ProntoPegno Spa rafforza il suo impegno sul territorio Il direttore generale, Giuseppe Gentile: "Il prestito su pegno ha un valore sociale"

di Carlo Alvino

“Per me il pegno è un normale mutuo. Non c’è nulla di cui vergognarsi”. Valenza sociale, innovazione, professionalità, passione e umanità. Il cliente non è un numero ma una persona e dietro ogni persona c’è una storia. E’ questa la mission di ProntoPegno Spa, raccontata in esclusiva a neifatti.it, dal direttore generale, Giuseppe Gentile. Ma facciamo un passo indietro. Da pochi mesi, grazie all’acquisizione del ramo d’azienda da Intesa Sanpaolo, Banca Sistema è diventato il primo operatore bancario nel credito su pegno in Italia. ProntoPegno è controllata al 75% da Banca Sistema, nella compagine azionaria sono entrate anche tre fondazioni, questo a sottolineare anche la valenza sociale dell’operazione.  “Si tratta di un tipo di business – spiega Gentile – a cui non sono associate sofferenze, con un basso assorbimento patrimoniale e ottime prospettive di crescita. Inoltre, il prestito su pegno ha un valore sociale, potendo essere utilizzato da persone che per diversi motivi si trovano nella momentanea impossibilità di fare riferimento ad altre forme di finanziamento. E’ stato anche questo a spingerci a puntare su questa tipologia di prestito. A marzo 2017 abbiamo aperto la prima filiale a Milano, poi sono arrivate quelle di Napoli, Palermo, Pisa, Rimini e Roma. A fine 2019 ci è stata offerta l’opportunità di acquistare il ramo d’azienda di Intesa Sanpaolo ed ora siamo il primo gruppo bancario del mercato italiano operante nel settore del credito su pegno”.

ProntoPegno Spa ha modernizzato una delle forme più antiche di finanziamento.

“Il bene non riscattato alla scadenza del contratto può essere venduto all’asta dopo trenta giorni. Come ProntoPegno, però, i tempi sono più lunghi, mediamente vendiamo i beni dopo 10/12 dalla scadenza. Il nostro interesse è che le persone rinnovino il finanziamento o riscattino il bene. Solo il 5% degli oggetti dati in garanzia viene venduto all’asta. Per noi, questa percentuale, dopo l’acquisto del ramo di Intesa Sanpaolo, si ferma a circa il 2%. In generale il cliente che decide di utilizzare il credito su pegno è un cliente ottimista che pensa di poter rinnovare o riscattare gli oggetti concessi a garanzia del prestito”.

Anche sul fronte tecnologico ProntoPegno Spa è all’avanguardia.

“Abbiamo creato un’app che consente da un lato di avere una pre-valutazione sull’oggetto che le persone vogliono dare a garanzia del prestito e dall’altro di prendere appuntamento presso le nostre filiali in modo da evitare code e attese”.

Dunque, il rapporto con il cliente, è fondamentale.

Certo. Bisogna essere veloci e avere grande attenzione”.

Quali le criticità che avete dovuto affrontare?

La gestione dell’emergenza Covid. I dipendenti si alternavano, noi abbiamo spazi molto grandi e la clientela era equamente distribuita e abbiamo lavorato solo su appuntamento, tramite app o sito internet, in cui ci si poteva tranquillamente prenotare. Poi ai clienti inviavamo degli sms. Devo dire che tutto è stato gestito molto bene”.

Parliamo di Napoli. Purtroppo all’esterno del punto di via San Giacomo, nonostante i vostri sforzi, si sono create situazioni abbastanza incresciose. 

“Ci è dispiaciuto tantissimo. Tengo a sottolineare che noi come ProntoPegno non abbiamo avuto mai un reclamo. Abbiamo messo due steward e informato tutti i clienti anche tramite locandine di potersi recare per i nuovi pegni presso la sede di via Verdi. Abbiamo sempre dato con puntualità tutte le informazioni necessarie, con messaggi e mail. E’ cambiato anche il nostro modello informativo”.

In via San Giacomo quanto tempo ci vorrà per avere una situazione simile a quella di via Verdi?

“Entro dicembre. Stiamo lavorando duramente per migliorare il servizio offerto grazie alle innovazioni di cui disponiamo e che continueremo a potenziare. Un esempio su tutti? Siamo stati i primi a non calcolare gli interessi di mora fino ad ottobre. Puntiamo alla fidelizzazione del cliente”. 

Parola di Giuseppe Gentile che vive a Bergamo, lavora a Milano e che nel suo ufficio ha la maglia del Napoli essendo nato ad Ercolano. Campano doc, uomo del Sud e dal cuore azzurro. Dunque una garanzia.