Pubblicato il: 31 luglio 2017 alle 9:00 am

Addio vacanze gaudenti, il 72% di under 29 vuole studiare all’estero Rapporto Espresso Communication: per la maggioranza dei giovani intervistati è importante costruirsi il futuro professionale

di Giuseppe Picciano.

Roma, 31 Luglio 2017 – Discoteche, brindisi, falò e giornate in spiaggia. Per il 72% dei giovani italiani non sono più una priorità le vacanze “gaudenti”, cui sono disposti a rinunciare per dedicarsi a esperienze formative in giro per il mondo. A rivelarlo è uno studio promosso dall’agenzia “Espresso Communication” per FourStars condotto su un campione di 1400 giovani tra i 18 e i 29 anni attraverso un monitoraggio online dei principali social network, blog, forum specializzati e comunità. Se l’81% del campione rivela che le esperienze estive all’estero sono importanti per il proprio futuro lavorativo, per il 76% sono fondamentali per sviluppare la conoscenza delle lingue straniere. Una tendenza che investe trasversalmente Nord (71%) e Sud (73%), con una differenza di genere che vede i ragazzi in leggera maggioranza (52%) rispetto alle ragazze (48%). Sono gli esperti del settore a segnalare l’aumento di richieste di viaggi formativi lontano dall’Italia.

Il 74% degli intervistati dichiara che questi viaggi consentono di coniugare il divertimento tipico delle vacanze in gioventù alla scoperta di nuove culture, mentre per il 69% favoriscono nuove amicizie. Il 67% del campione parte perché ha un forte desiderio di mettersi in gioco e acquisire indipendenza, mentre il 55% vuole cambiare modo di vivere le proprie vacanze proprio a causa delle difficoltà occupazionali del Paese. «Studiando i nostri dati degli ultimi anni abbiamo rilevato che oltre il 60% delle richieste di esperienze all’estero riguardano stage con avvio durante il periodo estivo – dichiara Chiara Grosso, presidente di FourStars, società accreditata dal ministero del Lavoro e specializzata nei tirocini formativi – le mete più richieste sono cinesi, con Shanghai e Hong Kong su tutte. Si tratta di un dato molto importante e rassicurante: da sempre promuoviamo gli stage all’estero come strumento di formazione in un contesto internazionale, per crescere personalmente e professionalmente ed essere più competitivi nel mondo del lavoro ormai globale. La conoscenza delle lingue straniere e le esperienze all’estero – aggiunge – arricchiscono il profilo professionale dei candidati, divenendo elemento moltiplicatore di possibilità occupazionali. È quindi interessante constatare che molti giovani scelgono di rinunciare alle vacanze per intraprendere un’esperienza formativa all’estero, addirittura in contesti molto diversi come la Cina. I giovani italiani – conclude – forse grazie anche a una maggior apertura internazionale che li mette a confronto con coetanei di altri paesi (basti pensare all’esperienza Erasmus), stanno cogliendo e sfruttando l’importanza di lavorare durante gli studi, di costruirsi il loro futuro già durante l’università attraverso esperienze utili».

neifatti.it ©