fermare la palla. 

E poi c’è il pitturato, dominato da Iannuzzi e Zerini, contro cui Foulland combatte da solo, senza dimenticare l’apporto fondamentale di Monaldi, ripresosi alla grande dalla precedente, opaca, prestazione. 

TABELLINO

APU UDINE – GEVI NAPOLI 64-71

APU UDINE
Johnson 14, Foulland 12, Amato 10, Antonutti 8, Mobio 7, Pellegrino 4, Deangeli 4, Italiano 3, Nobile 2, Schina. NE: Agbara, Giuri. 

Rimbalzi: Foulland 12
Assist: Amato 4

GEVI NAPOLI
Iannuzzi 14, Monaldi 14, Parks 14, Mayo 10, Uglietti 9, Zerini 8, Marini 2, Sandri. NE: Klacar, Cannavina. 

Rimbalzi: Zerini 9
Assist: Mayo 4

foto Lodolo per APU Udine

Basket serie A2, la Gevi fa suo il derby

di Elio De Falco

Era la partita dell’anno, quella tra le due squadre considerate più attrezzate per il salto di categoria; ed era pure un derby. 

La GeVi fa sua la partita con una reazione di forza che annichilisce una Givova Scafati che, contrariamente alle ultime uscite, non riesce a chiudere la contesa anzitempo ed appare piuttosto sorpresa della risposta azzurra. 

Primo quarto di marca gialloblu; dopo un inizio in cui le due compagini parevano studiarsi, Jackson e Sergio piazzano il primo allungo ospite. La Givova vola sotto canestro, sovrastando i lunghi della GeVi senza soluzione di continuità e stringendo le maglie difensive. Mentre Mayo, 8 punti alla fine per l’ex Varese, prova a tenere a galla i suoi senza particolare successo, dalla panchina della Givova si alza Riccardo Rossato: sono suoi i 5 punti con cui gli ospiti chiudono il primo quarto sul massimo vantaggio (13-24). 

Sembrerebbe mera formalità, quindi, il successo degli uomini di coach Finelli, trascinati dal 57% che fatturano dal campo contro un misero 29% dei padroni di casa. 

Tuttavia Napoli rientra dalla panchina con ben altro piglio, grazie anche ad un Marini che entra in un universo tutto suo in cui distribuisce lampi di onnipotenza: è proprio l’ex forlivese a spingere il primo parziale di 8-0 che riporta a contatto gli uomini di coach Sacripanti, bravi a stringere le maglie difensive grazie ad un Sandri che sfiora l’ubiquità e colpisce in modo micidiale dai 6,75 firmando l’inatteso sorpasso (31-29). Palumbo riporta avanti gli ospiti ma è solo un’illusione: la GeVi non mollerà più la leadership. Parks allunga nel finale di primo tempo con la tripla, all’intervallo, però, Scafati si è rifatta sotto (44-42). 

Nella ripresa viene fuori il talento di Jordan Parks: l’ex Treviso è a tratti immarcabile e trova il prezioso supporto di uno Zerini fino a quel momento limitato dai falli. È proprio il pivot ex Brindisi che fa il lavoro sporco sotto le plance, arrivando quasi ovunque e prendendosi la soddisfazione d’inchiodare la schiacciata ad una mano spazzando via le braccia avversarie. Il parziale di 10-0 si chiude con un’altra tripla di Parks; la Givova naviga controcorrente e paga un Thomas che fattura solo dalla lunetta (2/16 dal campo). 

Nella quarta frazione la GeVi rischia di accusare il classico black out che ha creato più d’un grattacapo in stagione: Marini è croce e delizia con qualche eccesso di foga, come quello che gli costa il fallo tecnico, a cui alterna giocate d’alta scuola come il canestro del +15 azzurro, arrivato nonostante la difesa della Givova fosse collassata su di lui a centro area. È proprio lui a scuotere i suoi nel momento cruciale del match: Scafati profonde il massimo sforzo e riapre inaspettatamente i giochi riportandosi fino al -4 sull’onda dei liberi di Thomas e dell’energia di Valerio Cucci.

Quando sembravano riaffiorare i fantasmi di Ferrara, però, Marini prende in mano la squadra e la porta al sicuro, neutralizzando l’inerzia ospite con 4 punti consecutivi per il 76-68 che, a 1’38” dal termine, chiude sostanzialmente i giochi. 

Il resto lo fa Parks, con il canestro del definitivo 78-68 e la grande difesa di Zerini, diventato diga insormontabile per la corrente della Givova. 

IL COMMENTO

Partita a due facce, quella in scena a Fuorigrotta, due facce bellissime. Se nel primo quarto sono gli ospiti ad offrire picchi di prestazione di categoria superiore, la riscossa azzurra non è da meno. Facile soffermarsi sui top scorer, ma già guardare come si arriva a certe cifre è questione più complessa, al punto che il migliore in campo può risultare chi ha segnato di meno mentre chi ha segnato di più può aver offerto una prestazione alquanto incolore. 

Per questo motivo, da lodare è Daniele Sandri, che ne segna 8 di punti, ma è uomo ovunque in difesa; da lodare è la scelta tattica di Sacripanti di piazzare proprio l’ex Virtus Roma su Thomas che patisce la marcatura nonostante il considerevole vantaggio di chili e centimetri a suo favore. 

TABELLINO

GEVI NAPOLI – GIVOVA SCAFATI 78-68

NAPOLI: Marini 18, Parks 17, Lombardi 10, Iannuzzi 9, Mayo 8, Sandri 8, Monaldi 4, Zerini 4, Uglietti. NE: Klacar, Aldi, Cannavina. 

Rimbalzi: Iannuzzi 10
Assist: Monaldi 5

SCAFATI: Thomas 22, Rossato 11, Palumbo 10, Cucci 9, Sergio 7, Jackson 5, Musso 2, Benvenuti 2, Dincic. NE: Marino. 

Rimbalzi: Thomas 8
Assist: Musso, Palumbo, Jackson 2

foto di Carlo Falanga