Pubblicato il: 16 agosto 2017 alle 7:30 am

«Sull’abusivismo edilizio non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e la responsabilità è anche della classe politica locale» Intervista al deputato Pd Marco Di Lello, segretario della Commissione parlamentare antimafia

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 16 Agosto 2017 – Quasi un fabbricato su cinque viene costruito senza rispettare le norme urbanistiche. Dati Istat aggiornati al 2014 riferiscono che il numero delle nuove costruzioni abusive è salito, rispetto all’anno precedente, da 15,2 a 17,6 ogni 100 autorizzate. Il ministro Del Rio invoca le ruspe e critica la legge della Campania che prevede misure alternative all’abbattimento degli immobili edificati abusivamente. De Luca, dice: “Che mandino le ruspe” mentre in Sicilia un sindaco antiabusivismo viene sfiduciato.

Onorevole Di Lello, nel 2004, da assessore regionale all’Urbanistica, è autore di due leggi per rimettere a posto il caos del tessuto edificato in Campania. Cosa è cambiato da allora?

C’è un approccio profondamente diverso. Noi abbiamo sempre lottato contro le furbizie degli abusi edilizi. Faccio fatica a credere all’abuso come necessità. C’è tanta povera gente che arranca e fa fatica a tirare avanti e poi c’è chi si crede più furbo e costruisce in dispregio della legge e del territorio. Abbiamo provato e ci siamo anche riusciti a semplificare la cosa togliendo alibi alle amministrazioni comunali. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e la responsabilità è anche della classe politica locale. Non c’è un solo buon motivo per dire: visto che sono 70mila arrendiamoci. Io non mi arrendo e lo dico anche in qualità di segretario della commissione parlamentare Antimafia. Bisogna fare di tutto per la legalità. Proprio per questo siamo stati la Regione capofila contro il condono Berlusconi del 2004 e rivendico oggi quella scelta coraggiosa della giunta Bassolino.

È anche una risposta a Di Maio che dice: se l’abusivismo è colpa della politica, la casa resta un diritto?

Devo dire che dalle scie chimiche alla sfera degli abusivi ne hanno fatta di strada i 5 Stelle in questi anni. Trovo sia ignobile il modo come strizzano gli occhi a una parte della Penisola, oggi lo fanno agli abusivi.

A Licata, nell’agrigentino, un sindaco che era stato definito eroe dell’antiabusivismo è stato cacciato via…

Io non so se è stato cacciato via per questo. Ma si tratta di un pessimo messaggio per chi fa della legalità e dell’antiabusivismo un punto forte e centrale del suo impegno politico. Lui è la prova che con la politica del rispetto della legalità si fanno più nemici che amici. Ma non è un buon motivo per cambiare. Soprattutto nel mezzogiorno d’Italia. La legalità è l’unica via possibile.

Vesuvia è il nome di un’altra sua legge ai tempi in cui era assessore regionale della giunta Bassolino. Incendi e abusivismo… C’è un nesso?

Quello che non si può fare per legge si fa contro la legge. Noi abbiamo vincolato quell’area vietando nuove costruzioni e loro, criminali, cercano ogni modo, anche con messaggi minatori, per recuperare terreno per nuove costruzioni abusive. Ecco perché dico che si sottovaluta la portata del messaggio negativo quando si strizza l’occhio agli abusivi. Cito un altro dato. In Campania la maggior parte degli abusi sta nelle aree più belle della regione. È un caso? Possibile che la necessità di avere un tetto sia tutta in queste aree uniche al mondo e paesaggisticamente protette?

Ddl Falanga, i Verdi affermano che si tratta in realtà di un condono permanente…

In questi ultimi 2 anni il centrodestra ha provato a illudere gli abusivi con proposte di sanatorie, proprio come il Disegno di legge Falanga, procastinando per secoli l’abbattimento di immobili per fini residenziali. Oggi sono relatore di un provvedimento che stanzia 15 milioni in favore dei comuni per favorire l’abbattimento di abusi edilizi. E’ un piccolo segnale che indica la strada da seguire.

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